Articoli marcati con tag ‘conflitti’

Siamo al termine della pubblicazione delle domande segrete fatte dai ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di primo grado di Pedavena. Queste domande che ci sono pervenute all’interno del progetto “Amore&Sesso:che scoperta megagalattica”. Noi operatori del Consultorio Giovani ringraziamo tutti i ragazzi che abbiamo incontrato nelle classi per l’attiva partecipazione e con l’occasione auguriamo  a tutti gli studenti Buone VACANZE!!!!!!

TRA L’ANELLO E LA SPIRALE QUAL’E’ L’ANTICONCEZIONALE PIU’ SICURO? E PERCHE’?

L’anello è un dispositivo che viene inserito in vagina e rilascia ormoni esattamente come la pillola, quindi ha lo stesso indice di sicurezza della pillola. La spirale, che è un contraccettivo meccanico, va inserita in utero da un medico, e può essere di due tipi:

– spirale meccanica che ha la funzione di rendere inospitale l’ambiente dell’utero impedendo l’annidamento dell’ovulo fecondato; inoltre rende meno attivi gli spermatozoi. Ha un’indice di sicurezza inferiore alla pillola

– spirale medicata che rilascia un ormone che agisce sulla mucosa dell’utero (endometrio) impedendo l’annidamento dell’ovulo fecondato e creando un ambiente inospitale. Ha un indice di sicurezza identico a quello della pillola, ma è un metodo anticoncezionale riservato alle donne che hanno generalmente già avuto un figlio.

I PRESERVATIVI SONO BIODEGRADABILI? QUAL’E’ LA MARCA MIGLIORE DEI PRESERVATIVI? IL PRESERVATIVO GLOW AND DARK E’ UNA LEGGENDA? ESISTONO I PRESERVATIVI FLUO CHE SI ILLUMINANO AL BUIO?

No, i preservativi non sono biodegradabili. Una volta usato, il preservativo va annodato e buttato nel secco. In commercio esistono tipi diversi di preservativi per consistenza e per carattersitiche, allo scopo di soddisfare i bisogni e i gusti di chi li usa. Tra questi ci sono anche i glow and dark cioè i preservativi che si illuminano al buio. Al di là della marca e del tipo, la cosa importante è pensare all’utilità del preservativo che è quella di prevenire  gravidanze indesiderate e la trasmissione di malattie sessualmente trasmesse. A tal fine, qualsiasi tipo voi  scegliate,  è importante usarlo correttamente.

LE FEMMINE SI MASTURBANO PIU’ O MENO DEGLI UOMINI? E’ PIU’ SANO USARE IL VIBRATORE O E’ PIU’ SANA LA MASTURBAZIONE MANUALE? FA MALE MASTURBARSI MOLTO?

La masturbazione è volta a conoscere e ad esplorare le zone erogene del proprio corpo, cioè quelle zone che provocano piacere ed ha una funzione “preparatoria” e non sostitutiva   rispetto ad una relazione sessuale; l’attività masturbatoria dunque, un tempo considerata causa di vari tipi di danno (fisico e mentale),  non “fa male” ma se praticata come unica attività sessuale può portare ad una sorta di ritiro in se stessi invece di essere una fase che precede l’incontro sessuale con l’altro. Con l’aumento dei rapporti sessuli completi l’attività masturbatoria dovrebbe diminuire. Non c’è una modalità più o meno “sana” rispetto l’uso o meno di strumenti specifici, è una questione soggettiva. L’importante è che questi eventuali strumenti vengano utilizzati correttamente, per non provocare lesioni.

Per le ragazze il rapporto tra eccitazione sessuale e desiderio di arrivare all’orgasmo è molto meno diretto rispetto ai maschi; questo non significa che le donne non lo desiderino meno rispetto agli uomini.

Pare che  tra gli uomini la masturbazione diminuisca con l’età, tra le donne, invece, continui ad aumentare fino a raggiungere il suo culmine tra i 40 e i 50 anni.

PERCHE’ UNA COL CICLO E’ SEMPRE “INCAZZATA”  CON TUTTI?

Prima di rispondere alla domanda è necessario specificare la differenza fra mestruazioni e ciclo mestruale. Il ciclo ha una durata di 28 giorni ed è caratterizzato da diverse fasi; le mestruazioni durano solitamente 5/7 giorni e corrispondono alla perdita di sangue dai genitali. Nei giorni precedenti alla mestruazioni è possibile riscontrare un malessere fisico generale (senso di gonfiore, mal di testa, ritenzione idrica…). Gli ormoni hanno anche un’azione a livello psicologico creando sbalzi di umore e un disagio psichico generale (stanchezza, depressione,  tristezza, nervosismo, a volte anche voglia di piangere). Questa sintomatologia è definita sindrome premestruale. Durante le mestruazioni alcuni di questi sintomi possono essere ancora presenti nella donna e a questi si può aggiungere anche il dolore fisico. Per tale motivo essendo la donna in questo periodo in una condizione di maggiore fragilità fisica ed emotiva può rispondere agli altri a volte in modo più aggressivo.

Iniziamo a rispondere alle domande segrete fatte dai ragazzi delle classi terze delle  scuole secondarie di primo grado, che hanno aderito al progetto “Amore&Sesso: che scoperta megagalattica”

Perchè i maschi non fanno mai il primo passo?

Non è sempre vero che deve essere l’uomo a fare il primo passo.

Culturalmente si pensa spesso “all’uomo cacciatore”  cioè a colui che prende l’iniziativa verso la persona che gli piace.  Questa connotazione parte dai tempi antichi quando l’uomo primitivo era un grande cacciatore e a lui  spettava il compito di provvedere per sè, per la sua donna e per la prole. Questo ruolo  lo ha trasferito nel tempo in più  ambiti di vita.

Con l’evoluzione della specie, sono cambiati gli stili di vita, i ruoli maschili e femminili e di conseguenza anche i comportamenti delle persone. Quindi noi crediamo che, attualmente, nella nostra cultura, non sia più una prerogativa maschile  fare “il primo passo”, ma che ciò  dipenda molto  dal carattere di ciascuno e dalle situazioni che si possono presentare.

Perchè i genitori , la maggior parte del tempo, non vogliono  che tu abbia un fidanzato/a?  Perchè alcuni genitori non lasciano uscire con amici maschi?

I genitori hanno una grossa responsabilità rispetto all’educazione ed alla crescita dei figli.  Voi adolescenti avete necessità di “sfondare le mura di casa”,  cioè uscire con amici/amiche per sperimentarvi con altri coetanei e per costruire così la vostra identità sessuale. E’ naturale che da parte dei genitori ci sia la preoccupazione che non siate sufficentemente autonomi nell’ affrontare le situazioni che potete incontrare all’esterno e nel gestire le vostre emozioni. Questa autonomia si acquisisce gradualmente attraverso continue   “contrattazioni” tra genitori e figli ma soprattutto costruendo in famiglia un rapporto di grande fiducia reciproca che richiede impegno,  serietà,  lealtà e . . .  tempo.

 

Abbiamo parlato, in un precedente articolo,  della separazione della coppia e di quali  possono essere le conseguenze sui figli.

Oggi pubblichiamo la lettera di Luca,  figlio di genitori separati, per dare voce a quello che ha vissuto.                                                              ragazzo separazione

 

Cari mamma e papà,

è più di un anno che non viviamo più insieme e  volevo raccontarvi come sto. Mi ricordo come se fosse ieri il momento in cui mi avete detto che avevate deciso di separarvi e ho capito che da quel momento sarebbe cambiato tutto.

Vi ho sentito litigare spesso, anche quando voi non ve ne siete accorti, e temevo che un giorno sarebbe finita cosi… All’inizio mi sono arrabbiato perchè  nessuno mi spiegava cosa stava succedendo e, secondo voi, ero troppo piccolo e non avrei capito!

Nel corso di quel periodo, ogni volta che vi domandavo delle spiegazioni, voi restavate sul vago senza dirmi realmente qual’era il motivo della vostra separazione. I miei pensieri mi hanno portato a credere che fossi io la causa dei vostri litigi.

Per molto tempo mi sono convinto di ciò ma grazie al nonno Luigi sono riuscito a capire che non era affatto così e le cose dipendevano solo da voi due. I nonni mi hanno aiutato a superare i momenti difficili… e adesso sto meglio. Con il passare del tempo la mia rabbia è diminuita ma vorrei da voi delle spiegazioni.

Adesso mi sento pronto per sentirmi dire la verità…

A presto Luca

Il 25 novembre si festeggia in tutto il mondo la giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne. E’ una ricorrenza importante perchè le donne sono vittime di violazioni gravi dei propri diritti, anche nei paesi considerati “campioni”  nel rispetto dei diritti umani.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999 ha ufficializzato la scelta del 25 novembre come data nella quale ricordare in tutto il mondo il drammatico problema della violenza contro le donne.

E’ stato scelto proprio questo giorno in memoria dell’assassinio di tre sorelle, esempio di lotta contro il regime dittatoriale di Trujillo (1930 – 1961) della Repubblica Dominicana.

donne-di-sabbiaLa violenza contro le donne riguarda sia la violenza fisica e psicologica, ma anche violazioni dei diritti in modo più subdolo. Basti pensare alle discriminazioni in alcuni ambiti lavorativi, nei quali alle donne è preclusa la possibilità di raggiungere successi nella propria carriera solo per il fatto di non essere un uomo; in alcune parti del mondo, inoltre, non è garantito il diritto ad una gravidanza senza rischi, la donna è vittima di tratta ai fini della prostituzione e, infine, viene sottoposta alla mutilazione genitale.

La violenza permea molte società, anche quelle considerate più all’avanguardia e diventa molto pericolosa, se non matura negli individui la consapevolezza che non dovrebbero esistere nel mondo luoghi nei quali non vengono tutelati i diritti umani a tutti indistintamente.

Favorire l’uguaglianza dei diritti non è un atto di bontà ma una scelta necessaria per garantire il progresso dell’intera società!

Per questo motivo associazioni e organizzazioni locali e nazionali sono chiamate a favorire attraverso incontri e manifestazioni pubbliche la cultura del rispetto dei diritti, contro ogni forma di violenza e discriminazione di genere.

Vi proponiamo un evento organizzato dalla Consulta Giovani di Feltre, in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità, stasera venerdì 22 novembre alle 20.30 presso lo Spazio Giovani di Feltre – ex Manifattura, con la proiezione del film “La Sconosciuta” di Giuseppe Tornatore.

Partecipate numerosi! :-)

 

Ogni coppia ha il suo modo di litigare e questo è dovuto a tutto quell’insieme di regole esplicite ed implicite che stanno alla base della relazione. La violazione delle regole comporta delle sanzioni e ognuno ha il suo stile per farla “pagare” all’altro.

Nelle relazioni con l’altro abbiamo l’opportunità di conoscerci e crescere, tirando fuori il meglio e il peggio di noi. Se in una relazione c’è spazio solo per il pensiero di uno, allora non vi è una costruzione equilibrata del rapporto, mentre se entrambi si impegnano per trovare un accorso allora vi è equilibrio.

Il litigio nella coppia diventa un punto di forza quando lo scopo è il confronto per risolvere costruttivamente il diverbio, non quello di colpevolizzare o di tirare in ballo altre situazioni.  Quindi perchè sia un punto di forza, il confronto deve avere dei limiti e non sfociare in relazioni esagerate. Non si cresce se in uno scontro ci si ferisce, ci si offende e non ci si rispetta. Se è vero che litigare è del tutto normale, è anche vero che bisogna saper gestire bene  lo scontro, per far si che non diventi motivo di divisione, ma solo un modo per conoscersi meglio e avere un’occasione in più, per fare la pace.

Regole per un litigio costruttivo:

1.  determinare l’oggetto della controversia, cioè definire esattamente l’argomento;                                                                                                 8333

2.  limitare l’oggetto della controversia, cioè non proporre più di un’ acquasantiera alla volta;

3.  concordare il luogo e il tempo, non iniziare a parlare mentre l’altro è occupato o sta per uscire;

4.  tenere le distanze, quando siamo arrabbiati non vogliamo l’altro vicino;

5.  tenere presente la propria responsabilità nel conflitto;

6.  evitare di far ricorso al “museo coniugale”; anche per questo è importante dire subito le cose che non ci vanno bene;

7.  non superare la soglia di vulnerabilità dell’altro (il suo punto debole);

8.  ascoltare fino in fondo senza interrompere;

9.  non rispondere ad  un’accusa con un’accusa (es: perchè sei tornato così tardi? e tu perchè spendi tanti soldi nei vestiti?);

10.parlare delle nostre emozioni e dei nostri bisogni insoddisfatti piuttosto che accusare.

 

“Chiunque può arrabbiarsi, questo è facile.

Ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, e al momento giusto,

e per lo scopo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile.”

Aristotele

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