Articoli marcati con tag ‘dipendenza’

Anche quest’anno alcuni ragazzi delle classi terze delle scuole superiori del territorio feltrino, si stanno preparando, attraverso una formazione fatta con operatori di vari servizi, per fare Peer Education, ossia educazione tra pari,dove  attraverso  un linguaggio comune, i Peer passano ai loro  compagni  conoscenze ed emozioni  su argomenti di loro interesse.

Le tematiche scelte sono:

  • ALCOOL E GUIDA
  • BULLISMO
  • DIPENDENZE
  • DIVERSITA
  • HIV-AIDS
  • VIOLENZA DI GENERE

Numerose sono gli istituti secondari di secondo grado coinvolti nel progetto : Liceo Dal Piaz, ITI-Negrelli, Rizzarda, Colotti, Istituto Agrario, Enaip.

La formazione è iniziata nel mese di novembre e terminerà nel mese di maggio con le entrate in classe dei nostri Peer e la giornata del Peer Day.

Buon Lavoro ragazzi!!!!

 

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A cura della dott.ssa Cinzia Lusa, educatrice professionale del SERD.

La sigaretta elettronica (e-cig) è stata inventata in Cina nel 2003 con lo scopo di imitare il sistema di inalazione della nicotina con sigaretta convenzionale, senza avere gli effetti dannosi derivanti dalla combustione del tabacco. La sigaretta elettronica ha un aspetto e un sapore simili alla sigaretta convenzionale. Negli ultimi anni si è diffusa in tutto il mondo, specialmente attraverso internet.
Le nuove sigarette, già alla prima boccata, mostrano alcuni vantaggi rispetto alle tradizionali: non puzzano, non fanno cenere, non rimane il mozzicone, permettono di variare il gusto scegliendo fra decine di liquidi contenenti ogni sorta di aromi. Se si vuole si può fumare persino senza nicotina (ma solo il 3% degli utilizzatori lo fa); oppure se ne può ridurre progressivamente il contenuto, per cercare di svincolarsi dalla dipendenza da questa sostanza, pur mantenendo la gestualità alla quale i fumatori sono tanto affezionati.

Ma queste sigarette sono proprio innocue?  sigaretta-elettronica

In realtà le grandi organizzazioni mediche frenano gli entusiasmi, anche se la comunità scientifica è divisa su questo tema.
L’OMS ricorda che “occorrono studi per verificare la sicurezza di questi prodotti e ricerche che valutino le dichiarazioni delle aziende, in base alle quali i sistemi che somministrano nicotina elettronicamente possono aiutare i fumatori a smettere”.
Nel parere dell’Istituto Superiore di Sanità sta scritto: “Le sigarette elettroniche sollevano preoccupazioni per la salute pubblica e per il fatto che potrebbero rappresentare un rischio di rimpiazzare trattamenti efficaci per la cessazione del fumo”. Ed è ancora più dura la European Respiratory Society, che ritiene che “questi prodotti pongano rischi significativi per la salute anche legati alla possibilità che i liquidi usati contengano sostanze tossiche di vario tipo”.

Il Ministero della Salute in Italia ha messo almeno un punto fermo nella spinosa questione delle sigarette elettroniche: il divieto di vendita di quelle contenenti nicotina ai minori di 18 anni, tenuto conto della diffusione sempre più massiccia delle e-cig tra i giovanissimi. Tant’è che per indicare la nuova tendenza è stato perfino inventato un verbo: “svapare”, ovvero inspirare ed espirare il vapore della sigaretta elettronica.

 

A proposito di adolescenti e sigaretta elettronica due recenti studi americani hanno evidenziato che le e-cig sarebbere associate ad un aumento del rischio di passare al fumo tradizionale e di sviluppare disturbi respiratori.

Non significa che le e-cig facciano automaticamente da ponte per le altre, “lo studio indica un’associazione tra i due comportamenti, svapare e fumare, ma non chiarisce definitivamente se siano state davvero le sigarette elettroniche a indurre alcuni ragazzi a fumare o se questi avrebbero cominciato comunque o se abbia impedito ad alcuni potenziali fumatori di diventarlo davvero”. img_sigarette_elettroniche1

Il problema però è che alla resa dei conti, per adolescenti e giovani le e-cig potrebbero non essere così innocue come sembrano. Come sottolinea Roberta Pacifici, Responsabile dell’Osservatorio fumo dell’Istituto Superiore di Sanità, “che davvero facciano lentamente scivolare lungo la china del fumo tradizionale è ancora da dimostrare definitivamente, ma è indubbio che possono creare dipendenza. E questo non vale solo per quelle che contengono nicotina, ma per tutte, perchè a dare dipendenza è anche la ritualità del gesto compiuto per svapare, così simile a quello compiuto per fumare”.

A cura della dott.ssa Cinzia Lusa (del Servizio Serd Ulss di Feltre)

L’avventura del tabacco ha inizio con la scoperta dell’America: la pianta, una solanacea sconosciuta in Europa, era diffusa in America dove gli indigeni ne fumavano e masticavano le foglie. Il fumare la foglia di tabacco non era solo una personale abitudine, ma rientrava sovente nel rituale di ogni riunione civile e religiosa di quei popoli. La parola “tabacos” era il termine che gli indigeni usavano per indicare l’erba secca che, arrotolata e bruciata, poteva essere aspirata.

Il tabacco ben presto cominciò a diffondersi in Europa, accompagnato dalla fama di possedere notevoli virtù terapeutiche. Nel 1560 Jean Nicot, ambasciatore francese a Lisbona, lo fece conoscere alla Corte di Francia, portandolo come omaggio alla Regina Caterina de’ Medici; in Italia fu introdotto nel 1579 dai Cardinali Santa Croce e Tornabuoni e inizialmente l’abitudine al fumo si diffuse molto anche tra i religiosi. Ma già agli inizi del 1600 l’atteggiamento nei confronti di questa abitudine cambiò e si passò ad una violenta persecuzione; in molti paesi vennero introdotti divieti e i trasgressori severamente puniti.

La stessa Chiesa, inizialmente tollerante, nel 1642 decretò la scomunica per i fumatori. Ma nonostante le proibizioni, il tabacco continuò ad essere utilizzato e talmente era diffuso che divenne impossibile applicare le sanzioni, tant’è che le misure repressive piano piano vennero abrogate o sostituite da forme di tassazione. Nel 1725 Papa Benedetto XIII, pure lui amante del tabacco, annullò la scomunica per i fumatori.

L’uso del tabacco si diffuse in tutti gli strati sociali, dal popolo all’aristocrazia, prima come tabacco da fiuto, poi sottoforma di tabacco da pipa o da sigaro.

La prima sigaretta di fabbricazione industriale venne realizzata in Francia nel 1843. Ciò favorì la diffusione dell’abitudine al fumo, che vide la sua massima espansione nei paesi industrializzati nel periodo tra le due guerre mondiali.

fumo

E’ solo a partire dai primi anni ’50 che cominciano i primi studi sulla pericolosità del fumo, ma ci vorranno almeno altri 40 anni perchè venga provata senza ombra di dubbio la responsabilità diretta del fumo nella genesi di alcuni tumori e di altre gravi patologie.

L’OMS definisce il fumo di tabacco la prima causa di morte facilmente evitabile ed è un importante fattore di rischio per molte malattie.

La gravità dei danni fisici dovuti all’esposizione al fumo di tabacco è direttamente proporzionale all’entità complessiva del suo abuso. Più precisamente sono determinanti: l’età di inizio, il numero di sigarette giornaliere fumate, il numero di anni di fumo, l’inalazione più o meno profonda del fumo.

Non dimentichiamo, inoltre, che l’abitudine al fumo crea dipendenza e se iniziare a fumare è facile non lo è altrettanto smettere.

Nonostante la diminuzione del numero di fumatori nei paesi industrializzati, resta preoccupante la percentuale di fumatori giovani. In tutto il mondo, in base ai dati dell’OMS, ogni giorno tra gli 80.000 e i 100.000 giovani iniziano a fumare ed è proprio l’Europa che ha la prevalenza più alta di uso del tabacco tra i ragazzi, in particolare tra le femmine.

In Italia il numero di fumatori in generale nel 2015 è di circa 10,9 milioni, che rappresenta il 20,8% della popolazione; 6,3% milioni sono uomini e 4,6% milioni sono donne. L’analisi della prevalenza del fumo di sigaretta tra gli uomini e le donne di varia età mostra che la parcentuale di fumatori è ancora superiore a quella delle fumatrici in tutte le fasce di età.

Si inizia a fumare mediamente a 17,9 anni con un gap tra uomini e donne di due anni circa (17 anni gli uomini e 19,1 le donne). Circa il 73% dei fumatori ha iniziato a fumare tra i 15 ed i 20 anni e il 12,9%anche prima dei 15 anni. La motivazione principale all’iniziazione al fumo di sigaretta rimane, costantemente nel tempo, l’influenza del gruppo dei pari. Rispetto alla tipologia di prodotti del tabacco acquistati si osserva una conferma, rispetto al 2014, della percentuale di fumatori che scelgono le sigarette fatte a mano (17%), i cui principali consumatori sono i giovani maschi fino ai 25 anni.

 

 

dipendenza

Diventare dipendenti da una sostanza tossica non è un evento che accade da un momento all’altro. All’inizio si beve, si fuma, si usano sostanze stupefacenti perché dà piacere e perchè si ha voglia di trasgredire. Ma quando si inizia a sentirsi troppo legati a tali sostanze il piacere diminuisce e il rischio aumenta: si inizia a credere di aver bisogno di assumerle per stare bene o meglio. E’ quindi una situazione che sopraggiunge un po’ alla volta, senza che ce ne accorgiamo.

Le sostanze stupefacenti non sono necessarie per la vita, non sono necessarie per un sano e normale sviluppo della persona (anzi!), né aiutano a divertirsi di più. Il loro consumo diventa uno stile di vita e nel tempo possono provocare dipendenza.

Chi usa sostanze stupefacenti diviene vittima di una doppia dipendenza:

  1. dipendenza fisica legata alla presenza di sintomi di astinenza a livello fisico, se non si assume la sostanza
  2. dipendenza psichica, che è una dipendenza più complessa, legata ad un piacere dal quale è difficile rendersi autonomi ed in particolare all’abitudine di compiere le stesse azioni per un lungo periodo di tempo, arrivando persino ad impostare la propria vita in funzione delle sostanze.

Ognuno può scegliere il proprio stile di vita: libero, drug free, sano, dipendente, nella consapevolezza però che le scelte personali ricadono e/o influiscono sullo stile di vita e quindi sul benessere presente e futuro anche dei propri familiari e delle persone che ci stanno vicino.

Meditate giovani, meditate…

a cura di: dott.ssa Cinzia Lusa (Educatrice Professionale Serd ULSS 2 Feltre)

 

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