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La pratica del sexting comporta notevoli rischi. Chi lo fa spera che questo tipo di contenuti rimangano privati tra sé e la persona con cui sono stati condivisi in quel momento. Purtroppo non sempre è così. Esiste la pornografia della vendetta, e cioè la pratica di pubblicare materiale imbarazzante, come foto e video hard fatti in casa senza il consenso dell’interessato, e spesso con tanto di nome, indirizzo e riferimenti che facciano capire di chi si tratta.

Nel 90% la vittima di tale vendetta, chiamata anche “revenge porn“, è una donna. Il video o la foto finisce su siti VM18 e le visualizzazioni schizzano alle stelle per poi finire in altri siti di porn sharing. Cancellarlo dal Web diventa impossibile. Le conseguenze del revenge porn sono depressione e stress delle vittime che pensano addirittura al suicidio. La situazione diventa decisamente peggiore se la vittima vive in un piccolo centro.

In conclusione prima di fare sexting bisognerebbe pensarci non 2 ma 2000 volte.

La miglior cosa da fare è evitare di diffondere immagini o video intimi, peggio ancora video hot che ci ritraggono. Se però dovessimo accorgerci di essere vittime del sexting, dobbiamo assolutamente ricordarci che si tratta di azioni punibili dalla legge, anche se non esiste ancora un reato apposito.

Possiamo rivolgerci alle autorità di Polizia presenti sul territorio o alla polizia postale (www.commissariatodips.it), segnalando il link dei contenuti illecitamente diffusi. Sarà comunque difficile bloccare la completa diffusione delle immagini o dei video, ma quantomeno potremo riuscire a impedirne il reiterare dell’azione e scoraggiare gli altri dal farlo.

Risultato immagine per immagini polizia postale

Se le foto riguardano minorenni, è possibile chiamare il numero gratuito 1.96.96 di Telefono Azzurro, attivo tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24, o contattare l’associazione via chat accedendo al sito www.azzurro.it e cliccando su CHATTA con Telefono Azzurro!

Su Facebook è disponibile anche un’app per tutelarci in Rete SOS – Il Telefono Azzurro Onlus.

Oggi parliamo di sexting.    sexting

Che cos’è il sexting ?

Sexting nasce dall’unione di due parole: sexual e texting. E’ la situazione in cui singoli o gruppi di giovani si scambiano messaggi di testo, foto, video dal contenuto esplicitamente sessuale.

Perchè si fa sexting ?

Le motivazioni che spingono ragazzi e ragazze ad inviare queste immagini sono diverse ed hanno implicazioni a vari livelli nella vita di un giovane. Se da una parte possono essere atti compiuti senza riflettere, dall’altra possono rappresentre una pericolosa mercificazione di parti del proprio corpo (“ti mando immagini sexy in cambio di ricariche, soldi, regali”).

Quali sono le conseguenze?

Le conseguenze di inviare immagini a sfondo sessuale sono varie.

In primo luogo è importante ricordare che in rete le immagini viaggiano in modo incontrollato. Questo vuol dire che pur essendo inviate ad una persona specifica (magari di cui ci si fida quasi completamente….come un amico/fidanzato, o un’amica/fidanzata) una volta inviate escono dal controllo dell’inviante. Come si può dedurre, se il fidanzato o la fidanzata che ha ricevuto questo “regalo”, fatto con amore, decide di chiudere la relazione, o viene lasciato, rimane in possesso dell’immagine e potrà farne ciò che vuole. A differenza delle relazioni, più o meno stabili, INTERNET E’ PER SEMPRE.

Quindi un’altra conseguenza del sexting è legata alla propria reputazione, che può essere minacciata dall’invio di queste immagini a un gran numero di persone… più o meno conosciute. L’impossibilità di cancellarle dal cellulare delle altre persone è un’eventualità a cui non viene data molta importanza nel momento dell’invio. In realtà quando la foto esce dal proprio telefono o dal prorio computer può essere utilizzata anche come arma per ricatti e minacce.

Queste immagini, se pubblicate online (nei profili delle chat, sui social network etc…) possono attirare malintenzionati ed adescatori, che cercano di guadagnare la fiducia attraverso complimenti, attenzione, ascolto… per poi richiedere d’incontrarsi off line, con conseguenze più o meno importanti e preoccupanti.

Infine, ma non da meno, c’è da ricordare che la produzione,  l’invio e la detenzione di immagini a sfondo sessuale può comportare rischi penali perchè rientra nel reato della pornografia minorile (L. 38/2006), per la quale possono essere imputati i minorenni che abbiano compiuto i 14 anni. Possedere materiale pornografico è vietato a tutte le età (art. 600-ter Codice Penale).

Riflettere su cosa può succedere dopo l’invio di immagini a sfondo sessuale è necessario per evitare di compiere azioni che possano avere effetti anche a lungo temine, sulla propria reputazione e sul proprio benessere psicologico.

Conoscere le conseguenze e capire l’importanza di non inviare immagini intime è un passo importante per proteggersi dai rischi virtuali… Ci sono tanti altri modi per dimostrare amore!

Il libro “Qualcosa” di Chiara Gamberale è una lettura adatta a tutti, ma particolamente interessantequalcosa per preadolescenti ed adolescenti. E’ la storia di una ragazza che esagera sempre, quando le succede qualcosa piange o ride sempre troppo, è invadente e fa troppe domande ai suoi coetanei… non conosce i limiti e le misure, fa disperare i suoi genitori (il re e la regina) e tutti i loro servitori.  E’ sempre in movimento e deve sempre fare qualcosa, non sta mai ferma. Un giorno incontra un cavalliere errante che le fa conoscere Madama Noia e la protagonista impara ad assaporare il momento ed a apprezzare il dolce far niente, senza riempire tutti i vuoti. Ma…  le capita una cosa molto brutta, la peggiore che possa succedere nella vita di una giovane ragazza, a cui reagisce tornando all’eccesso in tutto e con tutti. Per riprendersi, cerca l’Amore e farà molte esperienze diverse, finché capirà….

Una storia moderna che insegna ad amare sè stessi e gli altri, a non farsi travolgere dalla proprie emozioni ed allo stesso tempo a non avere paura di sperimentarle.

Buona lettura :lol:

cellulari

 

Mercoledì 8 novembre 2017 il Comitato No Antenne di Pedavena ha organizzato, con il patrocinio del Comune, un incontro serale con il dott. Pellai sul tema ” La vita on line dei giovanissimi”. E’ una buona occasione per avere un confronto sul nuovo modo di comunicare attraverso i social. Siete tutti invitati!!!!

La vita on line dei giovanissimi

 

 

 

 

 

Riflessioni……….

di

Matteo Bussola, scrittore e autore di “Notti in bianco, baci a colazione” sul tema della paternità (del 2016) ed. Einaudi

 

Quando abbiamo cominciato a mettere in discussione l’autorità degli insegnanti? E quando ci siamo convinti che fare il bene dei nostri figli significasse impedire a chiunque di metterli in crisi? Ecco perché invece di essere un ponte tra la scuola e i nostri ragazzi sempre più spesso siamo diventati un ostacolo.

Cari genitori, scrivo a voi, dunque a me stesso, per cercare di capire cosa ci abbia portati fino a qui. “Qui” è la relazione sempre più problematica che abbiamo con la scuola dei nostri figli. Fra la prima e i secondi dovremmo essere un ponte, invece ci troviamo sempre più spesso a rappresentare un ostacolo. Parlo da osservatore diretto: ho una figlia alla scuola materna, due alla primaria, il retaggio aggiuntivo di una madre ex docente di Lettere, diversi amici insegnanti.

Una di questi, maestra di scuola elementare, mi ha raccontato di recente una vicenda. Durante una lezione ha ripreso con fermezza un suo alunno, e per questo motivo ha subìto pesanti conseguenze.

Il bambino, a quanto pare, è tornato a casa e ha raccontato ai genitori di essere stato picchiato dalla maestra. I genitori si sono rivolti al preside chiedendo sanzioni, il preside ha preso immediati provvedimenti. Nessuno ha messo in discussione la versione del bambino, nessuno ha creduto a quella dell’insegnante. Una settimana dopo l’alunno ha rivelato di essersi inventato tutto, nonostante questo i provvedimenti sono rimasti attivi.

Ora, una singola testimonianza non ha valore di campione statistico, ma va detto che quando mi è stata riportata non sono rimasto sorpreso, perché storie come questa sono sempre più frequenti. Fa riflettere il fatto che, anche solo vent’anni fa, una cosa del genere non sarebbe mai successa: una volta rimproverato dall’insegnante, a casa il bambino si sarebbe sentito dire il resto dai genitori, e sarebbe finita lì.

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Il fatto è che se è vero che non tutti i bambini dicono la verità, è altrettanto vero che non tutti gli insegnanti sono integerrimi. Ma il sacrosanto diritto a vigilare sugli eccessi non dovrebbe trasformarsi nella giustificazione dei figli in automatico. La sensazione è che questo avvenga perché, dopo anni di precise responsabilizzazioni di madri e padri nei confonti dei figli, ci pare inaccettabile non avere il pieno controllo di ogni aspetto della loro vita, compreso il rendimento scolastico. Di più: di fronte a un brutto voto, o un ammonimento disciplinare, ci sentiamo messi in discussione nel nostro ruolo, come se le difficoltà scolastiche avessero come unica causa la nostra disattenzione. Ma se un insegnante rimprovera nostro figlio non significa che stia criticando noi, vuol dire anzi che sta cercando la nostra collaborazione. Invece, siamo arrivati a un punto in cui gli insegnanti vengono criminalizzati quasi a prescindere, il problema negato, e la psicosi è ormai tale per cui perfino alcuni dirigenti scolastici non credono ai propri docenti o non si possono permettere di prendere le loro difese.

La domanda che “ci” pongo è: quand’è che siamo diventati così?

Quando abbiamo cominciato a pensare alla scuola come all’erogazione di un servizio, nel quale il cliente deve avere sempre ragione? Quando abbiamo iniziato a mettere in discussione l’autorità dei docenti, a partire dai compiti assegnati a casa? Perché le chat di classe su WhatsApp, che dovrebbero essere luogo di confronto e partecipazione, diventano sempre più spesso pretesto per critiche aggressive? Ma soprattutto: quand’è che ci siamo convinti che essere genitori volesse dire vivere le vite dei nostri figli, che fare il loro bene significasse impedire a chiunque di metterli in crisi, mentre la crisi è uno strumento di crescita indispensabile?

Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: quello di formare gli adulti che saranno. Non di stare un passo avanti a loro nel tentativo di proteggerli, ma un passo indietro per essere pronti a sostenerli se cadranno. Quando succederà, col nostro aiuto potrebbero apprendere che da un fallimento si può imparare quanto da un piazzamento, e che può essere più mortificante e pericoloso un bel voto immeritato piuttosto che un brutto voto giusto o un rimprovero subìto. Su tutto, sarebbe ora di rendersi conto che noi genitori non siamo i paladini dei nostri figli, ma siamo i difensori dei loro interessi, e sostenere l’autorevolezza dei docenti dovrebbe essere il primo fra questi. Se non possiamo essere certi che tutti gli insegnanti rispettino allo stesso modo i bambini — ed è giusto prestarvi attenzione — possiamo però educare i bambini al rispetto per gli insegnanti. Avremo fornito ai nostri figli uno strumento prezioso per orientarsi sulla strada più difficile: quella del diventare individui autonomi, che non vivono le regole come una gabbia, ma come un’opportunità per strutturare un giorno le proprie.

Ricominciamo da qui.

 

libro tutto troppo prestoVi proponiamo un libro, a nostro avviso molto interessante, da leggere durante le vostre vacanze: “Tutto troppo presto” di Alberto Pellai.  E’ un libro che ha l’obbiettivo di accompagnare ragazzi ma sopratutto genitori nel tema dell’educazione sessuale nell’era di internet e delle nuove tecnologie. Come dice Pellai “…é un argomento per nulla semplice e scontato se solo si pensa che un ragazzo o ragazza d’oggi, prima ancora di avere la sua prima esperienza sessuale, è già stato esposto/a ad un numero di immagini di natura sessuale inimmaginabile per un adulto appartenente alle generazioni precedenti…”. Il libro è organizzato in quattro capitoli tematici e affronta il tema della sessualizzazione precoce delle bambine, il fenomeno del sexting, la pornografia e l’adescamento online; ci sono proposte di film da vedere a scuola e in famiglia e indicazioni su cosa fare qualora si è coinvolti in situazioni poco piacevoli.

Buona lettura!!!!

 

decisioniPrima di addentrarci nello specifico argomento, cerchiamo di riprendere un articolo pubblicato il 6 novembre 2014. L’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) dal 1994 ha avviato un progetto per promuovere, attraverso la scuola, la salute e il benessere di bambini e adolescenti. Questo progetto è detto “LIFE SKILLS” per i non inglesofoni Competenze di Vita. Lo scopo di questo progetto è quello di rendere bambini, ragazzi e adolescenti capaci (competenti) di affrontare e risolvere in maniera serena e positiva i piccoli e grandi problemi, i dubbi e le incomprensioni presenti quotidianamente nella vita di ciascuno (e chi dice che solo i grandi hanno i veri problemi si è dimenticato una parte della sua vita!)
Non a caso la prima delle competenze ad essere presa in esame è: la capacità di prendere decisioni detta altrimenti DECISION MAKING.

Si intende la capacità di esprimere un giudizio sul compiere o meno una azione, tenendo anche in conto le conseguenze che questa scelta potrebbe determinare.
Ognuno di noi si trova, in ogni momento della giornata, a dover prendere “piccole” decisioni (cosa mangio, come mi vesto) o “grandi” decisioni (che scuola voglio frequentare, accetterò o non accetterò l’invito a quella festa sapendo che si “sballa” di brutto……).
L’adolescenza ci trova talmente impegnati su tutti i fronti (cambiamenti del corpo, la vita sociale, i cambiamenti psicologici), che avere una buona capacità di prendere decisioni ci sarebbe certamente d’aiuto.

Cosa può quindi aiutarci in questa situazione?

Secondo le intenzioni dei grandi dell’OMS il modo migliore di apprestarsi a prendere una decisione è quello di valutare i pro e i contro e le possibili conseguenze che la scelta potrà avere in termini di costi e benefici: quindi  il valore che io, come persona, attribuisco a una cosa rispetto a un’altra. E’ un percorso che richiede una buona conoscenza di se stessi  e avere interiorizzato valori, priorità, tendenze personali.
Un piccolo pensiero lo dedicherei anche alla ricerca di possibili soluzioni alternative, mettendo in questo tutta la nostra creatività, fantasia, capacità di ragionamento; aiuta a una maggiore elasticità intellettiva e a migliorare la consapevolezza di sé.

Venerdì 18 novembre in sala convegni dell’ULSS 2 di Feltre si è svolto il primo incontro  rivolto ai genitori con figli della scuola dell’infanzia e primaria. Il tema proposto é stato “I bambini e le emozioni: sentire, parlare, comprendere”. L’incontro  è stato tenuto dagli operatori del Dipartimento di Prevenzione Anna Dal Pan, Psicologa  e Marzia Colmanet, Infermiera Professionale e ha visto coinvolti più di 200 tra genitori e insegnanti del territorio feltrino.

Il prossimo appuntamento sarà di lunedì (in via eccezionale) , 12 dicembre, in sala convegni dell’ULSS 2, alle h 20 e il tema é “Regole e limiti: nutrimento per la crescita di bambini e adolescenti nel mondo che cambia” tenuto dagli operatori  Mara Frare (Psicologa-Psicoterapeuta del Consultorio Familiare) e  Cinzia Lusa (Educatore Professionale del SERD).

imagesIn questo mondo ricco di migrazioni e cambiamenti vogliamo parlare di un argomento nuovo che vede protagonista due temi solo apparentemente distanti; cultura e sessualità. La cultura è l’insieme di valori, idee, norme e atteggiamenti appresi all’interno di un gruppo sociale.  Condividere la stessa cultura è un prerequisito per essere ammesso in quel gruppo.

Entrare in relazione con persone di cultura diversa è, nella nostra società, un aspetto quotidiano e che richiede riflessione e attenzione. Il mondo globalizzato attuale ha come effetto l’avvicinamento di culture diverse: la comunicazione assume inevitabilmente carattere interculturale.

La cultura forma e influenza l’identità di ogni individuo, in ogni dimensione della personalità, compresa la sessualità. Quest’ultima è un aspetto fondamentale della vita di relazionVoltie, e ha a che fare con la crescita, le emozioni, il piacere e la responsabilità nei confronti di sè stessi e degli altri. Si possono evidenziare cinque dimensioni della sessualità:

  1. la dimensione biologica cioè lo sviluppo sessuale dal concepimento alla cocnlusione della pubertà
  2. la dimensione psicosociale cioè gli atteggiamenti sessuali e legati all’identità di genere, maschile e femminile, appresi nell’infanzia
  3. la dimensione comportamentale  cioè le azioni compiute nella sfera delle relazioni
  4. la dimensione clinica cioè tutti quei fattori fisici (malattie, incidenti, ma anche droga e alcol…) che influenzano il piacere sessuale
  5. la dimensione culturale cioè il sistema di valori relativi alla sessualità. NON ESISTE UN SISTEMA DI VALORI UNIVERSALI relativo a questo argomento.

La cultura ha, quindi, influenza diretta sul comportamento sessuale e sul modo di entrare in relazione con l’altro diverso da sè. Guardarsi negli occhi, avere contatti fisici brevi (darsi la mano), coprire il proprio corpo quasi interamente (vale per le donne), rivolgere la parola ad una persona di un sesso diverso sono pochi esempi di azioni legate a codici di comportamento culturali.

Avere una relazione di amicizia o intima con una persona di una cultura diversa è una esperienza  molto arricchente, ma a volte possono crearsi delle incomprensioni, perchè non si condividono le stesse regole implicite che sono apprese dalla cultura di riferimento.

sara_amore

 

Buon 8 marzo, a tutte le donne

A quelle che non hanno il dono di un sorriso

A quelle che non hanno una carezza sulla pelle

A quelle che non conoscono la dolcezza

A quelle che in silenzio subiscono la violenza

A quelle che non possono sciogliersi i capelli al vento

foto donna

Buon 8 marzo, a tutte le donne

A quelle che abbracciano con amore

A quelle che illuminano l’anima

A quelle che parlano dentro oltre lo sguardo

A quelle che sorridono con i colori dell’arcobaleno

A tutte quelle che danno energia alla libertà della vita

(di Michele Luongo)

 

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