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Lanciamo una proposta ai ragazzi/e per questo ponte di fine settimana.

Venerdì 9 dicembre h 20,45 presso il Centro Culturale di Quero  verrà proiettato il terzo e ultimo film in programma del cineforum autunnale, organizzato dalle Biblioteche di Alano di Piave, Quero, Vas, Unione Setteville.

17 RAGAZZE

Un piccolo riassunto

In un piccolo centro della Bretagna, la liceale Camille Fourier, rimasta incinta, diventa in breve per le amiche di scuola un esempio e un modello. Intenzionate a fare a meno di chiunque, sia dei partner che dei genitori, diciassette ragazze dello stesso liceo decidono di avere un figlio e di crescerlo aiutandosi fra loro, possibilmente in modo assai differente da come sono state cresciute a loro volta. La gravidanza delle diciassette minorenni procede dunque contemporaneamente, lasciando interdetti la comunità e le autorità scolastiche, che non trovano ragioni né spiegazioni.

INGRESSO: € 2

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cinemaE’ nelle sale cinematografiche in questo momento “La sposa bambina”, film prodotto nel 2015 dalla regista e produttrice Khadija Al-Salami. La storia vera di Nojoom, bambina di 10 anni costretta a sposarsi, è raccontata attraverso flashback che spiegano la drammatica realtà dei matrimoni precoci nello Yemen. Già il nome Nojoom (che significa “le stelle”), viene cambiato dal padre in Nojoud (“nascosta”) e, pur amandola, deciderà di consegnarla ad un uomo molto più adulto di lei, seguendo le regole non scritte della cultura di appartenenza.

La pellicola ripercorre la storia attraverso gli occhi di una bambina che si ritrova moglie inconsapevole, strappata dalla sua famiglia e costretta a subire violenze e a diventare adulta in fretta, senza capire fino in fondo ciò che sta accadendo. Lo spettatore è toccato nel cuore e nella coscienza e sostiene dalla poltrona del cinema il coraggio di Nojoom/Nojoud.

Ma viene anche presentato il punto divista del padre e le motivazioni che spingono i genitori a compiere questa scelte. Si perchè da una parte troviamo il padre che combina le nozze e vende la figlia, dall’altra la madre che assiste e collabora, sottostando alle regole e al volere del marito e della società. Le violenze subite dalla bambina la spingono con grande coraggio, però, a combattere una guerra con le armi della legge e a chiedere il divorzio, a soli 10 anni.

Il film racconta la vita povera e ai limiti vissuta da contadini yemeniti e della loro cultura, nella quale si ripetono tradizioni legate all’ignoranza. Quando marito e padre vengono portati in tribunale ed interrogati la prima risposta è “quale crimine abbiamo commesso? Noi seguiamo ciò che da sempre succede nelle nostre tribù, e c’è stato un accordo fra noi”. Posta l’attenzione sui rapporti sessuali, la convinzione dei due uomini è legata alla drammatica considerazione “è mia moglie, quindi in quanto tale deve concedersi e avere rapporti con il marito”. Profonde convinzioni e agghiaccianti verità, dal punto di vista degli uomini e della cultura di appartenenza. La religione (nel film viene citata più volte la Sunna come garante del corretto comportamento) diventa il pretesto per consolidare e legittimare il desiderio di supremazia e il potere di sottomettere le donne.

Il tema difficile trattato in questo film rispecchia un problema ad oggi irrisolto: sono 70.000 secondo le Nazioni Unite le vittime ogni anni di lesioni e parti precoci a causa dei matrimoni combinati in tenera età. La regista pone l’attenzione su questo argomento avendo lei stessa dovuto subire un matrimonio a 11 anni.

Questo film/documentario rappresenta la denuncia di una realtà sconosciuta e ignorata. Ci ricorda drammaticamente che l’istruzione, la libertà, l’infanzia sono diritti fondamentali, ma che al giorno d’oggi non sono rispettati in tutto il mondo. Vi invitiamo a guardare il film e a parlarne! L’unica strada possibile per cambiare le cose è la conoscenza.

film centro giovani
Il Centro Giovani, su proposta dell’Assessore Giovanni Pelosio, in collaborazione con Medici Senza Frontiere, organizza per giovedì 31 marzo alle ore 20.15 in Sala Ocri (Stadio Comunale “Zugni Tauro”), una serata di informazione e sensibilizzazione attraverso il film “Access to the danger zone” e il successivo incontro con gli operatori di MSF Italia Stefano Di Carlo e Stefano Zannini.
Access to the danger zone” (Accesso a zone pericolose) è un film sulle vittime di guerra e i loro bisogni di assistenza umanitaria. Girato in Afghanistan, Somalia, Repubblica Democratica del Congo e Kenya, diretto dai registi Eddie Gregoor e Peter Casaer, descrive le difficoltà e i pericoli che le organizzazioni umanitarie devono affrontare per assistere le popolazioni in alcuni tra i contesti più pericolosi al mondo.
Attraverso interviste con le vittime delle violenze e con operatori e rappresentanti delle principali organizzazioni umanitarie (Comitato Internazionale della Croce Rossa, Nazioni Unite, Medici Senza Frontiere ecc), non solo esplora i rischi e le misure di sicurezza prese per lavorare nelle zone più pericolose del pianeta, ma descrive anche le conseguenze della confusione di ruoli tra attori politici e militari, oltre che i compromessi fatti dalle organizzazioni umanitarie per poter accedere alle zone di guerra.
In un mondo in cui diventa sempre più difficile per le organizzazioni umanitarie mantenere la propria presenza nelle aree di conflitto, il film racconta per la prima volta i dilemmi, le paure e le barriere dei principali protagonisti del soccorso umanitario internazionale.
Seguiranno gli interventi di Stefano Di Carlo, ex Capo di Missione Italia, e Stefano Zannini, Capo Missione di Medici senza Frontiere, in trasferta a Feltre per una serie di incontri formativi con gli studenti del Liceo Dal Piaz.

La serata, che fa parte di un percorso di preparazione alla Festa dei Popoli, sarà introdotta dall’Assessore alle Politiche sociali Giovanni Pelosio.

50 sfumature di

 

Recentemente è uscito al cinema il film “50 sfumature di grigio”, considerato film evento dell’anno e molto atteso dalle lettrici e dai lettori dell’omonima trilogia. Il film racconta la storia fra Christian, giovanissimo e ricco imprenditore di successo, e Anastasia, giovane studentessa che rimane colpita dal fascino del protagonista e dalle proposte sessuali, che le vengono fatte attraverso un contratto formalizzato. Il tema di sottofondo è la relazione che Christian richiede alla ragazza, caratterizzata da esperienze sessuali “al limite”, nelle quali i sentimenti e le emozioni sono negate e escluse volontariamente.

Le differenze fra la realtà e la storia raccontata nel film si ritrovano principalmente nel tipo di relazione che si crea fra i due protagonisti, caratterizzata da dipendenza e ossessione. Nei momenti in cui non si vedono, Christian ha il controllo assoluto di dov’è e cosa sta facendo Anastasia. I costosi regali (auto, pc portatile, viaggi in aereo…) tentano di “addolcire” la posizione di inferiorità in cui si trova la protagonista, costretta a mentire continuamente alle persone a lei care. La sessualità, inoltre, è vissuta da Christian come uno strumento per soddisfare bisogni fisici. Ad ogni “no”, ad ogni attesa, ad ogni insicurezza di Anastasia corrisponde un regalo costoso e\o un’ossessiva richiesta di attenzioni da parte dell’uomo.

La posizione di Anastasia non viene presa in considerazione con rispetto nè ascoltata. Le “regole del gioco” sono dettate dalla parte maschile e sembrano rigidi principi fondamentali, che portano Christian a manipolare e a dominare. Questo film è lo spunto per riflettere sulla differenza fra amore e sesso, sull’importanza del rispetto della donna e sulla libertà, entrambi valori fondamentali per creare una relazione sana. La paura, le umiliazioni continue, la richiesta di mantenere segreti e il controllo assoluto non sono elementi sani di una relazione d’affetto.

Miriam Grosmann, psichiatra presso l’Università della California spiega <<Nel mondo reale, questa storia sarebbe finita male, con Christian in carcere e Ana in un rehab o all’obitorio. Oppure Christian avrebbe continuato a fare del male a Ana e lei avrebbe continuato a soffrire. In entrambi i casi, la loro vita non sarebbe  stata sicuramente una favola. Si parla di una relazione pericolosa con tanto di abuso fisico ed emotivo. Sembra glamour, perché gli attori sono bellissimi, hanno automobili e aerei costosi e canta Beyoncé. Non fatevi manipolare>>. Il messaggio è rivolto ad adolescenti e ragazzi che hanno visto questo film, o letto il libro, e sono convinti che ciò che si vede sia Amore.

Non è così.

Senza rispetto non c’è vero amore, non è sano ricercare una relazione basata su 50 sfumature di dolore, dipendenza e manipolazione …tutte azioni compiute dal protagonista. Se hai visto il film e sei rimasto/a colpita dal messaggio, se tu o un tuo amico/a state vivendo una situazione difficile di questo tipo o  hai dei dubbi contattaci o vieni a trovarci. Al Consultorio Giovani trovi operatori formati che ti possono aiutare, con i quali puoi condividere dubbi sulle relazioni che stai vivendo!

 

 

violenza

L’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 ha scelto il 25 novembre come data nella quale ricordare, ogni anno, il tema della violenza contro le donne. Sempre più spesso si leggono articoli di cronaca nera con protagoniste donne che subiscono prevaricazioni; ma ancor più pericolose sono tutte le forme di violenza che rimangono nascoste perchè non lasciano segni visibili o per paura della donna di denunciare. Per questo motivo in Italia sono sorte numerose associazioni ed enti comunali  che promuovono manifestazioni per non dimenticare un tema così importante.

La Commissione Pari Opportunità del comune di Feltre organizza, in occasione della giornata mondiale contro la violenza alle donne, il giorno 20 novembre 2014, presso l’Unisono Jazz restaurant&cafè, una serata per promuovere la non-violenza contro le donne. Il programma prevede alle ore 20.00 la proiezione del cortometraggio “E’ STATA LEI” di Francesca Archibugi, presentata da Francesca Bona, vice presidente della Commissione pari opportunità e proseguirà alle 21.00, dopo la visione del filmato, con la cena (per info e prenotazioni 349.5157606).Giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne

” I diritti umani delle donne e delle bambine sono inalienabili e parte integrale e indivisibile dei diritti umani universali. La violenza di genere e tutte le forme di violenze di sfruttamento sessuale, incluse quelle che risultino dal pregiudizio culturale… sono incompatibili con la dignità e il valore della persona umana e perciò devono essere eliminate.”
(dalla Dichiarazione dell’ONU, Vienna 1993)

 

 

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