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DISPAREUNIA E VAGINISMO
chiariamo la differenza :
Dispareunia è un dolore persistente e ricorrente che la donna avverte:
1 durante i tentativi di penetrazione
2 a penetrazione completa

VAGINISMO
persistente o ricorrente difficoltà ad accettare la penetrazione vaginale nonostante il desiderio. Si associa spesso a paura anticipatoria del dolore . In pratica si stringe forte il muscolo attorno alla vagina in modo da renderla impenetrabile. La gravità del vaginismo si valuta in base all’intensità dello spasmo muscolare attorno alla vagina e all’ intensità della paura di sentire male  (intensità della fobia).

Va differenziato dalle anomalie anatomiche: in qualche caso l’imene (una membrana che chiude in parte l’ingresso vaginale nella donna giovane e che viene rotta con la prima visita o il primo rapporto completo) è molto fibroso e duro da rompere.
Il vaginismo colpisce il 12-15 % delle donne in età fertile e viene trattato con terapie comportamentali abituando la donna a rilassare il muscolo attorno alla vagina.

CAUSE di dolore prima o durante i rapporti sessuali:

1) Vestibolite vulvare. Colpisce l’89 % delle donne in età fertile. L’origine é infettiva. Si sente un dolore acuto all’ingresso della vagina e c’e’ arrossamento del vestibolo, può essere sospettata se si sente dolore anche all’inserimento del tampone , spesso diventa cronica se non viene curata. La possono scatenare infezioni ricorrenti da Candida.

2) Contraccettivi orali. Alcuni possono causare secchezza vaginale e quindi dolore al rapporto.

3) Assenza di mestruazioni ( amenorrea) sempre perchè causa secchezza vaginale.

4) Iperattività del muscolo attorno alla vagina ( eccessiva contrazione). Può essere causato da alcune attività sportive per es. ciclismo agonistico. Di frequente si riscontra in giovane età.

5) Disturbi come la stipsi cronica o cistiti ricorrenti , emorroidi, ragadi.

6) Cause fisiche come un’imene particolarmente fibroso, l’assenza della vagina, esiti di traumi  ( infibulazione).

7) Problemi erettili nel partner.

8) Cause psicologiche. Il dolore ai rapporti nelle giovani è spesso dovuto a un disagio emotivo dovuto a scarsa confidenza con il partner, si hanno rapporti subito , senza conoscersi bene e questo scatena la paura di non essere all’altezza o di essere giudicata male.

Manca l’educazione sentimentale , noiosa ma che paradossalmente una volta dava più tranquillità e maggiore soddisfazione sessuale.

TERAPIA: ha vari approcci sia comportamentali che psicoterapici che farmacologici ma prima di tutto, se il problema persiste, va consultato il ginecologo e va fatta una diagnosi per poi stabilire una terapia.

tricomoniasi

E’ causata da un Protozoo, il Trichomonas vaginalis, che infetta la vagina e le vie urinarie. E’ una delle MST più diffuse al mondo. Come per altre Malattie Sessualmente Trasmissibili, dopo essere guariti non si acquisisce immunità.

L’utilizzo corretto del profilattico è un metodo molto efficace per proteggersi dalla Tricomoniasi.

Chi è infettato da Tricomoniasi corre un rischio due volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

 Come si trasmette?

Attraverso rapporti vaginali non protetti
Attraverso lo scambio di oggetti per il piacere sessuale contaminati

 Quali sono i sintomi?

Uomo: spesso asintomatica, talora bruciore mentre si urina e piccole perdite

Donna: prurito o bruciore ai genitali esterni, con perdite vaginali giallastre e maleodoranti

 Cosa succede se non si cura?

Uomo: irritazione del pene, infiammazione delle prostata, infertilità.

Donna: infezioni all’utero e alle tube.

 Come si diagnostica?

Tramite diagnosi di laboratorio, basata sull’esame microscopico delle secrezioni e dell’urina. Nell’uomo la diagnosi è più difficoltosa.

Come si cura?

Con un ciclo di antibiotici mirati e prescritti dal medico.

Come si previene?

Con il corretto utilizzo del profilattico e seguendo scrupolosamente le regole del sesso sicuro.

Anche questa settimana vi presentiamo una patologia che potrebbe presentarsi in età adolescenziale. Come già detto negli articoli precedenti, ringraziamo il Dott. Xausa per la collaborazione e il materiale fornitoci.

Parliamo questa volta del tumore del testicolo.

“In questi giorni ho notato un testicolo diverso dall’altro, mi sembra più grosso, irregolare e più duro, immagine cancro testicoloma non mi fa male o tutt’al più mi dà un leggero senso di peso quando sto in piedi. Cosa devo fare?”

Il tumore del testicolo è una patologia relativamente rara, rappresentando circa l’1-1.5% delle neoplasie maschili e il 5% delle neoplasie urologiche nel loro complesso. Nella società occidentale, l’incidenza è circa 10 nuovi casi per 100.000 individui l’anno. Il tumore al testicolo interessa con maggiore incidenza i giovani adulti e rappresenta il tumore più comune tra i 15 e i 35 anni.

Nella maggior parte dei casi il tumore si manifesta come la comparsa di un nodulo duro e non dolente a carico di un testicolo. L’auto palpazione periodica dei testicoli, fin dall’adolescenza, è pertanto raccomandata a tutti i ragazzi. L’esame obiettivo dello specialista urologo e l’esecuzione di un’ecografia scrotale permetteranno di eseguire una corretta diagnosi, anche per differenziare il tumore da altre patologie benigne dello scroto (epididimite acuta o cronica, idrocele, cisti dell’epididimo).

Per quanto riguarda il trattamento, si ricorre alla chemioterapia e a trattamenti multimodali (che prevedono insieme intervento chirurgico, chemioterapia e radioterapia). Il tumore al testicolo presenta un alto tasso di curabilità, pari a circa il 99% negli stadi iniziali, e al 90%, al 75-80% e al 50% rispettivamente negli stadi avanzati definiti a “buona”, “intermedia” e “cattiva” prognosi.

L’alto tasso di sopravvivenza e la lunga aspettativa di vita dei pazienti hanno determinato, nella cura di questo tumore, una sempre maggiore attenzione verso le conseguenze precoci e tardive del trattamento oncologico, soprattutto in relazione alla preservazione della funzione riproduttiva e del benessere globale dell’individuo (tecniche selettive di radioterapia, riduzione di dose per la chemioterapia, crioconservazione del liquido seminale, ecc..)

Messaggio: la comparsa di una qualsiasi variazione volumetrica del testicolo, specie se indolente ed irregolare merita la massima attenzione e valutazione medica specialistica.

 

Anche questa settimana ringraziamo il Dott. Xausa, primario del reparto di urologia presso l’ospedale di Feltre, per la collaborazione. Vi presentiamo grazie al suo aiuto un’altra patologia urologica frequente in età adolescenziale.

Parliamo di “fimosi“.. Di che cosa si tratta..??

“Ho notato che quando ho il pene in erezione la pelle non scorre ed il glande non si scopre. Mi è successo anche che per forzare la pelle a scendere sotto il glande mi sono creato delle micro-lacerazioni della pelle. Cosa posso fare?”

Si tratta di una patologia che si manifesta attraverso il restringimento della pelle che copre il glande (prepuzio), motivo per cui non scorre e non lascia scoprire il glande stesso. Può essere congenita, quando è presente fin dalla nascita, oppure acquisita quando insorge successivamente per motivi infiammatori.     fimosiIn età adolescenziale la fimosi è prevalentemente di tipo congenito.

La cute del pene, la mucosa del prepuzio e del glande, la mucosa del canale uretrale, sono zone dell’apparato genitale maschile in cui normalmente vi sono numerosi tipi di germi. Qui ristagnano delle secrezioni, che sono il prodotto di piccole ghiandole sebacee poste sulla circonferenza della corona del glande. Questa sostanza oleosa ha la proprietà di far scorrere la pelle del prepuzio sul glande. Normalmente, con buona e ripetuta igene locale, non si riesce ad apprezzare la presenza di questo liquido. In caso contrario, nel solco del glande, si forma lo smegma, una sostanza biancastra e cremosa, che è una commistione della secrezione delle ghiandole con l’aggiunta della desquamazione delle cellule del prepuzio e del glande. Tale terreno è altamente favorevole per la crescita di microorganismi (germi e funghi) soprattutto se esistono condizioni favorenti (diabete). Le conseguenze più frequenti sono balaniti e balanopostiti (infiammazione del glande e del prepuzio) che possono portare a due tipi di problemi: il primo riguarda la partner (frequenza di vaginiti, cerviciti, ecc..) con un successivo effetto a ping-pong di continua reciproca ritrasmissione della patologia; il secondo riguarda l’uomo stesso. Infatti, frequentemente, al perpetuarsi di queste infiammazioni (fimosi acquisita per motivi infiammatori), la pelle del prepuzio diventa anelastica con esiti in fimosi (restringimento) cicatriziale, con difficoltà o addirittura impossibilità a scoprire il glande.

Circoncisione

Questa metodica (dal latino circum = attorno + caedere =tagliare – tagliare attorno) è un atto medico molto antico. Consiste nell’asportazione totale o parziale della pelle del prepuzio, con il risultato di lasciare il glande scoperto.

Nel passato ha avuto però significato religioso e di iniziazione, più che medico chirurgico. La circoncisione rituale ha origine in epoca preistorica, se ne trovano testimonianze nei bassorilievi egizi che illustrano la pratica. Alcune religioni, come l’ebraica e la mussulmana, prescrivono la circoncisione dei bambini in età che va dai pochi giorni ai 5-7 anni. Questa operazione inoltre viene attuata presso alcune popolazioni africane ed australiane.

In ospedale per attuare la corconcisione si utilizzano una pomata anestetica e un’infiltrazione con ago di un ulteriore anestesico per rinforzare la prima. Si procede poi all’asportazione del tratto fimotico e della cute in eccesso, suturando i margini con punti sottili e ravvicinati. Il paziente verrà così fasciato e subito dimesso. Le medicazioni da eseguire per 7 giorni sono semplici e alla portata di tutti. L’attività lavorativa/scolastica potrà da subito essere ripresa, mentre per l’attività sessuale sarà necessario aspettare 15-20 giorni.

Messaggio: la fimosi può presentarsi in maniera più o meno serrata; saranno le problematiche durante il rapporto sessuale a suggerire di rivolgersi allo specialista Urologo. Importante comunque l’igene quotidiana.

E’ un’infezione provocata da un batterio, una variante di Chlamydia trachomatis, che provoca una malattia cronica. Diffusa soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali.

Il contagio avviene attraverso qualsiasi lesione della pelle o delle mucose durante il rapporto sessuale.

 Come si trasmette?

– Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale)
– Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati
– Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati

 Quali sono i sintomi?

Primo stadio:

– Gonfiore simile a un foruncolo sui genitali.
– Questa vescicola si trasforma in una piccola ulcera non dolorosa che scompare velocemente
– Infiammazione delle vie urinarie
– Frequente ulcera anale

Secondo stadio (da 10 giorni a 6 mesi dopo l’infezione):

– Ingrossamento dei linfonodi inguinali
– Dolore all’inguine
– Febbre, malessere generale, tosse, mal di testa
– Le ghiandole possono aprirsi e lasciare uscire il pus

Cosa succede se non si cura?

Se non viene curata, si entra nel Terzo Stadio della malattia, in cui ricompaiono le ulcere genitali. Dopo anni si giunge a gonfiore cronico dei genitali e restringimento dell’ano.

Come si diagnostica?

In laboratorio vengono analizzati sangue e liquido che trasuda dalle ulcere. E’ necessario sottoporre a indagini anche i partner sessuali dei mesi precedenti.

Come si cura?

Data la natura cronica della malattia, la cura consiste in cicli ripetuti con antibiotici mirati.

Come si previene?

– Usare il profilattico durante il rapporto sessuale
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzare il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali

Il profilattico resta sempre il modo migliore per ridurre il rischio di contrarre Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST), anche se nel caso dell’Linfogranuloma venereo non dà garanzie di protezione totale.

Vi proponiamo questa settimana, un altro articolo riguardante le patologie urologiche frequenti in età adolescenziale. Ringraziamo ancora una volta il Dott. Xausa, primario di urologia, per il materiale fornitoci.

Parliamo oggi di.. Idrocele.. Ne avete mai sentito parlare?!

“Da parecchio tempo ho notato un testicolo più gonfio, liscio, che tende a crescere ma non mi fa male. Cosa può essere?”       image

Potrebbe trattarsi di idrocele, che significa “raccolta di liquido attorno al testicolo”.

Si presenta come un testicolo decisamente più voluminoso dell’altro, indolente (assenza di dolore), a superficie liscia tesa. Se si utilizza al buio una pila si osserva che si tratta di una massa liquida e transilluminabile. Come il polmone è avvolto da una doppia membrana chiamata pleura, il testicolo è avvolto da una membrana chiamata tunica albuginea, all’interno della quale si è formato questo liquido che per lo più è limpido, di colore giallo paglierino.

Nella maggior parte dei casi l’idrocele in età adolescenziale è di tipo reattivo(causato da processi irritativi o traumatici a carico del testicolo che comportano la formazione reattiva di liquido intorno al testicolo), non comporta dolore ed il rigonfiamento può comparire improvvisamente oppure nell’arco di pochi giorni talvolta a seguito di microtraumi o malattie infettive. Una o entrambe le sacche scrotali possono apparire aumentate di volume, molli al tatto oppure molto tese e dure.

Le dimensioni dell’idrocele possono variare nell’arco del tempo, ma solitamente tendono ad aumentare, fino a creare un fastidioso ingombro e una sensazione di peso: possono raggiungere anche il volume di un melone!

Solitamente il testicolo non soffre la presenza di questo liquido che gli sta attorno e non lo danneggia.

Come si cura???

L’idrocele reattivo viene operato quando raggiunge un certo volume e comunque tale da dare un senso di peso e di ingombro. L’intervento che è definitivo e risolutivo viene eseguito in regime di day surgery (in giornata, non prevede il ricovero per più giorni all’interno dell’ospedale). L’intervento consiste nella rimozione del liquido.

Messaggio: se vedi che uno o entrambi i testicoli aumentano di volume, anche se non provocano dolore, rivolgiti ad uno specialista urologo!

Per concludere il capitolo delle malattie sessualmente trasmissibili, pubblichiamo il post dedicato all’ulcera molle o cancroide. Si tratta di un’infezione causata da un batterio, l’Haemophilus ducrey, molto raro alle nostre latitudini, ma più frequente nelle regioni tropicali e sub-tropicali di: Africa, America del Sud e Oriente.

Questa malattia sessualmente trasmessa riguarda quindi principalmente chi viaggia e chi pratica turismo sessuale.mst

E’ una malattia molto contagiosa e l’infezione può essere facilmente “trasportata” da un punto all’altro del corpo.

Si trasmette facilmente attraverso qualunque tipo di rapporto sessuale (orale, anale, vaginale). E’ anche possibile la trasmissione da parte di soggetti asintomatici, ossia che non hanno alcuna manifestazione visibile.

L’utilizzo del profilattico offre una discreta protezione dal contagio, anche se non totale.

Chi è infettato da Ulcera molle corre un rischio sette volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

 Come si trasmette?

– Attraverso rapporti sessuali di ogni tipo (orale, anale, vaginale)
– Con il semplice contatto fra genitali
– Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati
– Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
– E’ possibile le trasmissione da un punto all’altro del corpo

Quali sono i sintomi?

– Formazione di ulcere molto dolenti a livello dei genitali
– Ingrossamento dei linfonodi inguinali
– Dolore all’ano e sanguinamento
– Perdite uretrali (nell’uomo)batterio ulcera molle
– Perdite vaginali (nella donna)

Cosa succede se non si cura?

Possono insorgere complicanze, quali: formazione di fistole (piccoli buchi attorno ai genitali, dai quali fuoriesce pus), ulcerazione dei linfonodi, febbre.

Come si diagnostica?

Essendo facile confonderla con altre malattie sessualmente trasmissibili, quali Herpes o Sifilide, è necessario affidarsi a un centro specializzato per confermare la diagnosi, anche tramite esami speciali effettuati sul liquido che trasuda dalle ulcere.

 Come si cura?

Il contenuto dei bubboni deve essere aspirato, mentre la terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di antibiotici. I malati vanno tenuti sotto controllo per tre mesi, dopo di che devono essere sottoposti a screening per eventuali altre MST.

Come si previene?

– Con l’utilizzo corretto del profilattico durante il rapporto sessuale
– Evitando rapporti sessuali non protetti con persone infette
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzando il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali
– Prestare la massima attenzione durante i viaggi nelle località a rischio

Il profilattico resta sempre il modo migliore per ridurre il rischio di contrarre Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST), anche se nel caso dell’Ulcera molle non dà garanzie di protezione totale.

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi alle ostetriche del Consultorio di Feltre, gratuitamente e senza appuntamento tutti i giovedì dalle 14.00 alle 16.00 oppure potete contattarci al numero 0439/883170 oppure inviando una mail a nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

Proseguiamo con la pubblicazione dei post che descrivono alcune patologie urologiche presenti nei maschi in età adolescenziale.

Ringraziamo ancora una volta il Dott. Xausa per la preziosa collaborazione e gli approfondimenti forniteci.

Parliamo oggi del Varicocele.. Di cosa si tratta?

“Da qualche tempo avverto un senso di fastidio e di gonfiore in sede testicolare, verso sinistra. Questo mi succede specie sotto sforzo o quando sto tanto in piedi.. Cosa può essere?? Ho notato anche che il testicolo sinistro tende a scendere più in basso rispetto al destro ed ho l’impressione che sia più piccolo”.

Il Varicocele è la dilatazione patologica delle vene nello scroto (sacca che racchiude i testicoli).varicocele

I testicoli ricevono il sangue da due arterie, il quale defluisce attraverso una serie di piccole vene localizzate nello scroto e, da qui, il sangue refluisce nella vena spermatica interna (vena testicolare), che a sua volta trasporta il sangue indietro fino al cuore.

In alcuni uomini le vene attorno al testicolo possono allargarsi o dilatarsi (varici): le vene dilatate sono definite come varicocele. Raramente tale patologia è presente nel sesso femminile (varicocele pelvico) ma può essere causa di dolore pelvico cronico.

Insorge solitamente tra i 15 e i 25 anni, eccezionalmente prima, assai di rado nella vecchiaia. Presenta un’ incidenza elevata (circa il 15% dei giovani visitati alla leva); nel 85% dei casi è localizzato a sinistra, nell’11% è bilaterale e solo nel 4% a destra.

La patogenesi (causa) del varicocele non è chiaramente conosciuta, è probabile che sia determinato da una congenita debolezza delle pareti venose associata ad una incontinenza delle valvole: la pressione del sangue, causata dalla posizione eretta, determinerebbe, a lungo andare, la dilatazione delle vene.

Le persone che hanno il varicocele spesso non accusano nessun sintomo (molto spesso si accorgono di averlo perchè non riescono ad avere figli!); in altri casi si può determinare un senso di peso, fino alla dolenzia o, in casi sporadici, dolore specie con il caldo o durante l’attività fisica.

Il dolore associato al varicocele è dovuto all’eccessiva pressione del sangue all’interno delle vene dilatate. Tale aumento pressorio, così come il dolore, aumentano quando si sta in piedi per lunghi periodi di tempo, nell’attività sportiva o sollevando pesi. Le vene dilatate determinano un rallentamento circolatorio con la conseguente diminuzione dell’ ossigeno a livello testicolare ed un modesto, ma significativo, innalzamento termico del testicolo che se si mantiene per lungo tempo può causare infertilità (ridotta capacità riproduttiva). Dopo la cura del varicocele (quasi sempre chirurgica) la funzionalità e il numero degli spermatozoi può avere un netto miglioramento, con una diminuzione significativa dell’infertilità.  Il danno testicolare da varicocele si manifesta anche con una riduzione volumetrica del testicolo, fino ad arrivare in casi estremi all’atrofia.

La visita urologica costituisce una tappa fondamentale per avvallare la diagnosi di varicocele o quantomeno porne il sospetto. é comunque indispensabile una corretta e approfondita valutazione strumentale mediante l’esecuzione di un esame del liquido seminale (spermiogramma) ed un Eco-Doppler (esame non invasivo che impiega gli ultrasuoni, molto simile all’Ecografia, che viene solitamente eseguito con il paziente in piedi in modo tale che le vene ripiene di sangue siano più agevolmente visibili e non dura più di venti minuti)

La soluzione del varicocele passa attraverso un piccolo intervento chirurgico che viene eseguito dallo specialista urologo.

Messaggio: se da tempo avverti un senso di peso in sede scrotale, specie a sinistra, dopo essere stato a lungo in piedi o durante l’attività fisica, è opportuno  verificare mediante una ecografia scrotale ed inguinale l’eventuale presenza di un varicocele.

 

 

La Gonorrea, detta anche Blenorragia o Scolo, è una Malattia Sessualmente Trasmissibile (MST) altamente contagiosa, notevolmente diffusa in tutto il mondo. Negli ultimi anni in Italia si sta verificando un preoccupante aumento dei casi.

La Gonorrea è un’infezione acuta causata da un batterio, il Gonococco, che si trova preferibilmente nelle mucose genitali, nella faringe e nell’ano delle persone infette. Per tale motivo il contagio può avvenire anche in caso di rapporto sessuale non completo.

Chi è infettato da Gonorrea corre un rischio cinque volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

Una volta guariti non si acquisisce immunità nei confronti di successive infezioni: si può infatti essere nuovamente contagiati un numero infinito di volte. Spesso la Gonorrea viene trasmessa assieme a un altro batterio che causa una sintomatologia simile: la Clamidia. Di conseguenza la terapia prevede di trattare entrambe le infezioni.

Come si trasmette?

– Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale)
– Praticando sesso orale non protetto (sia attivo che passivo)
– Con il semplice contatto fra genitali
– Tramite la masturbazione reciproca
– Tramite un bacio profondo e prolungato
– Tramite lo scambio di biancheria intima e di salviette
– Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati
– Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
– Anche appoggiare semplicemente il pene vicino all’ano di una persona infetta può provocare il contagio
– Tramite passaggio del batterio dalla madre infetta al bambino
– E’ possibile le trasmissione dai genitali ad altre parti del corpo: per esempio, attraverso le mani si contagia l’occhio

Quali sono i sintomi?

Nell’uomo (dopo 2-14 giorni):

– Bruciore, prurito e/o difficoltà a urinare
– Abbondanti perdite di colore biancastro o giallo-verdastro
– Bruciore alla punta del pene

Nella donna (dopo 7-21 giorni):

– Prurito e bruciore mentre si urina
– Perdite vaginali anomale
– I genitali esterni si possono infiammare e il rapporto sessuale risulta doloroso
– Raramente dolore al basso ventre e sanguinamento anche se non si hanno mestruazioni

Nell’uomo e nella donna omosessuali:

Dolore anale con perdite di materiale purulento denso e sanguinamento (in caso di rapporti anali non protetti, o contatto con oggetti contaminati, o pratiche sessuali estreme come fisting). Mal di gola, febbricola, in caso di infezione avvenuta tramite rapporto orale non protetto (faringite gonococcica).

Cosa succede se non si cura?

Se l’infezione non viene curata, il batterio può diffondersi a tutto il corpo compromettendo: articolazioni (artrite), cuore, pelle, occhi (congiuntivite), testicoli, prostata, vescica, fino ad arrivare a gravi infezioni e alla sterilità (soprattutto nella donna).

Come si diagnostica?

Esistono specifici esami di laboratorio in grado di diagnosticare la Gonorrea in maniera rapida e affidabile. Se hai avuto un rapporto sessuale non protetto o se hai il dubbio di aver contratto la Gonorrea, rivolgiti al tuo medico o recati presso l’Unità Operativa Malattie Sessualmente Trasmesse (UOMST) a te più vicina per effettuare il Test.

Se risulti positivo alla Gonorrea, avvisa tutte le persone con cui hai avuto rapporti sessuali nell’ultimo mese e consiglia loro di fare i dovuti test.

Come si cura?

La Gonorrea viene curata con un’associazione di antibiotici, in modo da debellare anche eventuali infezioni opportunistiche (Clamidia). La terapia va fatta in modo corretto, attenendosi scrupolosamente alle istruzioni del personale medico, per evitare la comparsa di resistenze agli antibiotici.

Bisogna astenersi da rapporti sessuali fino al termine della terapia, per evitare di infettare altre persone.

Va ricordato che, una volta guariti, non si diventa immuni a successive infezioni. Questo vuol dire che è sempre possibile ammalarsi di Gonorrea.

Come si previene?

– Con l’utilizzo corretto del profilattico durante il rapporto sessuale
– Evitando rapporti sessuali non protetti con persone infette
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzando il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali
– Effettuando il test periodicamente se si hanno rapporti occasionali e frequenti con più persone.

La Scabbia è causata da un parassita della pelle, il Sarcoptes scabiei, un acaro invisibile a occhio nudo che scava cunicoli sotto la cute umana e vi depone le uova.

Come si trasmette?

Tramite contatto prolungato con una persona infetta, con lenzuola infestate dal parassita, con gli indumenti contaminati.

Quali sono i sintomi?

Il prurito, specialmente notturno, è il più tipico dei sintomi. Il fastidio è talmente insopportabile che si finisce per ferirsi grattandosi in maniera eccessiva.

Sulla cute compaiono lesioni di vario tipo, come papule (piccole chiazze rosse in rilievo), vescicole e lesioni lineari, corrispondenti ai cunicoli scavati dall’acaro. Possono essere presenti croste o infezioni della pelle conseguenti al grattamento. Le zone più frequentemente colpite sono: gli spazi fra le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ascelle, le regioni al di sotto delle mammelle, l’addome, i genitali maschili e le natiche.

Come si diagnositica?

La diagnosi viene fatta cercando un cunicolo sulla cute e cercando il parassita al microscopio, dopo aver prelevato un campione di una lesione.

 Come si cura?

Applicando sulla pelle appositi prodotti detti “Scabicidi”, acquistabili in farmacia, a base di piretrine o altre sostanze chimiche. La terapia va effettuata seguendo scrupolosamente le indicazioni del medico per evitare recidive.

Il prurito permane diverse settimane anche dopo aver debellato il parassita.

 Come si evita la diffusione?

Se si è venuti in contatto con una persona affetta da Scabbia è consigliabile:

– effettuare il trattamento preventivo consigliato dal medico, dopo il bagno o la doccia;
– sostituire la biancheria personale, le lenzuola, le federe e gli asciugamani dopo ogni applicazione;
– lavare la biancheria in lavatrice a temperatura superiore ai 60° C;
– porre in un sacco impermeabile tutto ciò che non è lavabile ad alte temperature (coperte, cuscini, capi in lana), lasciarlo chiuso per almeno 48 ore e poi esporlo all’aria. L’acaro non può sopravvivere a lungo lontano dalla pelle umana.

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