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Buon Anno a tutti!!!!!!   minori stranieri non accompagnati

Iniziamo quest’anno riprendendo l’argomento dei minori stranieri.

Oggi parliamo dei minori stranieri non accompagnati.

Si tratta di bambini e ragazzi extracomunitari che si trovano in Italia senza l’assistenza e la rappresentanza dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili e che non hanno presentato una domanda di asilo.

I minori stranieri anche se entrati irregolarmente in Italia, sono titolari di tutti i diritti sanciti dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata dall’Italia con la legge n 176 del 1991.

I minori stranieri non accompagnati non possono essere espulsi dal territorio, ma possono essere rimpatriati mediante rimpatrio assistito o possono ricevere un permesso di soggiorno (minore di età, per affidamento, per motivi familiari, per protezione sociale, per richiesta di asilo o per asilo) che li autorizzi a rimanere in Italia.

Con questo documento sono iscritti al servizio al Servizio Sanitario Nazionale e possono accedere alle prestazioni sanitarie.

Tutti i minori stranieri non accompagnati hanno il diritto di essere iscritti a scuola, a seconda dell’età.

I Servizi Sociali competenti predispongono un percorso di tutela per il minore in difficoltà. Quando il minore è in una situazione di abbandono morale e materiale o di pericolo, i servizi sociali possono fare una segnalazione alla Procura Minorile per un provvedimento di “affidamento giudiziario” e collocarlo in un luogo sicuro.

Quando i genitori deceduti, incapaci, irreperebili, affievoliti, o decaduti dalla potestà genitoriale o abbiano abbandonato il minore alla nascita (art.343 c.c), i Servizi possono individuare un tutore segnalando la situazione al giudice Tutelare che renderà esecutivo il provvedimento di affidamento consensuale/amministrativo.

Per l’Italia, lo straniero è quella persona che non ha la cittadinanza italiana.minori stranieri

Esistono due tipi di straniero:

  • il comunitario che ha la cittadinanza di uno degli stati dell’ Unione Europea (i 28 stati dell’UE)
  • l‘extra-comunitario quando ha la cittadinanza di uno stato non appartenente all’Unione Europea

L’ingresso degli stranieri e il loro soggiorno in Italia é regolato dal Decreto Legislativo 25 luglio 1998 n. 286 e successive modifiocazioni.

All’interno di questa legge troviamo un capitolo dedicato alla tutela delle fascia più fragile delle persone che non hanno la cittadinanza: i minori.

I minori stranieri, cioè i bambini e i ragazzi che non hanno ancora compiuto 18 anni e che non hanno cittadinanza italiana, si dividono in due categorie:

  • minori stranieri accompagnati
  • minori stranieri non accompagnati

I minori stranieri accompagnati sono quelli che soggiornano in Italia con uno o due genitori o che sono affidati a qualcuno con un provvedimento formale dell’autorità giudiziaria .

In Italia la modalità di acquisizione della cittadinanza dipende dalla cittadinanza che hanno i genitori ed  é infatti dettaius sanguinis” o “diritto di sangue”.

Secondo lo ius sanguinis un bambino è italiano se ha la mamma o un papà italiano. Se il bambino nasce da due genitori stranieri, acquisisce la cittadinanza dello stato straniero dei genitori.

Dai 18 ai 19 anni potrà richiedere la cittadinanza italiana se avrà risieduto legalmante in Italia dalla nascita fino ai 18 anni senza interruzioni.

Nel prossimo articolo parleremo dei minori stranieri non accompagnati.

 

 

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Il primo ministro somalo ha scelto di aderire ad un percorso legislativo che mira a rendere illegali le pratiche delle mutilazioni genitali femminili, messe al bando nel 2012 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che in Somalia vede il 95% di donne vittime di questa tradizione (vedi immagine).

La campagna di sensibilizzazione somala è nata dall’impegno dell’attivista Ifrah Ahmed. La donna, vittima essa stessa delle mutilazioni, si è schierata al fianco di tutte le donne somale e ha dichiarato “la firma del premier è significativa, un passo importante per combattere un problema di cui in Somalia poco se ne parla. Sarà necessaria una campagna di informazione (…). In Somalia le poche ragazze che non sono state vittime della pratica vengono insultate ed emarginate dalla società”. (fonte: Il Giornale, articolo di D. Bellocchio, pubblicato il 25/03/2016)

Grazie alla presenza nel territorio africano di attiviste e donne che si sono battute contro questa tradizione che lede gravemente la salute psico fisica della donna, le mutilazioni sono diventate illegali in 24 stati africani. Recentemente anche la Nigeria (dal 1 giugno 2015 – l’ex presidente ha firmato un disegno di legge) e il Gambia (dale 18 dicembre 2015 – l’Assemblea Nazionale ha sostenuto e votato il divieto delle MGF). Sono esempi importanti e rappresentano il cambiamento della mentalità a favore della tutela dei diritti delle donne. La violenza di queste pratiche viene osteggiata e resa illegale, chi pratica ancora le mutilazioni nonostante il divieto è punito con la multa e con la reclusione.

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Nell’anno scolastico in corso un’educatrice del Consultorio Giovani è entrata in alcune scuole del territorio feltrino per sensibilizzare gli studenti ad un tema molto attuale: le mutilazioni genitali femminili. Con questo termine si intende una serie di pratiche molto diversificate a seconda del popolo nelle quali vengono realizzate, che vi spiegheremo pubblicando vari articoli.

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) rappresentano l’asportazione di una o più parti dei genitali femminili. Esse sono di quattro tipi:vulva

  1. SUNNA (I tipo): implica la resezione della parte esterna del clitoride (prepuzio)
  2. ESCISSIONE (II tipo): il clitoride viene asportato in parte o completamente
  3. INFIBULAZIONE (III tipo): vengono asportati clitoride, piccole labbra e, in alcune aree, anche le grandi labbra (in modo parziale o totale). Successivamente viene cucita la zona genitale riducendo la vagina ad un piccolo foro (grande come un chicco di riso) che permetta la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.
  4. IIII tipo: prevede interventi misti sui genitali.

In Sudan c’è una variazione (chiamata circoncisione intermedia) dovuta alla differente chiusura in seguito all’asportazione di clitoride, piccole e grandi labbra: viene infatti lasciata un’apertura posteriore più grande.

Questa pratica viene compiuta a bambine di differenti età e lede gravemente la salute della donna: le condizioni igieniche precarie nelle quali vengono compiute possono provicare emorragie, shock, infezioni mortali. Inoltre le conseguenze psicologiche sulla donna sono a lungo termine e possono condurre a gravi depressioni, oltre a dolori forti nel momento del rapporto sessuale e del parto (con possibile morte).

Nei prossimi post approfondiremo alcune false credenze legate a questa tradizione.

 

Continuiamo e concludiamo il tema trattato in alcuni post precedenti delle false credenze collegate alla tradizione delle Mutilazioni Genitali Femminili.la-nigeria-vieta-le-mutilazioni-genitali-femminili-orig_main

Si dice che le mutilazioni gentiali femminili siano garanzia di pulizia e purezza: le secrezioni prodotte dalle ghiandole collegate al clitoride producono un odore cattivo e rendono il corpo non pulito. Togliere una parte degli organi genitali garantisce pulizia. Questa è una falsa credenza perchè l’organo genitale femminile produce naturalmente delle secrezioni (che cambiano in base alla fase del ciclo); nel caso esse aumentino o determinino un odore forte sono sintomo di un’infezione che va curata. In ogni caso le secrezioni delle ghiandole sono impercettibili e aumentano nell’atto sessuale per facilitare la penetrazione.

Si dice che le mutilazioni genitali femminili, con il mantenimento di un unico piccolo foro nella vagina, migliorino le prestazioni sessuali dell’uomo. Il clitoride, inoltre, genera una maggiore eccitazione nella donna e questo è considerato un affronto. L’asportazione di una parte dei genitali esterni, compreso il clitoride, ha influenze dirette sul piacere della donna nel rapporto sessuale (il clitoride è infatti un muscolo ricco di stimolazioni nervose e quindi, se stimolato, porta la donna all’eccitazione). Non tutti gli uomini la pensano così, dipende dal condizionamento e dall’educazione ricevuti: sono pochi gli uomini che ritengono più piacevole la passività della donna nel rapporto sessuale.

Si dice che le mutilazioni genitali femminili prevengano le morti alla nascita perchè se la testa del  primogenito entra in contatto con il clitoride alla nascita morirà. Non esiste fondamento scientifico di questa convinzione. Anzi, come già detto, queste pratiche possono condurre alla morte del bambino e della madre durante il parto per forti emorragie e per il dolore.

Mgf3Si dice che le mutilazioni genitali femminili vengano fatte per motivi estetici, per evitare che le piccole e grandi labbra crescano fino a penzolare in mezzo alle gambe (come il pene). Questa crescita rappresenta un’anomalia rara che va curata chirurgicamente. Forma e funzioni dell’appartato genitale dipendono, infatti, da ormoni e influenze genetiche. Quindi una forma “anormale” dell’apparato genitale è una malformazione su cui porre attenzione.

Infine, si dice che le mutilazioni siano garanzia di salute e hanno poteri curativi contro la malinconia. Come già detto, questa tradizione ha influenze a breve e lungo termine sulla donna, che proverà dolore in ogni rapporto sessuale e ad ogni parto. L’insoddisfazione della donna e il dolore continuo possono causare gravi depressioni.

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