Archivi per la categoria ‘mutilazioni genitali femminili’

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Il primo ministro somalo ha scelto di aderire ad un percorso legislativo che mira a rendere illegali le pratiche delle mutilazioni genitali femminili, messe al bando nel 2012 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che in Somalia vede il 95% di donne vittime di questa tradizione (vedi immagine).

La campagna di sensibilizzazione somala è nata dall’impegno dell’attivista Ifrah Ahmed. La donna, vittima essa stessa delle mutilazioni, si è schierata al fianco di tutte le donne somale e ha dichiarato “la firma del premier è significativa, un passo importante per combattere un problema di cui in Somalia poco se ne parla. Sarà necessaria una campagna di informazione (…). In Somalia le poche ragazze che non sono state vittime della pratica vengono insultate ed emarginate dalla società”. (fonte: Il Giornale, articolo di D. Bellocchio, pubblicato il 25/03/2016)

Grazie alla presenza nel territorio africano di attiviste e donne che si sono battute contro questa tradizione che lede gravemente la salute psico fisica della donna, le mutilazioni sono diventate illegali in 24 stati africani. Recentemente anche la Nigeria (dal 1 giugno 2015 – l’ex presidente ha firmato un disegno di legge) e il Gambia (dale 18 dicembre 2015 – l’Assemblea Nazionale ha sostenuto e votato il divieto delle MGF). Sono esempi importanti e rappresentano il cambiamento della mentalità a favore della tutela dei diritti delle donne. La violenza di queste pratiche viene osteggiata e resa illegale, chi pratica ancora le mutilazioni nonostante il divieto è punito con la multa e con la reclusione.

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Nell’anno scolastico in corso un’educatrice del Consultorio Giovani è entrata in alcune scuole del territorio feltrino per sensibilizzare gli studenti ad un tema molto attuale: le mutilazioni genitali femminili. Con questo termine si intende una serie di pratiche molto diversificate a seconda del popolo nelle quali vengono realizzate, che vi spiegheremo pubblicando vari articoli.

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) rappresentano l’asportazione di una o più parti dei genitali femminili. Esse sono di quattro tipi:vulva

  1. SUNNA (I tipo): implica la resezione della parte esterna del clitoride (prepuzio)
  2. ESCISSIONE (II tipo): il clitoride viene asportato in parte o completamente
  3. INFIBULAZIONE (III tipo): vengono asportati clitoride, piccole labbra e, in alcune aree, anche le grandi labbra (in modo parziale o totale). Successivamente viene cucita la zona genitale riducendo la vagina ad un piccolo foro (grande come un chicco di riso) che permetta la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.
  4. IIII tipo: prevede interventi misti sui genitali.

In Sudan c’è una variazione (chiamata circoncisione intermedia) dovuta alla differente chiusura in seguito all’asportazione di clitoride, piccole e grandi labbra: viene infatti lasciata un’apertura posteriore più grande.

Questa pratica viene compiuta a bambine di differenti età e lede gravemente la salute della donna: le condizioni igieniche precarie nelle quali vengono compiute possono provicare emorragie, shock, infezioni mortali. Inoltre le conseguenze psicologiche sulla donna sono a lungo termine e possono condurre a gravi depressioni, oltre a dolori forti nel momento del rapporto sessuale e del parto (con possibile morte).

Nei prossimi post approfondiremo alcune false credenze legate a questa tradizione.

 

Continuiamo e concludiamo il tema trattato in alcuni post precedenti delle false credenze collegate alla tradizione delle Mutilazioni Genitali Femminili.la-nigeria-vieta-le-mutilazioni-genitali-femminili-orig_main

Si dice che le mutilazioni gentiali femminili siano garanzia di pulizia e purezza: le secrezioni prodotte dalle ghiandole collegate al clitoride producono un odore cattivo e rendono il corpo non pulito. Togliere una parte degli organi genitali garantisce pulizia. Questa è una falsa credenza perchè l’organo genitale femminile produce naturalmente delle secrezioni (che cambiano in base alla fase del ciclo); nel caso esse aumentino o determinino un odore forte sono sintomo di un’infezione che va curata. In ogni caso le secrezioni delle ghiandole sono impercettibili e aumentano nell’atto sessuale per facilitare la penetrazione.

Si dice che le mutilazioni genitali femminili, con il mantenimento di un unico piccolo foro nella vagina, migliorino le prestazioni sessuali dell’uomo. Il clitoride, inoltre, genera una maggiore eccitazione nella donna e questo è considerato un affronto. L’asportazione di una parte dei genitali esterni, compreso il clitoride, ha influenze dirette sul piacere della donna nel rapporto sessuale (il clitoride è infatti un muscolo ricco di stimolazioni nervose e quindi, se stimolato, porta la donna all’eccitazione). Non tutti gli uomini la pensano così, dipende dal condizionamento e dall’educazione ricevuti: sono pochi gli uomini che ritengono più piacevole la passività della donna nel rapporto sessuale.

Si dice che le mutilazioni genitali femminili prevengano le morti alla nascita perchè se la testa del  primogenito entra in contatto con il clitoride alla nascita morirà. Non esiste fondamento scientifico di questa convinzione. Anzi, come già detto, queste pratiche possono condurre alla morte del bambino e della madre durante il parto per forti emorragie e per il dolore.

Mgf3Si dice che le mutilazioni genitali femminili vengano fatte per motivi estetici, per evitare che le piccole e grandi labbra crescano fino a penzolare in mezzo alle gambe (come il pene). Questa crescita rappresenta un’anomalia rara che va curata chirurgicamente. Forma e funzioni dell’appartato genitale dipendono, infatti, da ormoni e influenze genetiche. Quindi una forma “anormale” dell’apparato genitale è una malformazione su cui porre attenzione.

Infine, si dice che le mutilazioni siano garanzia di salute e hanno poteri curativi contro la malinconia. Come già detto, questa tradizione ha influenze a breve e lungo termine sulla donna, che proverà dolore in ogni rapporto sessuale e ad ogni parto. L’insoddisfazione della donna e il dolore continuo possono causare gravi depressioni.

L’aslogo_aidossociazione AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) ha raccolto le credenze legate ai motivi per i quali si praticano le mutilazioni genitali femminili. In questi post vi presentiamo alcuni aspetti emersi da questa ricerca.

 

Si dice che le mutilazioni genitali femminili sono una tradizione culturale e si sono sempre fatte, in realtà l’origine di queste pratiche è avvolta nel mistero, sicuramente pre-islamica, probabilmente erano presenti già nell’antico Egitto. Sembrano essere arrivate a Roma attraverso le schiave (la parola INFIBULAZIONE deriva dal latino FIBULA), e venivano praticate su di loro come controllo della sessualità. Quindi le mutilazioni genitali femminili NON sono una prescrizione religiosa islamica.

Si dice che le mutilazioni genitali femminili sono garanzia di verginità e fedeltà. La verginità fino al matrimonio, nello specifico, è un requisito fondamentale e indispensabile  in tutte le tradizioni africane. I genitori incoraggiano questa pratica nelle figlie proprio perche garantendo la verginità possono ottenere un più alto compenso dalla sposa. In realtà, la verginità è garantita dalla presenza dell’imene (membrana all’interno della vagina): può succedere che, praticando le mutilazioni in ambienti precari, la membrana si rompa durante l’incisione causando la perdita della verginità.  Inoltre il mantenimento o la rimozione di organi genitali sensibili nella sessualità non ha influenze dirette sulla scelta della donna di avere più partner.

146751932-hiv-430x286Si dice che le mutilazioni genitali femminili rendono le donne più fertili, perchè, secondo alcune credenze, la secrezione delle ghiandole dei genitali di una donna uccidono gli spermatozoi in vagina. Chi si sposa subito dopo aver subito la mutilazione resterà sicuramente incinta subito. In realtà le condizioni precarie in cui vengono svolte queste pratiche possono provocare infezioni pelviche che portano alla sterilità. Inoltre le difficoltà durante il parto possono portare alla morte del bambino (e della madre).

Nei prossimi post tratteremo altre false credenze legate alle mutilazioni genitali femminili.

A presto!

imagesIl tema della sessualità, come già detto negli articoli precedenti, non va separata dal contesto culturale sociale di un determinato popolo. Il mondo in cui viviamo è caratterizzato da un’infinità diverse di valori legati al corpo e ai rapporti sessuali. In questo post approfondiamo alcuni aspetti relativi al continente africano.

Sono molte le differenze sia all’interno degli stessi stati sia fra zone geografiche anche vicine. Il filosofo M.N. Nkemnikia nel libro “Religioni e società” (2007)  collega gli aspetti della sessualità al tema della vita e all’amore. In Africa (parliamo della cultura kikuyu – gruppo etnico dell’Africa centrale)  la sessualità ha due diverse dimensioni, da una parte quella individuale – legata agli aspetti dell’identità e dell’esperienza personale, dall’altra quella comunitaria e sociale. Gravidanze, matrimoni, nuove coppie sono aspetti che riguardano l’intera comunità. I luoghi in cui si può parlare di sessualità sono quelli privati, anche se i segreti nascosti nelle tradizioni profonde non vanno svelati a parole ma sperimentati direttamente da ogni ragazzo quando sarà il tempo. Il rito di iniziazione dei giovani, che inaugura l’ingresso alla vita sessuale, avviene circa a 15 anni: attraverso preghiere, musiche e danze di gruppo si festeggia l’inizio della conoscenza dei vari aspetti della vita sessuale e dei rapporti con il proprio corpo. Infatti questo rito prevede la circoncisione per i ragazzi (o escissione per le ragazze) che rappresenta il primo incontro consapevole con il proprio organo sessuale. E’ fondamentale, comunque, che la verginità sia mantenuta fino al matrimonio. Del tema dell’escissione femminile, approfondiremo nei prossimi post il tema delle mutilazioni genitali femminili.

child-brideL’importanza dell’amore e della cura dei rapporto sessuale non sono considerate in altre zone dell’Africa nelle quali cui le ragazze sono sottomesse e costrette ad avere rapporti sessuali già a 13 – 14 anni. Secondo uno studio condotto dall’AIDOS tra il 1996 e il 2001 il 21,4 % delle ragazze fra 20 e 24 anni ha avuto rapporti prima dei 15 anni (questo dato è andato aumentando nell’ultimo decennio). Esiste poi una tradizione, diffusa soprattutto nell’Africa Sub – Sahariana, che vede protagoniste ragazze tra i 15 e i 19 anni. Molte di loro subiscono relazioni sessuali con uomini più anziani (chiamati sugar daddies) in cambio di soldi, regali, pagamento delle tasse scolastiche. Il rapporto sessuale quindi avviene in giovane età, spesso su costrizione e diventa funzionale per raggiungere uno specifico obiettivo. Gli aspetti emotivi legati alla sessualità non vengono considerati, con drammatiche conseguenze a lungo termine sui ragazzi.

Data l’importanza di tutelare la verginità fino al matrimonio, questi vengono celebrati in giovane età per permettere alle ragazze di avere rapporti sessuali (anche se spesso forzati). L’impossibilità di pretendere l’uso del preservativo e la scarsa conoscenza delle malattie sessualmente trasmesse espone le ragazze a rischi altissimi. Gonorrea, sifilide, AIDS e, d’altra parte, gravidanze indesiderate sono altamente probabili in quete culture in cui non è possibile usare contraccezioni (per sottomissione, ignoranza, impossibilità economica…).

L’Africa è considerato un continente molto ricco di contraddizioni e, in certi stati, la cultura del rispetto e il valore della sessualità come aspetto fondamentale della vita di ogni individuo sembrano un miraggio lontano, ma, garantendo la possibilità di andare a scuola e di accedere facilmente a metodi contraccettivi, qualche cosa potrebbe cambiare.

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