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libro tutto troppo prestoVi proponiamo un libro, a nostro avviso molto interessante, da leggere durante le vostre vacanze: “Tutto troppo presto” di Alberto Pellai.  E’ un libro che ha l’obbiettivo di accompagnare ragazzi ma sopratutto genitori nel tema dell’educazione sessuale nell’era di internet e delle nuove tecnologie. Come dice Pellai “…é un argomento per nulla semplice e scontato se solo si pensa che un ragazzo o ragazza d’oggi, prima ancora di avere la sua prima esperienza sessuale, è già stato esposto/a ad un numero di immagini di natura sessuale inimmaginabile per un adulto appartenente alle generazioni precedenti…”. Il libro è organizzato in quattro capitoli tematici e affronta il tema della sessualizzazione precoce delle bambine, il fenomeno del sexting, la pornografia e l’adescamento online; ci sono proposte di film da vedere a scuola e in famiglia e indicazioni su cosa fare qualora si è coinvolti in situazioni poco piacevoli.

Buona lettura!!!!

 

Questa volta abbiamo pensato ai genitori e a come aiutarli, nel loro importante ruolo educativo, ad accompagnare i figli in crescita.

Come?

Alberto Pellai e Barbara Tamborini hanno scritto un libro per genitori di figli preadolescenti.  eta dello tsunami

Di che cosa parla?

Tutto è iniziato con l’ingresso alle scuole medie. Fino a ieri vostro figlio era un bambino angelico, e ora di colpo è pronto a darvi battaglia su tutto, pensa solo a divertirsi e vive di emozioni intense e improvvise, come sulle montagne russe. Lo tsunami che vi sta travolgendo si chiama preadolescenza, e sappiate fin da subito che non c’è cura; ma un segreto per sopravvivere, sì: capire cosa sta succedendo in un cervello in piena evoluzione, che funziona in modo diverso rispetto a quello di un adulto. Barbara Tamborini e Alberto Pellai ne sanno qualcosa: esperti di psicologia dell’età evolutiva e genitori di due figli preadolescenti (e di altri due che stanno per diventarlo), sapranno introdurvi alle meraviglie di quest’età e darvi i consigli giusti per ritrovare un canale di comunicazione che vi sembra impossibile. Non solo. Vi aiuteranno anche a guardarvi dentro e a capire che tipo di genitori siete e vorreste diventare, per essere mamme e papà “sufficienternente buoni’; capaci di riflettere sui propri errori e aggiustare il tiro. Senza prendersi troppo sul serio, perché la perfezione non è di questo mondo.

Editore: De Agostini
Anno edizione: 2017

Oggi il finale del racconto di Alberto Botte.

I nuovi proprietari sembravano affidabili. Giovani, vestiti bene, solo uno parlava italiano.

Mandarono un comunicato a tutta la fabbrica. Ci sarebbero stati licenziamenti risanativi. Il vecchio era troppo emotivo, spinto dal suo cuore tenero aveva assunto troppi elementi inutili.

Lui si sentiva al sicuro. Glielo aveva detto, o no? “Lei, mio caro, lei è una grande risorsa per la nostra azienda”. Addirittura lo aveva chiamato mio caro. Era in una botta di ferro.

Eppur si muove. E lo mandarono a casa. Provò ad andare negli uffici di collocamento, ma non lo volevano. Troppo così, troppo poco colà. Non abbastanza istruito. Non ha questo, quello, eccetera.

Lei gli fu accanto finchè non ne potè più. Se ne andò altrove, gli faceva troppa pena quell’uomo che una volta aveva amato. maggio-dei-libri-sagome-2015

“Ghea femo, Cleopatra. GHEA FEMO”

I glifi continuavano a fermarsi benigni. Cominciò a tremargli il respiro. Il cuore batteva sempre più forte.

Aveva cominciato a impegnare, vendere, fare piccoli mutui e microcrediti. Addio macchina, e presto addio casa. Sua madre e suo padre si erano rifiutati di dargli ancora denaro. Avevano litigato pesantemente l’ultima sera che era andato da loro. “Basta !!! Non avrai più nulla da noi! Butti tutto in quelle macchinette! Ti stai bruciando ogni cosa. Vergognati. Vergognati!”

Lui piangeva senza vergogna. Suo padre, vecchio e tremolante per le medicine, aveva ragione. Ma che vuoi. L’adrenalina che si prova seduti davanti a quello schermo non è qualcosa che si può abbandonare facilmente. Aveva solo quello. Solo la sua Cleopatra lo amava e capiva.

L’aveva vista al mercato oggi. Era con un uomo. Rideva. Sembrava felice. Lui era corso a nascondersi, era scappato da lei. Si vergognò. Solo allora aveva perso tutto. Fu lì che decise di disfarsi della collanina. Di dare anima e corpo a Cleopatra.

L’ultimo glifo si fermò. Gli prese un sussulto.

“Ghe aven fata, Cleopatra. Ghe aven fata.”

Goia pura. Era felice. Aveva vinto tutto. Tutto. Ma non lei. Lei no. Urlò.

Dietro di lui il barista stava pulendo il bancone, fra poco avrebbe chiuso, solo il tempo di fare due conti. Era stata una lunga giornata. I suoi sbevazzoni avevano fatto caos, uno aveva rotto un bicchiere e altri due avevano litigato. Sentì dei rumori strani dall’angolo delle slot. L’uomo alzò gli occhi. Lo vide piangere. Si preoccupò e corse da lui.

I gettoni continuavano a piovere. Una cascata gli ricopriva le gambe. La gioia era durata un istante, subito era scomparsa nell’immagine della sua risata al mercato.

Piangeva senza vergona il suo dolore. Urlava il suo nome fra i singhiozzi. Solo lei importava. Lei fra le lacrime. Cadde piangendo dalla sedia. Singhiozzava rannicchiato a terra.

“Amore…. Amore…. Amore dove sei…. Amore dove sei?”

 

 

Continuiamo con il racconto di Alberto Botte , vincitore del concorso per Lions Club.    maggio-dei-libri-sagome-2015

 

Gli aveva dato la collanina una domenica. Nei giorni di festa, gli piaceva prepararle la colazione e portargliela a letto, come nei peggiori clichè dei film. E lei gli aveva dato un pacchettino. Un pensiero che si portava sempre appresso.

L’indossava, se ne ricordava il peso rassicurante al collo, il giorno in cui radunarono tutti gli operai. Il principale aveva mandato le segretarie a chiamarli tutti, dicendo loro di rimanere nel parcheggio qualche minuto dopo il turno. Apparve molto vecchio e stanco. Informò che era un periodo duro anche per l’azienda, che alcuni clienti non pagavano, la produzione aveva dei problemi, e così via. E che tutti dovevano fare dei sacrifici. Era serio, distaccato. Ma negli occhi si vedevano gli accenni delle lacrime.

Disse che era temporaneo. Un paio di mesi, al massimo un anno. Poi tutto normale.

Non si era lamentato, come invece fecero molti dei suoi colleghi. Sentiva che era un sacrificio necessario. Si fidava del principale. Toccò la sua collanina in un piccolo gesto scaramantico. Provò a vedere il bicchiere mezzo pieno. Avrebbe passato più tempo a casa, con lei.

Invece cominciò a frequentare i bar. Non gli piaceva bere, aveva già fatto le sue baldorie negli anni. Tanto per stare in compagnia. Non ne poteva più di stare a casa a girarsi i pollici, lei era fuori, al lavoro, e lui lì dentro, a non far nulla. Si sentiva meglio quando entrava in fabbrica per quei pochi giorni a settimana. Sollevato. Di nuovo un uomo. Inoltre, per quanto sapesse che era un pensiero maschilista, si sentiva a disagio a vivere con una donna, la sua donna, che guadagnava più di lui. Lo manteneva. Cominciarono a litigare. E lui conobbe Cleopatra.

Non aveva mai giocato alle slot. Non ci aveva mai pensato. A lui i soldi piaceva guadagnarseli. Dovevano puzzare di sudore, non della birra slavata del bar.

Quella sera era stanco, stufo. Avevano litigato. Gli avevano ridotto i giorni di lavoro al mese. Bevve un po’, e così, chiacchierando con gli altri al bar, gli dissero di provare a giocare. “Tanto hai due soldi in tasca, giocali che almeno diventano di più”

Annebbiato dall’alcol, perse le sue inibizioni e ci provò. Cambiò due euro in gettoni. Ne infilò uno nella macchina. Fece partire la slot. Adrenalina pura.

L’eccitazione cancellò ogni problema, fece sparire le preoccupazioni. Cleopatra diventò ogni secondo di quella sera più dolce.

Al sesto gettone vinse. Cambiò tutto in gettoni e in altro da bere. Andò avanti a lungo.

Quando tornò a casa, lei era in piedi. Tremava avvolta in una sottile camicia da notte. Non disse una parola. Era terrorizzata. Quello non era l’uomo che amava.

Un’altra croce ansata si fermò. Cleopatra, l’unica donna che gli era rimasta, fece un urletto di gioia per la doppietta. Lui rise, quasi ringraziandola.

Trascorsero i mesi. Arrivò la notizia che la fabbrica rischiava di chiudere, erano in fallimento. Per la prima volta partecipò a atti di protesta, dipinse striscioni e cartelloni. Si tesserò anche ad un sindacato. L’aveva sempre considerato qualcosa da esaltati, non faceva per lui.

Poi una piccola speranza: imprenditori stranieri volevano acquistare la fabbrica e salvare la produzione. Quelli del sindacato sembravano scettici, ma l’allegria dilagava. Gli operai si misero a urlare al cielo la loro felicità.

La normalità tornò nella sua vita. Smise di bere, giocava ancora un po’, ma non era più la sua droga.

Altri glifi si fermarono, tante croci ansate. “Ghea femo, ghea femo” grignò fra i denti.

 

Oggi pubblichiamo il racconto scritto dal giovane Alberto Botte che ha partecipato e vinto il concorso promosso da Lions Club. Il racconto verrà pubblicato  in quattro parti.

Titolo: Obolo

di Alberto Botte                maggio-dei-libri-sagome-2015

 

Faceva schifo.

Faceva proprio schifo.

Guardò il bicchiere che aveva in mano. Si accorse di non vederci più bene. Chissà se per l’alcol o perché, in fondo, stava invecchiando.

“Se vinco questa, vado da un ottico e mi prendo un bel paio di occhiali” pensò” Uno di Gucci o Armani, roba da ricconi.”

Con un po’ di fatica infilò una moneta nella slot machine. Il seno di una formosa Cleopatra lo guardava dallo schermo. Accanto a lui qualche pensionato si stava giocando ciò che restava della pensione. Due uomini bevevano e ridevano, rossi in viso.

Fece partire la slot e gli salì l’ansia. Era il suo ultimo obolo alla speranza. Era passato ad un “ComprOro” prima. Aveva venduto una collanina. Valeva poco per quei mercanti, ma per il suo cuore moltissimo. Era l’ultimo regalo che lei gli aveva fatto. Prima di andarsene. Prima di scappare da lui.

Non sapeva cosa era stato peggio. Lo sguardo freddo dell’impiegato che aveva preso in quelle mani lerce il dono. Le sue parole di commento. Il tono piatto con cui aveva tradotto in denaro l’oggetto.

O il ricordo di quel giorno.

Era ancora felice. Aveva un’utilità. “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” Articolo 4 della Costituzione Italiana, comma 2. Si sentiva degno. Si sentiva un essere umano.

Non faceva un lavoro da salvatore della patria, uno di quelli che i tuoi figli bambini sono orgogliosi di dire ai loro compagni di classe “Mio papà è un pompiere/medico/astronauta/….” con gli occhietti che luccicano felici di ingenua malignità, vedendo l’invidia nei loro amichetti.

No, lui era un operaio. Caposquadra, ma sempre un operaio. Tanti anni di lavoro onesto. Non si lamentava, lavorava sodo e dava l’esempio. Il principale aveva una profonda stima di lui. Glielo aveva detto, ad una cena di fabbrica, con il suo sguardo severo e i baffoni d’altra epoca “Lei, mio caro, lei è una grande risorsa per la nostra azienda”.

Quello che gli piaceva di più era tornare a casa, la sera. Stanco, sudato e sporco. Ma felice. Se ne era accorto solo dopo. Solo quando ormai aveva perso tutto, si era accorto di quanto fosse stato felice.

Lo schermo azzurrino della slot continuava a far girare immagini, gli strani glifi egizi. Piramidi improbabili sullo sfondo. Odiava e amava quei momenti. Senti il cuore che batte. Il respiro diventa più forte. Tutto ricomincia a vivere. Si sentiva vivo. Buttava tutto lì dentro. Il freddo buco dove infilava i gettoni era diventato la sua chiesa, il luogo in cui riporre speranze e desideri. Incredibile quanto, per quella manciata di secondi, si sentisse vivo.

Aveva fatto molti sacrifici alla Cleopatra dello schermo. Ogni cosa che poteva avere un valore, via, subito da qualcuno che potesse cambiarla in denaro, il più possibile, il prima possibile. La macchinetta dei gettoni in breve avrebbe vomitato i suoi passepartout per la felicità.

L’attesa, i pensieri che se ne vanno, la vita che fa meno schifo, per un paio di secondi.

Il fine squallore di quel bar, le varie persone, la luce smorta del neon, scomparivano.

Nulla aveva più un valore se non quel turbinio di segni.

Il primo glifo si fermò. Una croce ansata. La Cleopatra sorrise e sbattè gli occhi, gelida e amara.

 

La prossima settimana pubblicheremo la seconda parte del racconto.

 

 

 

50 sfumature di

 

Recentemente è uscito al cinema il film “50 sfumature di grigio”, considerato film evento dell’anno e molto atteso dalle lettrici e dai lettori dell’omonima trilogia. Il film racconta la storia fra Christian, giovanissimo e ricco imprenditore di successo, e Anastasia, giovane studentessa che rimane colpita dal fascino del protagonista e dalle proposte sessuali, che le vengono fatte attraverso un contratto formalizzato. Il tema di sottofondo è la relazione che Christian richiede alla ragazza, caratterizzata da esperienze sessuali “al limite”, nelle quali i sentimenti e le emozioni sono negate e escluse volontariamente.

Le differenze fra la realtà e la storia raccontata nel film si ritrovano principalmente nel tipo di relazione che si crea fra i due protagonisti, caratterizzata da dipendenza e ossessione. Nei momenti in cui non si vedono, Christian ha il controllo assoluto di dov’è e cosa sta facendo Anastasia. I costosi regali (auto, pc portatile, viaggi in aereo…) tentano di “addolcire” la posizione di inferiorità in cui si trova la protagonista, costretta a mentire continuamente alle persone a lei care. La sessualità, inoltre, è vissuta da Christian come uno strumento per soddisfare bisogni fisici. Ad ogni “no”, ad ogni attesa, ad ogni insicurezza di Anastasia corrisponde un regalo costoso e\o un’ossessiva richiesta di attenzioni da parte dell’uomo.

La posizione di Anastasia non viene presa in considerazione con rispetto nè ascoltata. Le “regole del gioco” sono dettate dalla parte maschile e sembrano rigidi principi fondamentali, che portano Christian a manipolare e a dominare. Questo film è lo spunto per riflettere sulla differenza fra amore e sesso, sull’importanza del rispetto della donna e sulla libertà, entrambi valori fondamentali per creare una relazione sana. La paura, le umiliazioni continue, la richiesta di mantenere segreti e il controllo assoluto non sono elementi sani di una relazione d’affetto.

Miriam Grosmann, psichiatra presso l’Università della California spiega <<Nel mondo reale, questa storia sarebbe finita male, con Christian in carcere e Ana in un rehab o all’obitorio. Oppure Christian avrebbe continuato a fare del male a Ana e lei avrebbe continuato a soffrire. In entrambi i casi, la loro vita non sarebbe  stata sicuramente una favola. Si parla di una relazione pericolosa con tanto di abuso fisico ed emotivo. Sembra glamour, perché gli attori sono bellissimi, hanno automobili e aerei costosi e canta Beyoncé. Non fatevi manipolare>>. Il messaggio è rivolto ad adolescenti e ragazzi che hanno visto questo film, o letto il libro, e sono convinti che ciò che si vede sia Amore.

Non è così.

Senza rispetto non c’è vero amore, non è sano ricercare una relazione basata su 50 sfumature di dolore, dipendenza e manipolazione …tutte azioni compiute dal protagonista. Se hai visto il film e sei rimasto/a colpita dal messaggio, se tu o un tuo amico/a state vivendo una situazione difficile di questo tipo o  hai dei dubbi contattaci o vieni a trovarci. Al Consultorio Giovani trovi operatori formati che ti possono aiutare, con i quali puoi condividere dubbi sulle relazioni che stai vivendo!

 

 

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Siamo ad agosto, ancora un mese prima di ricominiare la scuola. Purtroppo il clima di questa estate non sta agevolando le uscite “vacanziere”….Quale alternativa allora per combattere il brutto tempo?

Abbiamo ricercato i titoli dei libri maggiormente letti dai ragazzi.  Vi proponiamo alcuni di questi con una breve descrizione della storia:

MOJITO di Francesca Longo (dai 14 anni)

E’ la storia di due ragazzi (Mojito e Pampero) che vanno in vacanza al mare con le loro famiglie. Emerge dal racconto uno spaccato di vite familiari comuni a tanti ragazzi, con contrasti coi genitori, abitudini domestiche dissacratorie, rapporti coi fratelli o con amici. È un racconto ironico, a volte struggente, per quella capacità dei protagonisti di saper ridere e piangere sul serio, che è una delle più belle virtù degli adolescenti. È anche un libro ‘duro’ che affronta senza moralismi il tema del dilagare dell’alcool tra i giovani, alcool spesso di cattiva qualità e usato per sballare e non per essere quello che è, un piacere da centellinare e trattare con cura.

CERTI FIORI STANNO ALL’OMBRA  di A. Ferrara (dai 13 anni)

Clara, Moreno e Rosario. Sono i tre protagonisti di questo romanzo. E’ la descrizione di tre personalità molto diverse fra loro, specialmente Moreno e Rosario, due ragazzi verso i quali Clara nutre un particolare interesse. Ma chi sceglierà alla fine Clara? Cosa porta Clara a scegliere uno dei due?

NODI AL PETTINE di Marie-Aude Murial (dai 14 anni)

Louis, 14 anni, accetta, senza pensare, la proposta della nonna di fare uno stage al nuovo salone di acconciature che frequenta. Il padre, borghese e snob, ride, la madre resta interdetta, la sorella lo invidia. E’ un racconto divertente che parla delle vicissitudini dei vari personaggi che lavorano e frequentano il salone. Louis scopre che gli piace questo lavoro e vuole proseguire lo stage oltre la scuola…..

NON BUTTIAMOCI GIU’  di Nick Hornby (dai 14 anni)

Su un altissimo grattacielo londinese, la notte di San Silvestro, mentre imperversano botti e festeggiamenti, un presentatore televisivo in crisi matrimoniale e professionale decide di suicidarsi buttandosi giù dall’ultimo piano. Ma al momento decisivo si accorge di non essere da solo su quel grattacielo: c’è vicino a lui una donna disperata, senza lavoro e senza marito, alle prese con un figlio autistico. Anche lei sta per buttarsi giù. Ma spuntano anche una ragazzina di 15 anni, sedotta e poi lasciata da un ragazzo, e un musicista americano fallito, ora cameriere in una pizzeria, pure lui abbandonato dalla ragazza. Anche loro vogliono suicidarsi. Forse sono un po’ troppi..

Sono iniziate le vacanze di Natale ed eccoci a consigliarvi alcuni libri da leggere (o da regalare):

qualcuno con cui correre“Qualcuno con cui correre” – David Grossman

Il libro racconta la storia di Assaf e di Tamar, due adolescenti che non si conoscono ma condividono inconsapevolmente il legame con un cane “randagio”, che guiderà il ragazzo lungo le strade di Gerusalemme. Egli dovrà attraversare pericoli e superare molti ostacoli per poter raggiungere e incontrare Tamar, la proprietaria di Dinka.

La storia, complessa e profonda, è un intreccio di incontri speciali, amicizia, rapporti familiari, solitudine, sogni, speranze, lotta per la libertà …con un finale ricco di suspance. Da leggere assolutamente!

 

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“La farfalla tatuata” – Philip Pullman
Chris “normale”, Jenny “sbandata”. Chris se ne innamora all’istante, ma lei svanisce immediatamente. Quando riesce a ritrovarla, dopo un perscorso a zig zag, fra i due nasce un amore molto dolce …con un finale inaspettato.

Questo libro è una buona lettura, grazie al suo stile dinamico e molto intrigante. Attraverso la storia d’amore, l’ autore mette in luce anche le problematiche sociali dei due protagonisti legate al mondo della droga e della violenza. Una storia complicata fatta di sentimenti, di sbagli, di fallimenti, di amore e di felicità.

 

“Acciaio” – Avallone Silvia

Le protagoniste del libro sono Anna e Francesca, amiche inseparabili, entrambe adolescenti, età nella quale il corpo è in continua traformazione e sono accumunate da situazioni familiari particolari. acciaioAnna un giorno incontra l’amore ma questo a Francesca proprio non va giù…

Questo interessante libro racconta vicende attuali, legate al travagliato periodo dell’adolescenza, che porta con sè rapidi cambiamenti, litigi, amori; la storia è ambientata nella realtà italiana delle periferie nate intorno alle zone industriali. Inoltre narra del rapporto con il proprio corpo e con la vita di due adolescenti di periferia. 

 

fabio-volo-le-prime-luci-del-mattino_thumbSMOAUTO_366X0“E per i genitori…. Le prime luci del mattino” – Fabio Volo

La storia parla di Elena, una moglie insoddisfatta della propria vita e del freddo rapporto con il marito. Lei si rende conto che merita di più e si mette in gioco in un’altra relazione, che non avrà un lieto fine ma l’aiuterà a capire sè stessa e i suoi bisogni.

Questo romanzo, rivolto più agli adulti, mette in luce le difficoltà di mantenere vivi i rapporti d’amore senza lasciare che la noia e la monotonia li rovini. La volontà di voler riprendere in mano le redini e riprogettare la propria vita aiuterà la protagonista a rimettere sè stessa al centro della propria vita.

 

Dopo questi consigli di lettura…non ci resta che augurarvi un Sereno Natale e un Buon 2014!!!

buon natale

Questa settimana proponiamo ai genitori che vogliono entrare di più nel mondo dell’adolescenza, la lettura di alcuni libri.

  • “Adolescenti con il cuore a mille. Come capire le emozioni dei propri figli”.   Nick Luxmore (ed. Erickson 2012)
  • “Il primo bacio, l’educazione sentimentale ai tempi di Facebook”.  Alberto Pellai  (ed. kowalski 2012)
  • “La paura di essere brutti”. Gustavo Pietropolli Charmet  (ed. Cortina, 2013)
  • “Fragile spavaldo, ritratto dell’adolescente di oggi”. Gustavo Pietropolli Charmet ( ed. Lanterna, 2008)

 

Buona lettura      :-D

 

 

Eccoci  di nuovo con alcuni suggerimenti!

Nel precedente articolo avevamo segnalato alcuni film, questa volta, considerato l’approssimarsi delle vacanze estive, vi proponiamo delle piacevoli letture per i vostri momenti di relax. Alcuni dei libri consigliati sono dei classici della narrativa internazionale, mentre altri appartengono a generi più contemporanei.

A seguito vi proponiamo una piccola rassegna:

 

TITOLO AUTORE EDITORE Anno
MA LE STELLE QUANTE SONO Carcasi  Giulia Feltrinelli 2005
LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI Giordano Paolo Mondadori 2008
IL PROFETA Gibran  Kahlil Paoline 2001
ACCIAIO Avallone Silvia Feltrinelli 2010
CIRCOLO CHIUSO Coe Jonathan Feltrinelli 2004

BUONA LETTURA!

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Accesso libero il giovedì dalle 14.00 alle 16.00

Indirizzo:
Viale G. Marconi, 7 Feltre - tel. 0439 883170

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