Articoli marcati con tag ‘alcol’

Ancora una volta vi presentiamo un’altra falsa credenza riguardante il sesso, le  “bufale” tratte dal libretto creato e pensSessoSenzaSorprese-294x300ato dalla SIGO (Società italiana Ginecologia e Ostetricia) all’interno del progetto di informazione sulla contraccezione“Scegli tu.

Vediamo quindi un’altra affermazione di senso comune.. se è vera.. oppure no..!!

Alcune volte sentiamo dire che..

“Se prima di un rapporto bevi tre whisky non puoi mettere incinta la ragazza”

..Assolutamente FALSO! Aver bevuto alcol non esclude il rischio di una gravidanza! Se l’uomo ha l’eiaculazione la ragazza può ugualmente rimanere incinta!

bufala 3Al limite..  Potrebbe essere che il ragazzo non ce la fa! L’alcol infatti, nonostante “aiuti” ad essere più disinibiti, ha conseguenze negative sulle prestazioni sessuali! Potrebbe essere infatti che l’uomo, dopo aver assunto alcol, non riesca ad arrivare all’orgasmo e all’eiaculazione, così come rischia che il pene non diventi eretto e rimanga invece in stato di riposo nonostante l’eccitazione.

Inoltre ricordiamoci che.. l’assunzione di alcol non deve far sentire “onnipotenti” e quindi immuni dai rischi di un rapporto non protetto (gravidanze indesiderate, malattie sessualmente trasmissibili, ecc…)!!

Per qualsiasi informazione o dubbio potete rivolgervi al Consultorio Giovani di Feltre il giovedì pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00 senza appuntamento, oppure, potete contattarci anche tramite mail: nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

A cura della dott.ssa Lusa Cinzia, educatore professionale del Ser.D. di Feltre, che ringraziamo per la collaborazione e l’aiuto fornitoci.

Negli ultimi anni, alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato un’associazione tra abuso di alcol e abitudini alimentari non salutari. Il termine, inventato dai giornalisti del “New York Times”, coniato per rendere esplicite le caratteristiche di un disturbo alimentare legato all’abuso di alcol, è quello di drunkoressia.

Con questa definizione si indica un pericoloso comportamento alimentare, diffuso particolarmente tra le adolescenti: mangiare sempre meno fino a digiunare, per poi assumere rilevanti quantità di bevande alcoliche.

Anche se non è riconoscdrunkressia 1iuta ufficialmente come patologia vera e propria il numero crescente di casi fa supporre che la drunkoressia possa entrare quanto prima nel novero dei disturbi psichici relativi all’alimentazione e alle dipendenze. Sono presenti infatti alcuni criteri tipicamente patologici: consumo eccessivo di alcol, digiuni forzati, vomito autoindotto o uso di lassativi e ossessione per l’aspetto fisico.

Naturalmente le conseguenze si possono avere sia dal punto di vista fisico sia psicologico.

Bere a stomaco vuoto infatti permette all’etanolo di raggiungere il sangue più rapidamente, aumentando il proprio tasso di alcolemia con una velocità spesso pericolosa. Inoltre l’abuso di alcol può avere un impatto negativo sulla idratazione e conservazione di minerali e sostanze nutritive, esacerbando ulteriormente le conseguenze della malnutrizione.

Il consumo di alcol è ancora più deleterio se avviene in adolescenza, quando lo sviluppo psicofisico non è ancora completato e vi è maggiore vulnerabilità ai danni fisici e cerebrali alcolcorrelati.

Quando assumiamo bevande alcoliche in grandi quantità e, ancor peggio, a stomaco vuoto, non solo facciamo del male al nostro corpo ma, anche a livello psicologico, abbiamo delle ripercussioni importanti. Il nostro stato di coscienza si altera notevolmente, diventiamo disinibiti e perdiamo la consapevolezza ed il controllo delle nostre azioni, rischiando di mettere in atto dei comportamenti dannosi su noi stessi (ad esempio, rapporti sessuali a rischio, incidenti stradali,  …) e su gli altri (incidenti dove vengono coinvolte altre persone, atti di violenza, …). Ricordiamoci che, questi comportamenti possono avere delle conseguenze importanti di tipo penale.

Se senti la necessità di approfondire o di avere maggiori informazioni puoi rivolgerti al Consultorio Giovani di Feltre il giovedì pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00 (senza appuntamento) o contattandoci direttamente da questo blog. oppure puoi telefonare al Ser.D. Giovani “Danza del Tempo”, al numero 0439 883147.

 

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Nel 2001 durante la Conferenza Ministeriale Europea dell’OMS su Giovani e alcol, è stata adottata una dichiarazione ufficiale con lo scopo di proteggere i bambini e i giovani dal consumo di alcol e di ridurre il danno causato da tale sostanza.

Se l’alcol è una sostanza dannosa in generale, lo è ancor di più per i giovani fino all’età di 20 anni circa, perchè il corpo umano non possiede ancora gli enzimi destinati alla sua metabolizzazione. Le bevande alcoliche risultano così molto più nocive per un giovane rispetto ad un adulto, perchè l’etanolo non può essere scomposto in sostanze più tollerabili, rendendo maggiormente probabili il coma etilico e situazioni piuttosto critiche dal punto di vista della salute.

Come è risaputo, l’uso di alcol in Italia è da sempre considerato parte integrante dell’alimentazione e della vita sociale, tuttavia la globalizzazione dei modelli di consumo alcolico ha portato all’ingresso di abitudini proprie dei paesi anglosassoni, che hanno coinvolto soprattutto la popolazione giovanile, come il “Binge drinking”.

Il Binge Drinking, o letteralmente “abbuffata alcolica”, è l’ubriacatura immediata, accompagnata dalla perdita di controllo. Consiste nell’assunzione di 5 o più bevande alcoliche in successione per gli uomini e di 4 o più bevande alcoliche in successione per le donne. La fascia d’età maggiormente coinvolta è quella che va dai 15 ai 24 anni, ed è fenomeno molto comune tra i maschi, specialmente durante l’adolescenza ed in prossimità della maturità.

Gli episodi di queste abbuffate alcoliche sono contraddistinti da consumo eccessivo e assunzione troppo rapida di alcol, bere fino a sentirsi male e ad ubriacarsi, specialmente in compagnia e/o rispetto ad un qualche evento.

I rischi che il Binge Drinking può portare sono i medesimi di tutte le sostanze che provocano dipendenza. Il primo è senza dubbio la guida in stato d’ebbrezza, pericolo per gli altri, oltre che per il bevitore. A lungo termine invece si possono avere problemi sulla salute psicofisica, come il peggioramento delle prestazioni scolastiche e/o lavorative, l’introduzione all’uso di droghe e attività sessuali non pianificate, con il rischio, quindi, anche di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Le bevute hanno inoltre influenza sull’umore, che può oscillare tra l’euforia e l’abbattimento morale, fino alla depressione. Si possono presentare anche problemi di concentrazione e della memoria, con conseguenze pesanti nella vita di tutti i giorni; le amicizie, i rapporti affettivi e le dinamiche familiari rischiano di venir sconvolte.

Molti ragazzi pensano che le raccomandazioni a non usare alcun tipo di droghe siano solo allarmismi. Ma…purtroppo non è così. Cerchiamo di capire il perché.

Il cervello comincia la sua maturazione acquisendo gli stimoli del mondo esterno a partire dalla nascita, ma completa tale processo tra i 20 ed i 21 anni con importanti varianti individuali. Come è comprensibile, durante tutto questo processo, le cellule cerebrali sono particolarmente sensibili e la loro fisiologica e naturale maturazione può venire facilmente alterata e deviata dai forti stimoli provenienti dall’esterno, quali quelli derivanti dalle droghe e dall’alcol.

Tutte le sostanze stupefacenti sono psicoattive (ossia capaci di modificare il funzionamento del nostro cervello) e in grado di conseguenza, anche a basse dosi, di interferire con questa maturazione cerebrale.

evoluzione cervello

Risulta quindi evidente che se il cervello di un ragazzo in piena maturazione viene bombardato con sostanze in grado di stimolare enormemente e intossicare le cellule nervose in evoluzione, non potrà avere uno sviluppo fisiologico ma sarà deviato dal suo naturale percorso di maturazione. I danni quindi che queste sostanze sono in grado di produrre nel cervello dei giovani scardinano importanti e delicati sistemi neuropsicologici, creando, oltre a documentabili danni fisici, anche il persistere di percezioni alterate del proprio essere e del mondo esterno, che possono perdurare per molto tempo se non addirittura per tutta la vita, condizionando le emozioni, i pensieri, il “volere” e, in ultima analisi, il proprio comportamento.

Per concludere, evidenziamo che quei ragazzi che usano in età adolescenziale droghe e alcol, espongono se stessi ad una violenza neurologica e psichica di cui ignorano, ahimè, la gravità.

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