Articoli marcati con tag ‘esclusione sociale’

hikikomori3Vi parliamo oggi di una nuova sindrome, che nasce in Giappone ma che inizia gradualmente a diffondersi anche in Europa e America: l’HIKIKOMORI.

Hikikomori, letteralmente “stare in disparte, isolarsi”, (dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) è un termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. Tali scelte sono causate da fattori personali e sociali di varia natura. Tra questi la particolarità del contesto familiare in Giappone, in particolare per la grande pressione della società giapponese verso l’auto-realizzazione e il successo personale cui l’individuo viene sottoposto fin dall’adolescenza. Infatti, nella maggior parte dei casi, chi soffre di questa sindrome, ha un’età compresa tra i 19 e i 27 anni e, per oltre il 90% dei casi, è di sesso maschile e di estrazione sociale solitamente medio-alta.

Può essere considerato come una volontaria esclusione sociale: adolescenti che vivono reclusi nella loro casa o nella loro stanza quasi senza contatto con l’esterno, né con i familiari, né con gli amici. A volte chiedono che il cibo gli sia lasciato dinanzi alla porta e consumano i pasti all’interno della propria stanza.

Il ritiro dalla società avviene gradualmente: i ragazzi spesso iniziano rifiutandosi di andare a scuola, in alcuni casi non riescono a immaginare se stessi adulti o hanno l’impressione di non crescere, possono apparire infelici, perdere le amicizie, la sicurezza e la fiducia in se stessi, con un aumento dell’aggressività verso i loro genitori.
Il governo del Giappone utilizza il termine hikikomori per coloro che si rifiutano di lasciare le proprie abitazioni e lì si isolano per un periodo superiore ai sei mesi.

hikikomori

Le caratteristiche della sindrome sono:

  • ritiro sociale, incomunicabilità e isolamento totale da almeno sei mesi: rifiuto delle amicizie, delle attività ludiche (sport e socialità in genere), incapacità di relazionarsi in maniera spontanea, allontanamento dalla vita reale e conseguente fuga nel virtuale;
  • fobia scolare precedente e abbandono della scuola;
  • ritiro dalle attività lavorative;
  • possibile presenza di sintomi legati all’ Internet Addiction Disorder;
  • possibile inversione dei ritmi circadiani: spesso svegli l’intera notte, dormono di giorno;
  • Negli adolescenti affetti da questa psicopatologia la capacità di apprendimento non risulta significativamente alterata: mediamente sono in grado di giungere a profitti scolastici sufficienti
  • pigrizia e lentezza nello svolgere le attività quotidiane, “non aver voglia di far niente”

Per quanto riguarda internet, esso si configura spesso come una contraddizione in termini: la persona rifiuta i rapporti personali fisici, mentre con la mediazione della rete può addirittura passare la maggior parte del suo tempo intrattenendo relazioni sociali di vario tipo (dalle chat fino ai videogiochi online). Non tutti impiegano il loro tempo su internet ma, quando succede, il tempo di permanenza davanti al computer arriva fino a 10-12 ore giornaliere. Chi non utilizza questo mezzo, spesso passa il proprio tempo leggendo libri, girovagando all’interno della propria stanza o semplicemente oziando, incapaci di cercare lavoro o frequentare la scuola.

In ogni caso, la mancanza di contatto sociale e la prolungata solitudine hanno effetti profondi sulla persona, che gradualmente perde le competenze sociali, i riferimenti comportamentali e le abilità comunicative per interagire con il mondo esterno, fino ad arrivare ad uno stato di apatia.

hikikomori 2Inoltre, l’isolamento autoindotto, può comportare antropofobia (cioè la paura degli altri studenti, delle persone anziane o di non poter prendere l’autobus o il treno etc.), automisofobia (paura di essere sporchi), paranoia, manie di persecuzione, disturbi ossessivo-compulsivi, depressione, agorafobia (la paura degli spazi aperti), e comportamento regressivo (come un ragazzo più piccolo).
Se non curato il disturbo comporta la perdita di anni scolastici, del lavoro o della possibilità di costruire una vita autonoma dalla famiglia.
Il fenomeno, già presente in Giappone dalla seconda metà degli anni ottanta, ha incominciato a diffondersi negli anni duemila anche negli Stati Uniti e in Europa.
In Italia si stima che un individuo ogni 250 sia soggetto a comportamenti a rischio di reclusione sociale, con una cinquantina di casi dichiarati e presi in carico. Nel 2013, secondo la Società Italiana di Psichiatria, circa 3 milioni di italiani tra i 15 e i 40 anni soffrivano di questa patologia.

Tuttavia il disturbo è spesso associato e confuso con la cultura “nerd” e “geek”, o più frequentemente con una “semplice” dipendenza da internet (le cui stime parlano di 240 000 adolescenti italiani che trascorrono più di tre ore al giorno tra Internet e videogiochi), limitando il fenomeno a una conseguenza del progresso della società e non a una chiara scelta volontaria del soggetto.

Si tratta quindi di una sindrome da approfondire e riteniamo importante diffonderne la conoscenza.

Per maggiori informazioni potete trovarci il giovedì pomeriggio, gratuitamente e senza appuntamento dalle 14.00 alle 16.00 oppure potete contattarci telefonicamente allo 0439-883170 chiedendo di parlare con un operatore del Consultorio Giovani o inviando una mail a nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net.

 

Cerca
Ultimi aggiornamenti
Contatti

Consultorio Giovani Feltre

Orari:
Accesso libero il giovedì dalle 14.00 alle 16.00

Indirizzo:
Viale G. Marconi, 7 Feltre - tel. 0439 883170

Per informazioni
nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

Visite
Visite odierne: 126
Visitie totali: 47991
Blogroll