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È una sottilissima guaina di gomma che avvolge completamente il pene in erezione evitando il contatto diretto con l’apparato genitale della donna. mst

Come si usa:

  • Deve essere messo sul pene in erezione prima di qualsiasi contatto con l’apparato genitale della donna e non al momento dell’eiaculazione in quanto l’uomo, già all’inizio dell’erezione, può emettere alcune gocce di secrezione che potrebbero contenere degli spermatozoi.
  • L’uomo deve ritirare il pene dalla vagina prima che l’erezione cessi, per evitare che lo sperma refluisca fuori dal preservativo.
  • Si raccomanda di tenere il preservativo tra le dita durante la retrazione del pene dalla vagina per evitare che si sfili all’interno di questa e/o per evitare la fuoriuscita di liquido seminale.
  • Ogni preservativo può essere utilizzato una sola volta.
  • Ne esistono di differenti tipi in grado quindi di soddisfare ogni esigenza; alcuni hanno un piccolo serbatoio per raccogliere lo sperma all’estremità, cosa che assicura una maggiore sicurezza. Se tale serbatoio manca bisogna lasciare un po’ di spazio tra l’estremità del pene e quella del preservativo.

Vantaggi:

  • comodità d’uso
  • facilmente acquistabile
  • protegge dalle malattie a trasmissione sessuale

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La cistite é un’ infiammazione della parete vescicale ed  è molto più frequente nelle donne (adolescenti e adulte) rispetto ai maschi per ragioni anatomiche: il condotto che fa fuoriuscire l’urina è piu’ corto e vicino alla vagina e al retto.

SINTOMI
-difficoltà a urinare ed emissione di urina a goccia a goccia
-dolore e bruciore nell’urinare
dolore alla parte bassa della pancia con sensazione di non aver svuotato la vescica
-bisogno continuo di urinare
-talvolta sangue con le urine
-urine torbide alla vista e maleodoranti
I sintomi non sono presenti tutti insieme, possono esserci tutti o in parte

CAUSE
Batteriche: i batteri presenti nell’intestino o nelle perdite vaginali possono risalire in vescica attraverso l’uretra.
L’uretra nella donna è molto vicina all’ ano e alla vagina.
E’molto importante l’ambiente vaginale sano che rappresenta con i lattobacilli che lo compongono la prima linea di difesa alla risalita dei batteri.
L’ambiente vaginale varia con l’età e con gli ormoni femminili. Il PH deve essere acido.
Il rispetto dell’ambiente vaginale è la prima prevenzione delle cistiti. Come ? Con stili di vita adeguati. Infatti i fattori di rischio che possono predisporre alla cistite sono:
-cattiva igiene intima erapporti sessuali non protetto
-uso prolungato di tamponi vaginali interni-uso di detergenti intimi non specifici
– irregolarità alimentari e abuso di antibiotici non specifici che distruggono la flora vaginale.
I batteri che causano la cistite sono spesso di origine intestinale.
Nell’85% dei casi il responsabile è l’Escherichia Coli  presente nelle adolescenti in percentuale dell’ 80%.
Non confondere la cistite con la vaginite che invece dà perdite, prurito etc.
La causa più frequente di cistite nell’adolescente è il rapporto sessuale ( sintomi entro 24-48 ore).
La risalita dei batteri è meccanica e anche l’uso di spermicidi, che alterano l’ambiente vaginale, la possono causare.
Se la cistite torna spesso, far valutare il partner perchè potrebbe essere batterica.

REGOLE IMPORTANTI PER PREVENIRE LA CISTITE
1 ) igiene personale: lavarsi da davanti a dietro (per non portare davanti i batteri intestinali)
2) bere tanta acqua: da 1,5 a 2 litri al giorno per lavare le vie urinarie
3) fare la pipi’ spesso (ogni 3-4 ore) per non far ristagnare le urine e crescere i batteri
4) alimentazione sana non pesante o piccante, regolarizzare l’intestino
5 ) controlli ginecologici
6) urinare subito dopo il rapporto sessuale riduce le recidive della cistite e si eliminano subito i batteri eventualmente introdotti
7) usare biancheria in fibre naturali.

tricomoniasi

E’ causata da un Protozoo, il Trichomonas vaginalis, che infetta la vagina e le vie urinarie. E’ una delle MST più diffuse al mondo. Come per altre Malattie Sessualmente Trasmissibili, dopo essere guariti non si acquisisce immunità.

L’utilizzo corretto del profilattico è un metodo molto efficace per proteggersi dalla Tricomoniasi.

Chi è infettato da Tricomoniasi corre un rischio due volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

 Come si trasmette?

Attraverso rapporti vaginali non protetti
Attraverso lo scambio di oggetti per il piacere sessuale contaminati

 Quali sono i sintomi?

Uomo: spesso asintomatica, talora bruciore mentre si urina e piccole perdite

Donna: prurito o bruciore ai genitali esterni, con perdite vaginali giallastre e maleodoranti

 Cosa succede se non si cura?

Uomo: irritazione del pene, infiammazione delle prostata, infertilità.

Donna: infezioni all’utero e alle tube.

 Come si diagnostica?

Tramite diagnosi di laboratorio, basata sull’esame microscopico delle secrezioni e dell’urina. Nell’uomo la diagnosi è più difficoltosa.

Come si cura?

Con un ciclo di antibiotici mirati e prescritti dal medico.

Come si previene?

Con il corretto utilizzo del profilattico e seguendo scrupolosamente le regole del sesso sicuro.

E’ un’infezione provocata da un batterio, una variante di Chlamydia trachomatis, che provoca una malattia cronica. Diffusa soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali.

Il contagio avviene attraverso qualsiasi lesione della pelle o delle mucose durante il rapporto sessuale.

 Come si trasmette?

– Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale)
– Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati
– Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati

 Quali sono i sintomi?

Primo stadio:

– Gonfiore simile a un foruncolo sui genitali.
– Questa vescicola si trasforma in una piccola ulcera non dolorosa che scompare velocemente
– Infiammazione delle vie urinarie
– Frequente ulcera anale

Secondo stadio (da 10 giorni a 6 mesi dopo l’infezione):

– Ingrossamento dei linfonodi inguinali
– Dolore all’inguine
– Febbre, malessere generale, tosse, mal di testa
– Le ghiandole possono aprirsi e lasciare uscire il pus

Cosa succede se non si cura?

Se non viene curata, si entra nel Terzo Stadio della malattia, in cui ricompaiono le ulcere genitali. Dopo anni si giunge a gonfiore cronico dei genitali e restringimento dell’ano.

Come si diagnostica?

In laboratorio vengono analizzati sangue e liquido che trasuda dalle ulcere. E’ necessario sottoporre a indagini anche i partner sessuali dei mesi precedenti.

Come si cura?

Data la natura cronica della malattia, la cura consiste in cicli ripetuti con antibiotici mirati.

Come si previene?

– Usare il profilattico durante il rapporto sessuale
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzare il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali

Il profilattico resta sempre il modo migliore per ridurre il rischio di contrarre Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST), anche se nel caso dell’Linfogranuloma venereo non dà garanzie di protezione totale.

Per concludere il capitolo delle malattie sessualmente trasmissibili, pubblichiamo il post dedicato all’ulcera molle o cancroide. Si tratta di un’infezione causata da un batterio, l’Haemophilus ducrey, molto raro alle nostre latitudini, ma più frequente nelle regioni tropicali e sub-tropicali di: Africa, America del Sud e Oriente.

Questa malattia sessualmente trasmessa riguarda quindi principalmente chi viaggia e chi pratica turismo sessuale.mst

E’ una malattia molto contagiosa e l’infezione può essere facilmente “trasportata” da un punto all’altro del corpo.

Si trasmette facilmente attraverso qualunque tipo di rapporto sessuale (orale, anale, vaginale). E’ anche possibile la trasmissione da parte di soggetti asintomatici, ossia che non hanno alcuna manifestazione visibile.

L’utilizzo del profilattico offre una discreta protezione dal contagio, anche se non totale.

Chi è infettato da Ulcera molle corre un rischio sette volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

 Come si trasmette?

– Attraverso rapporti sessuali di ogni tipo (orale, anale, vaginale)
– Con il semplice contatto fra genitali
– Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati
– Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
– E’ possibile le trasmissione da un punto all’altro del corpo

Quali sono i sintomi?

– Formazione di ulcere molto dolenti a livello dei genitali
– Ingrossamento dei linfonodi inguinali
– Dolore all’ano e sanguinamento
– Perdite uretrali (nell’uomo)batterio ulcera molle
– Perdite vaginali (nella donna)

Cosa succede se non si cura?

Possono insorgere complicanze, quali: formazione di fistole (piccoli buchi attorno ai genitali, dai quali fuoriesce pus), ulcerazione dei linfonodi, febbre.

Come si diagnostica?

Essendo facile confonderla con altre malattie sessualmente trasmissibili, quali Herpes o Sifilide, è necessario affidarsi a un centro specializzato per confermare la diagnosi, anche tramite esami speciali effettuati sul liquido che trasuda dalle ulcere.

 Come si cura?

Il contenuto dei bubboni deve essere aspirato, mentre la terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di antibiotici. I malati vanno tenuti sotto controllo per tre mesi, dopo di che devono essere sottoposti a screening per eventuali altre MST.

Come si previene?

– Con l’utilizzo corretto del profilattico durante il rapporto sessuale
– Evitando rapporti sessuali non protetti con persone infette
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzando il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali
– Prestare la massima attenzione durante i viaggi nelle località a rischio

Il profilattico resta sempre il modo migliore per ridurre il rischio di contrarre Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST), anche se nel caso dell’Ulcera molle non dà garanzie di protezione totale.

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi alle ostetriche del Consultorio di Feltre, gratuitamente e senza appuntamento tutti i giovedì dalle 14.00 alle 16.00 oppure potete contattarci al numero 0439/883170 oppure inviando una mail a nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

I Condilomi sono causati da un virus, il Papilloma Virus (HPV), simile a quello delle verruche che si formano sulla pelle. Questo virus colpisce in maniera indiscriminata uomini e donne, omoessuali ed eterosessuali.

I condilomi, detti anche “Creste di Gallo” sono dei piccoli tumori benigni che possono insediarsi sugli organi genitali (pube, pene, testicoli), all’entrata della vagina e dell’ano, sull’uretra e sul collo dell’utero. Talvolta ne sono colpiti l’inguine e la coscia.

Queste escrescenze (verruche) possono essere piatte o in rilievo, di dimensioni variabili e possono trovarsi isolate o in gruppi.

Chi è infettato da Condilomi corre un rischio sei volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

In alcuni casi i Condilomi possono evolvere verso il cancro dell’utero (nella donna) o dell’ano e del retto (uomo).

Come si trasmettono?

Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale)Condilomi
Con il semplice contatto fra genitali
Tramite contatto diretto con la pelle della persona infetta
Tramite lo scambio di biancheria intima e di salviette
Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati
Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
Anche appoggiare semplicemente il pene vicino all’ano di una persona con Condilomi in zona perianale può provocare il contagio

Quali sono i sintomi?

Sia nell’uomo che nella donna, si formano escrescenze più o meno grandi in prossimità dei genitali o in zona anale. Queste formazioni possono essere totalmente asintomatiche, possono dare fastidio o provocare dolore. A volte si ha rottura e sanguinamento dei condilomi.

Generalmente i Condilomi sono destinati a crescere nel tempo, fino a diventare un ostacolo per il rapporto: sia dal punto di vista meccanico che per il dolore e il sanguinamento che provocano durante l’atto sessuale.

Cosa succede se non si cura?

Oltre ad aumentare il rischio di contrarre il virus dell’HIV, i Condilomi possono portare al cancro. Va però precisato che non tutti i tipi di condiloma evolvono a tumore! Tuttavia è sempre meglio rimuoverli quanto prima, anche per evitare che l’infezione si propaghi ad altre persone.

Come si diagnostica?

La diagnosi va fatta dal medico specialista, che sarà in grado di distinguerlo da altre lesioni apparentemente simili (sifilide per esempio). E’ inoltre consigliabile indagare su eventuali infezioni contratte contemporaneamente (Sifilide, HIV, Epatite, eccetera).

Se hai avuto un rapporto sessuale non protetto o se hai il dubbio di aver contratto i Condilomi, rivolgiti al tuo medico oppure recati presso l’Unità Operativa Malattie Sessualmente Trasmesse (UOMST) a te più vicina per farti visitare.

Come si cura?

La terapia varia a seconda della grandezza delle escrescenze e del distretto corporeo sul quale sono presenti:

Terapia di tipo FISICO: crioterapia (bruciatura con azoto liquido), diatermocoagulazione (bruciatura con calore), laser-terapia, intervento chirurgico;
Terapia di tipo CHIMICO: consiste nell’applicazione di specifici prodotti dermatologici direttamente sulla lesione.

La durata della cura può essere molto lunga ed è necessario avere pazienza, finché il proprio sistema immunitario non riesca a “far piazza pulita” del virus. Infatti non è raro che le escrescenze si riformino.

Inoltre è consigliabile evitare rapporti sessuali per tutto il periodo del trattamento per non diffondere l’infezione.

Come si previene?

Il modo migliore per evitare il contagio durante un rapporto sessuale resta sempre il profilattico, anche se non dà garanzie per altri contatti di tipo extragenitale (oro-anale, cutaneo). Valgono poi le regole d’oro per ogni rapporto sessuale:

– Usare il profilattico durante il rapporto sessuale
– Evitare rapporti sessuali non protetti con persone infette
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzare il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali
– Effettuare periodicamente visite dallo specialista se si hanno rapporti occasionali e frequenti con più persone.
– Evitare di scambiarsi biancheria intima e salviette.

La Gonorrea, detta anche Blenorragia o Scolo, è una Malattia Sessualmente Trasmissibile (MST) altamente contagiosa, notevolmente diffusa in tutto il mondo. Negli ultimi anni in Italia si sta verificando un preoccupante aumento dei casi.

La Gonorrea è un’infezione acuta causata da un batterio, il Gonococco, che si trova preferibilmente nelle mucose genitali, nella faringe e nell’ano delle persone infette. Per tale motivo il contagio può avvenire anche in caso di rapporto sessuale non completo.

Chi è infettato da Gonorrea corre un rischio cinque volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

Una volta guariti non si acquisisce immunità nei confronti di successive infezioni: si può infatti essere nuovamente contagiati un numero infinito di volte. Spesso la Gonorrea viene trasmessa assieme a un altro batterio che causa una sintomatologia simile: la Clamidia. Di conseguenza la terapia prevede di trattare entrambe le infezioni.

Come si trasmette?

– Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale)
– Praticando sesso orale non protetto (sia attivo che passivo)
– Con il semplice contatto fra genitali
– Tramite la masturbazione reciproca
– Tramite un bacio profondo e prolungato
– Tramite lo scambio di biancheria intima e di salviette
– Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati
– Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
– Anche appoggiare semplicemente il pene vicino all’ano di una persona infetta può provocare il contagio
– Tramite passaggio del batterio dalla madre infetta al bambino
– E’ possibile le trasmissione dai genitali ad altre parti del corpo: per esempio, attraverso le mani si contagia l’occhio

Quali sono i sintomi?

Nell’uomo (dopo 2-14 giorni):

– Bruciore, prurito e/o difficoltà a urinare
– Abbondanti perdite di colore biancastro o giallo-verdastro
– Bruciore alla punta del pene

Nella donna (dopo 7-21 giorni):

– Prurito e bruciore mentre si urina
– Perdite vaginali anomale
– I genitali esterni si possono infiammare e il rapporto sessuale risulta doloroso
– Raramente dolore al basso ventre e sanguinamento anche se non si hanno mestruazioni

Nell’uomo e nella donna omosessuali:

Dolore anale con perdite di materiale purulento denso e sanguinamento (in caso di rapporti anali non protetti, o contatto con oggetti contaminati, o pratiche sessuali estreme come fisting). Mal di gola, febbricola, in caso di infezione avvenuta tramite rapporto orale non protetto (faringite gonococcica).

Cosa succede se non si cura?

Se l’infezione non viene curata, il batterio può diffondersi a tutto il corpo compromettendo: articolazioni (artrite), cuore, pelle, occhi (congiuntivite), testicoli, prostata, vescica, fino ad arrivare a gravi infezioni e alla sterilità (soprattutto nella donna).

Come si diagnostica?

Esistono specifici esami di laboratorio in grado di diagnosticare la Gonorrea in maniera rapida e affidabile. Se hai avuto un rapporto sessuale non protetto o se hai il dubbio di aver contratto la Gonorrea, rivolgiti al tuo medico o recati presso l’Unità Operativa Malattie Sessualmente Trasmesse (UOMST) a te più vicina per effettuare il Test.

Se risulti positivo alla Gonorrea, avvisa tutte le persone con cui hai avuto rapporti sessuali nell’ultimo mese e consiglia loro di fare i dovuti test.

Come si cura?

La Gonorrea viene curata con un’associazione di antibiotici, in modo da debellare anche eventuali infezioni opportunistiche (Clamidia). La terapia va fatta in modo corretto, attenendosi scrupolosamente alle istruzioni del personale medico, per evitare la comparsa di resistenze agli antibiotici.

Bisogna astenersi da rapporti sessuali fino al termine della terapia, per evitare di infettare altre persone.

Va ricordato che, una volta guariti, non si diventa immuni a successive infezioni. Questo vuol dire che è sempre possibile ammalarsi di Gonorrea.

Come si previene?

– Con l’utilizzo corretto del profilattico durante il rapporto sessuale
– Evitando rapporti sessuali non protetti con persone infette
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzando il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali
– Effettuando il test periodicamente se si hanno rapporti occasionali e frequenti con più persone.

La Scabbia è causata da un parassita della pelle, il Sarcoptes scabiei, un acaro invisibile a occhio nudo che scava cunicoli sotto la cute umana e vi depone le uova.

Come si trasmette?

Tramite contatto prolungato con una persona infetta, con lenzuola infestate dal parassita, con gli indumenti contaminati.

Quali sono i sintomi?

Il prurito, specialmente notturno, è il più tipico dei sintomi. Il fastidio è talmente insopportabile che si finisce per ferirsi grattandosi in maniera eccessiva.

Sulla cute compaiono lesioni di vario tipo, come papule (piccole chiazze rosse in rilievo), vescicole e lesioni lineari, corrispondenti ai cunicoli scavati dall’acaro. Possono essere presenti croste o infezioni della pelle conseguenti al grattamento. Le zone più frequentemente colpite sono: gli spazi fra le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ascelle, le regioni al di sotto delle mammelle, l’addome, i genitali maschili e le natiche.

Come si diagnositica?

La diagnosi viene fatta cercando un cunicolo sulla cute e cercando il parassita al microscopio, dopo aver prelevato un campione di una lesione.

 Come si cura?

Applicando sulla pelle appositi prodotti detti “Scabicidi”, acquistabili in farmacia, a base di piretrine o altre sostanze chimiche. La terapia va effettuata seguendo scrupolosamente le indicazioni del medico per evitare recidive.

Il prurito permane diverse settimane anche dopo aver debellato il parassita.

 Come si evita la diffusione?

Se si è venuti in contatto con una persona affetta da Scabbia è consigliabile:

– effettuare il trattamento preventivo consigliato dal medico, dopo il bagno o la doccia;
– sostituire la biancheria personale, le lenzuola, le federe e gli asciugamani dopo ogni applicazione;
– lavare la biancheria in lavatrice a temperatura superiore ai 60° C;
– porre in un sacco impermeabile tutto ciò che non è lavabile ad alte temperature (coperte, cuscini, capi in lana), lasciarlo chiuso per almeno 48 ore e poi esporlo all’aria. L’acaro non può sopravvivere a lungo lontano dalla pelle umana.

scabbia

La Pediculosi del pube (piattole) è causata da un parassita simile ai pidocchi della testa, il Phthirus pubis, che si annida fra i peli pubici, tra quelli del petto e sotto le ascelle.

Colpisce milioni di persone nel mondo ed è pertanto molto comune.

Come si trasmettono?

Durante il rapporto sessuale, tramite il contatto delle zone intime; ma anche attraverso il contatto con lenzuola, asciugamani o abiti usati da una persona infestata da parassiti.

Quali sono i sintomi?

Prurito, spesso intenso, nell’area genitale. Tra i peli del pube e nella biancheria intima possono comparire piccolissimi residui scuri, simili a sabbia, costituiti dalle loro feci.

Come si diagnosticano?

La diagnosi viene effettuata con una lente, tramite attenta osservazione delle zone genitali ricoperte da peli.

Come si eliminano?

Per eliminare i parassiti e le uova occorrono specifiche lozioni o schiume, acquistabili in farmacia. Questi prodotti vanno lasciati a contatto per un’ora circa con le aree interessate. Il trattamento deve essere ripetuto dopo circa 8 giorni per annientare eventuali sopravvissuti.

E’ inoltre consigliabile radere la zona infestata. Le lenzuola e la biancheria vanno lavate a elevata temperatura e stirate a caldo, aspettando qualche giorno prima di indossarle nuovamente.

Tutti i partner con i quali si sono avuti rapporti nel mese precedente vanno avvisati e controllati.

Come si prevengono?

Non esistono prodotti specifici che assicurino una vera protezione. Tuttavia è sempre consigliata la pratica del sesso sicuro per evitare di contrarre altre MST.

Contrariamente a quanto alcuni possano pensare, le piattole NON saltano da una persona all’altra, ma è necessario il contatto fisico per trasmettere l’infestazione.

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