Articoli marcati con tag ‘cyberbullismo’

libro tutto troppo prestoVi proponiamo un libro, a nostro avviso molto interessante, da leggere durante le vostre vacanze: “Tutto troppo presto” di Alberto Pellai.  E’ un libro che ha l’obbiettivo di accompagnare ragazzi ma sopratutto genitori nel tema dell’educazione sessuale nell’era di internet e delle nuove tecnologie. Come dice Pellai “…é un argomento per nulla semplice e scontato se solo si pensa che un ragazzo o ragazza d’oggi, prima ancora di avere la sua prima esperienza sessuale, è già stato esposto/a ad un numero di immagini di natura sessuale inimmaginabile per un adulto appartenente alle generazioni precedenti…”. Il libro è organizzato in quattro capitoli tematici e affronta il tema della sessualizzazione precoce delle bambine, il fenomeno del sexting, la pornografia e l’adescamento online; ci sono proposte di film da vedere a scuola e in famiglia e indicazioni su cosa fare qualora si è coinvolti in situazioni poco piacevoli.

Buona lettura!!!!

 

Oggi proponiamo uno spunto di riflessione. E’ una lettera che sta girando sul web, scritta da Enrico Galliano, professore di una scuola di Pordenone, alla luce di quanto è successo all’alunna di 12 annni che si è gettata dal balcone dopo aver subito, per un lungo periodo, atti di bullismo dai compagni della sua scuola. La lettera é  indirizzata una parte ai ragazzi e una parte ai genitori.

A voi ragazzi

Mamma: Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi.

Ha preso e si é buttata dal secondo piano….No, non é morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale . Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente.

” Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni.

Allora io adesso vi dico una cosa.E sarò un pò duro, vi avverto. Ma c’ho sta cosa dentro ed é difficile lasciarla lì.  Quando la finirete?  Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?

Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”.

Quando la finirete di dire: “Ma sì, io scherzavo” dopo esser stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”?

Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo  “che ha il professore di sostegno” , quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati?

Che cosa deve ancora succedere, perchè la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?

A voi genitori

E poi voi. Genitori, sì. Voi che i vostri figli sono capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte.

Quando la finirete di chiudere un occhio? Quando la finirete di dire: “Ma sì, ragazzate?”

Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono?

Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale? Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?

Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non é una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perchè da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori?

A noi tutti

Perchè quando una ragazzina di 12 anni prova a buttarsi di sotto , non é solo una ragazzina di 12 anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quella età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì e non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto.

E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che é: “Basta”.

(Prof. Enrico Galliano di Pordenone)        stop bullismo

In questa ultima settimana si è sentito parlare molto dai mass media del caso della ragazzina di 12 anni di Pordenone che è arrivata a compiere un atto estremo perchè vittima di bullismo a scuola. Quante altre situazioni esistono all’interno degli ambienti scolastici e non, per non parlare del cyberbullismo dove alcuni ragazzi vengono presi di mira attraverso azioni fisiche o messaggi diffamatori. Proviamo, inanzitutto, a fare una distinzione tra bullismo e cyberbullismo.

CYBERBULLISMO  BULLISMO
 Chiunque può essere coinvolto  Sono coinvolti solo gli studenti della classe o dell’Istituto
 I cyberbulli e i loro alleati possono essere anonimi, quindi la vittima non sa con chi sta interagendo  I bulli e i loro complici sono studenti conosciuti dalla vittima perchè appartenenti allo stesso Istituto. Contatto corporeo e visivo diretto
 Chiunque può diventare un cyberbullo, anche chi è percepito come “sfigato”  Generalmente il bullo è fisicamente prestante o sa usare il corpo per fare del male
 Il cyberbullo ha la possibilità di agire 24 su 24  Il bullo agisce nell’orario scolastico o nel tragitto casa-scuola
 La diffusione del materiale prodotto non ha limiti geografici  Gli atti di bullismo vengono raccontati ad altri studenti della scuola o di scuole vicine
 Alto livello di disinibizione: i cyberbulli spesso fanno online ciò che non farebbero nella vita reale. Le comunicazioni online possono essere particolarmente sadiche.  Minor livello di disinibizione. Il bullismo raramente raggiunge forme di sadismo, se non quando evolve nella criminalitàa minorile
 Il cyberbullo approfitta della propria invisibilità per agire  Il bullo cerca di rendersi visibile attraverso le sue azioni. Ha bisogno di dominare le relazioni interpersonali
 Il cyberbullo non vede direttamente le conseguenze delle sue azioni sulla vittima–> insufficiente consapevolezza  Il bullo vede concretamente la vittima e l’effetto delle proprie azioni ma lo ignora–> fredda consapevolezza
 Depersonalizzazione  Deresponsabilizzazione

 

 Che fare se un ragazzo o una ragazza assiste o é vittima di una di queste azioni? Nel momento in cui si è a conoscenza o si subisce comportamenti che perdurano nel tempo e che possono diventare pericolosi, è possibile ed importante segnalarli al numero.43002
La procedura è molto semplice… si invia un sms al 43002, indicando prima di tutto il nome della provincia di provenienza (per esteso, quindi nel nostro caso Belluno) e poi l’episodio che viene considerato preoccupante. In questo modo parte la segnalazione che, una volta arrivata in Questura, sarà poi trattata dalla Polizia o dai Carabinieri.
E’ importante sapere che il messaggio è gratuito e che alla Questura compare il numero telefonico dell’inviante, che potrebbe essere ricontattato dalle Forze dell’Ordine per eventuali chiarimenti.

Nel caso in cui la persona è coinvolta in episodi di violenza verbale virtuale (uso del web) è importante prestare attenzione a qualche indicazione pratica:

  •  non rispondere a mail e sms offensivi o che contengono insulti
  •  salvare e conservare le prove
  •  utilizzare filtri per bloccare le mail indesiderate
  •  sui social network utilizzare il tasto specifico o le procedure previste dal provider per segnalare comportamenti inadeguati di altri utenti
  •  impostare come privato il proprio profilo sui social network
  •  rivolgersi ad adulti di fiducia e chiedere il loro aiuto
  •  se necessario cambiare numero di cellulare e indirizzo mail
  •  contattare la Polizia Postale e delle Comunicazioni o i Carabinieri se i fatti sono gravi e prolungati nel tempo
  •  segnalare il cyberbullo ai moderatori delle chat e dei forum o ai proprietari di blog e siti.

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Siamo nell’era dei “nativi digitali”… l’era in cui si nasce e cresce con internet e cellulari… ed allora perchè non interrogarsi un po’  su tutto ciò che questo comporta? Il web è un mondo intrigante ed offre moltissime opportunità di comunicazione, apprendimento, confronto e crescita… E’ sicuramente attraente ma farsene coinvolgere troppo può esporre a rischi che tendiamo a non considerare.

L’adolescente di oggi è spavaldo: tende a farsi guidare dal desiderio di soddisfare i propri bisogni e di essere popolare tra i ragazzi della sua età.  Spesso il primo luogo in cui si espone per apparire e cercare consensi è proprio quello virtuale. Tanto bello quanto pericoloso soprattutto se si dimentica che le azioni in esso possono avere conseguenze nel reale. Un’esposizione senza contenimento può rendere il ragazzo fragile!

La ricerca di una “web reputation”, il bisogno di avere molti contatti, visualizzazioni e mi piace riduce il pensiero critico ed espone a rischi seri. Oltre alla già citata perdita di confini tra virtualità e realtà, il mondo del web è un contesto in cui la visibilità può diventare un’arma a doppio taglio. Nel momento in cui un ragazzo condivide nel web materiale che lo riguarda con l’intento di farsi notare dai pari, può non mettere in conto che quei contenuti potrebbero invece danneggiarlo, per esempio domani quando cercherà un lavoro e il futuro datore di lavoro vedrà quei post o quelle foto compromettenti. Inoltre, è importante ricordare che gli adolescenti non sono gli unici frequentatori del virtuale. Il web può diventare anche luogo di adescamento da parte di adulti malintenzionati che in alcuni casi lo usano come canale per arrivare a chiedere ai ragazzi dei contatti diretti. Non da dimenticare poi, che nell’era digitale si sta assistendo ad una forte diffusione di quel fenomeno noto come cyberbullismo.  Il bullo miete vittime anche nel web, contesto in cui la presa in giro (nel migliore dei casi) può avere un impatto ancora più devastante, considerato il potenziale numero di spettatori e il fatto che può essere svolta 24 ore su 24 e non solo durante la scuola.

Quelli riportati sono solo una serie di esempi dei rischi che si corrono frequentando il mondo virtuale che, se in alcuni casi è una risorsa, in altri può diventare fonte di materiali inadeguati e dannosi. Saper sfruttare le opportunità che il web offre è molto importante per l’adolescente (e non solo)! Esso è un contesto di appartenenza, di relazione, informazione e comunicazione ma è fondamentale che non resti l’unico. Il mondo virtule è utile, attraente e coinvolgente… il consiglio non è quello di evitarlo ma bensì di farne un uso adeguato e consapevole.

“Nek nomination” è il nome di una delle ultime mode fra gli adolescenti; la traduzione letterale della parola è NECK=collo della bottiglia, NOMINATION= nomina di una o più persone. Si tratta di una competizione alcolica: vince chi beve più velocemente mezzo litro di un alcolico o supercalcolico a scelta. Per assicurarsi che la persona partecipi al gioco deve filmarsi mentre beve il contenuto della bottiglia nel minore tempo possibile, per poi pubblicare in internet il proprio filmato, con nomina di altri tre compagni/amici che a loro volta continueranno la catena, pena regalare una cassa di birre o bottiglie di superalcolici se non si rispetta il gioco. Oltre a questa conseguenza “economica” ce n’è un’altra forse più pericolosa: se non si beve il contenuto della bottiglia o se lo si fa troppo lentamente si verrà derisi in rete dagli “amici”. È una sfida “a tempo”: i ragazzi nominati devono rispondere alla sfida entro 24 ore.

nek nomination

Questo gioco ha le sue origini in Australia, ed è dilagato in America fino ad arrivare in Europa ed è già responsabile di almeno 5 vittime…

Vorremmo riflettere con voi sulle molte sfaccettature di questa nuova moda. Oltre al tema dell’uso di alcol, con tutte le conseguenze fisiche e psicologiche che ciò comporta nello sviluppo dell’adolescente, c’è anche la questione della notorietà che i ragazzi ricercano attraverso la rete, nel cosiddetto “palcoscenico mediatico”, evidenziato dal numero di visualizzazioni del proprio video in rete.

Nell’età adolescenziale l’aspetto della sfida e della trasgressione rappresenta un aspetto naturale nell’evoluzione. In questo caso i ragazzi sfidano il proprio corpo e i propri limiti, ben consapevoli di ciò che l’alcol provoca come ad esempio perdita del controllo, disinibizione, rallentamento dei riflessi, euforia… Il video diventa un modo per farsi conoscere, il numero di mi piace ha un effetto positivo sull’autostima soprattutto dei ragazzi più timidi e insicuri “se mi comporto così tutti mi vedono, mi conoscono e mi considerano un eroe”.

Ma quali sono le conseguenze? Se in un primo momento gli adolescenti che partecipano a questo “gioco alcolico” si sentono appoggiati, visti da un ampio pubblico, considerate persone coraggiose …c’è da domandarsi: e se la settimana prossima ci si pentisse? Il filmato sarà stato visualizzato da tutti gli amici, e magari anche da persone non proprio vicine e conosciute e …può essere stato scaricato da qualcuno. Qualche malintenzionato utilizzerà il materiale per ricatti e per rovinare la reputazione dell’ “eroe”. E non solo nei giorni seguenti, ma anche a distanza di molto tempo, anche anni. Quindi sorge spontanea una domanda: come saranno i rapporti fra due amici, due compagni di classe, due compagni di squadra, dopo molto tempo? Il o la protagonista del video con la neknomination può essere preso di mira e subire minacce anche a distanza di anni da quello che si definiva “amico”.

Ma al di là di queste possibili conseguenze (più reali di quanto si possa immaginare) è necessario chiedersi se c’è proprio bisogno di “scolarsi” mezzo litro di birra solo per dimostrare qualcosa a qualcuno…  Se non si vuole rompere la catena, perchè non utilizzare altre forme di visibilità o di accettazione sociale che non compromettano la propria salute e l’immagine personale?

stop-nek-660x320  Se vi accorgete di aver compiuto un atto di cui vi siete pentiti, parlate con un adulto di cui vi fidate che vi potrà aiutare. Potete anche rivolgervi al Consultorio Giovani per una consulenza gratuita!

 

Nei post precedenti abbiamo cercato di inquadrare il fenomeno del bullismo online..ora concludiamo l’argomento dando qualche indicazione su come affrontarlo.

Chi è vittima di cyberbullismo infatti difficilmente si confida con gli adulti, ma cerca piuttosto di risolvere da solo…con il risultato che in mancanza di supporto pratico ed emotivo spesso si riesce a fare ben poco.

È invece importante sapere che il cyberbullismo è un reato e che come tale può, e deve, essere denunciato: chiunque perseguiti qualcuno attraverso la tecnologia va fermato.

Da una indagine condotta dall’organizzazione Save the Children nel gennaio 2013 risulta che per il 72% degli adolescenti il cyberbullismo costituisce la principale minaccia nell’ambiente scolastico e sportivo. Sempre piu spesso infatti gli adolescenti sono coinvolti in episodi di violenza verbale virtuale e, proprio per la delicata fase che stanno attraversando, le conseguenze di questi atti possono essere devastanti.

Alla luce di tutto ciò e dei tanti episodi che vengono segnalati è utile fornire qualche indicazione pratica:

  •  non rispondere a mail e sms offensivi o che contengono insulti
  •  salvare e conservare le prove
  •  utilizzare filtri per bloccare le mail indesiderate
  •  sui social network utilizzare il tasto specifico o le procedure previste dal provider per segnalare comportamenti inadeguati di altri utenti
  •  impostare come privato il proprio profilo sui social network
  •  rivolgersi ad adulti di fiducia e chiedere il loro aiuto
  •  se necessario cambiare numero di cellulare e indirizzo mail
  •  contattare la Polizia Postale e delle Comunicazioni o i Carabinieri se i fatti sono gravi e prolungati nel tempo
  •  segnalare il cyberbullo ai moderatori delle chat e dei forum o ai proprietari di blog e siti.

Dal 2007, nell’ambito della campagna “Smonta il bullo”, il Ministero della Pubblica Istruzione ha inoltre attivato un numero verde 800.669.696, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19 e a cui rispondono operatori qualificati nel fornire non solo supporto e consigli pratici ma anche semplici informazioni sul fenomeno…perchè la prevenzione inizia proprio da qui e passa attraverso la sensibilizzazione dei giovani ai diritti umani online.

Come già spiegato in un post precedente il cyberbullismo è una delle possibili forme assunte dal bullismo. In entrambi i casi si tratta comunque di comportamenti lesivi che vanno segnalati: le violenze virtuali non sono infatti meno dannose di quelle fisiche!

Per capire meglio quali siano le differenze vi proponiamo questa tabella comparativa:

 

 CYBERBULLISMO

 BULLISMO

 Chiunque può essere coinvolto  Sono coinvolti solo gli studenti della classe o dell’Istituto
 I cyberbulli e i loro alleati possono essere anonimi, quindi la vittima non sa con chi sta interagendo  I bulli e i loro complici sono studenti conosciuti dalla vittima perchè appartenenti allo stesso Istituto. Contatto corporeo e visivo diretto
 Chiunque può diventare un cyberbullo, anche chi è percepito come “sfigato”  Generalmente il bullo è fisicamente prestante o sa usare il corpo per fare del male
 Il cyberbullo ha la possibilità di agire 24 su 24  Il bullo agisce nell’orario scolastico o nel tragitto casa-scuola
 La diffusione del materiale prodotto non ha limiti geografici  Gli atti di bullismo vengono raccontati ad altri studenti della scuola o di scuole vicine
 Alto livello di disinibizione: i cyberbulli spesso fanno online ciò che non farebbero nella vita reale. Le comunicazioni online possono essere particolarmente sadiche.  Minor livello di disinibizione. Il bullismo raramente raggiunge forme di sadismo, se non quando evolve nella criminalitàa minorile
 Il cyberbullo approfitta della propria invisibilità per agire  Il bullo cerca di rendersi visibile attraverso le sue azioni. Ha bisogno di dominare le relazioni interpersonali
 Il cyberbullo non vede direttamente le conseguenze delle sue azioni sulla vittima–> insufficiente consapevolezza  Il bullo vede concretamente la vittima e l’effetto delle proprie azioni ma lo ignora–> fredda consapevolezza
 Depersonalizzazione  Deresponsabilizzazione

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Il mondo di internet racchiude molte opportunità (conoscere altre persone, approfondire curiosità di vario tipo, proiettarsi nel futuro progettando nuove esperienze…) ma anche dei rischi fra cui l’adescamento, che abbiamo trattato nei post precedenti, il sexting, la dipendenza, la possibilità di confondere la realtà virtuale con quella reale, la pornografia, le informazioni scorrette che circolano in rete e i contenuti dannosi.

Ma c’è un pericolo della rete che vorremo approfondire ora perchè rappresenta una fenomeno molto diffuso e dannoso: il cyberbullismo.

La tecnologia, infatti, permette ai bulli di infiltrarsi virtualmente nelle case delle vittime compiendo atti di molestie e persecuzioni continuative, con l’obiettivo di far soffrire o danneggiare un coetaneo che non può facilemente difendersi.

Ci sono vari tipi di cyberbullismo:

FLAMING (infuocare) rappresenta l’invio di messaggi violenti o volgari per suscitare “battaglie verbali” in un forum. E’ frequente nelle chat (per le ragazze) e nei videogiochi online (sopratutto per i maschi) utilizzare insulti reciproci per rendere il gioco più “divertente”.

HARASSMENT (molestia) avviene quando il bullo invia ripetutamente messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno. Accanto a pubblicazioni moleste sui blog e sui social nertwork, e-mail, sms, mms offensivi, rientrano in questa categoria anche le telefonate mute utilizzate soprattutto ai danni delle ragazze.

telefono

DENIGRAZIONE cioè sparlare di qualcuno attraverso sms, post su social network, video o foto ritoccate, per danneggiare la sua reputazione. Le conseguenze del pubblicare in rete contenuti denigratori o inviare messaggi molesti sono imprevedibili proprio perchè non si può avere il controllo su ciò che viene diffuso online. Molti possono condividere e modificare ulteriormente le fotografie…e poi togliere le immagini è quasi impossibile: internet è per sempre!

IMPERSONATION (sostituzione di persona) rappresenta il furto d’identità o la creazione di un profilo falso sui social network per spedire testi e immagini roviando così la reputazione della vittima, sia online che nel mondo reale.

EXPOSURE (rivelazione) cioè la pubblicazione di informazioni private e imbarazzanti.

happy-slappingTRICKERY (inganno) avviene quando il bullo ottiene la fiducia di qualcuno con l’inganno su chat e social network per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni personali e confidenziali raccolte nelle conversazioni.

ESCLUSIONE rappresenta una forma di cyberbullismo indiretto, meno visibile ma non per questo meno pericoloso, che si realizza con l’esclusione di un coetaneo da un gruppo online per provocare un sentimento di emarginazione.

HAPPY SLAPPING è un fenomeno che ha inizio nella vita reale e prosegue online: una scena di violenza fra coetanei viene ripresa con il videofonino e successivamente caricata e pubblicatain rete, con conseguente condivisione pur non avendo partecipato attivamente, votazione e commento del video “preferito”.

A tutti questi vari tipi di bullismo online, però, si possono ricondurre simili motivazioni del bullo e le stesse conseguenze sulla vittima. Nei prossimi post le vedremo nello specifico…

 

 

 

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