Articoli marcati con tag ‘HIV’

Siamo giunti ormai al termine dell’anno scolastico 2018-2019. I peer che si sono preparati sul tema Hiv-Aids hano iniziato a fare le loro entrate in classe all’interno del Consultorio Giovani dell’Aulss di Feltre.  A voi alcune immagini dei Peer durante il loro lavoro. 

Prime entrateIMG-20190508-WA0023 in classe Peer  Scuola Dal Piaz. IMG-20190508-WA0021

 

 

 

 

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Anche quest’anno alcuni ragazzi delle classi terze delle scuole superiori del territorio feltrino, si stanno preparando, attraverso una formazione fatta con operatori di vari servizi, per fare Peer Education, ossia educazione tra pari,dove  attraverso  un linguaggio comune, i Peer passano ai loro  compagni  conoscenze ed emozioni  su argomenti di loro interesse.

Le tematiche scelte sono:

  • ALCOOL E GUIDA
  • BULLISMO
  • DIPENDENZE
  • DIVERSITA
  • HIV-AIDS
  • VIOLENZA DI GENERE

Numerose sono gli istituti secondari di secondo grado coinvolti nel progetto : Liceo Dal Piaz, ITI-Negrelli, Rizzarda, Colotti, Istituto Agrario, Enaip.

La formazione è iniziata nel mese di novembre e terminerà nel mese di maggio con le entrate in classe dei nostri Peer e la giornata del Peer Day.

Buon Lavoro ragazzi!!!!

 

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Oggi si festeggia la giornata mondiale della lotta contro l’AIDS.

I ragazzi Peer delle scuole ENAIP, ITS-NEGRELLI, CANOSSIANE, DAL PIAZ che si stanno formando sull’argomento presso il Consultorio Giovani dell’Ulss1 dolomiti, distretto di Feltre, hanno realizzato dei cartelloni che verranno appesi oggi nelle loro scuole per sensibilizzare i loro compagni. Il fiocco rosso che useranno i ragazzi Peer,  é il simbolo internazionale che é stato scelto dall’artista americano  Red Ribbon. 

La Red Ribbon Foundation descrive così il significato del nastro rosso:

« Il Nastro Rosso è il simbolo mondiale della solidarietà agli HIV-positivi e ai malati di AIDS, e unisce le persone nella comune lotta contro questa malattia.

Il Nastro Rosso è…
Rosso, come lamore, per essere simbolo di passione e tolleranza verso chi è colpito.

Rosso, come il sangue, per rappresentare il dolore causato dalla morte di tante persone per l’AIDS.
Rosso, come la rabbia per il come siamo indifesi nell’affrontare una malattia per la quale non c’è ancora possibilità di cura.
Rosso come segno di avvertimento da non ignorare uno dei più grandi problemi del nostro tempo. »

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regole_rapporto_di_coppia-300x225riflessioni di un sedicenne
Sant’Agostino, noto per aver scritto “Le confessioni” in cui racconta la conversione della sua vita, avvenuta soprattutto grazie alle preghiere  della madre, afferma: ”Ama e fa quello che vuoi”. Se mi guardo attorno noto che molti stanno vivendo alla lettera quanto il Santo ci ha invitato a fare. Ma forse ci stiamo o ci stanno prendendo in giro. Ci dicono che l’amore è bello finché dura, ci dicono che l’amore è bello farlo anche in tre, ci dicono che l’amore è bene farlo con il preservativo, ci dicono che l’amore è una cosa da grandi, ci dicono che…

Più che ascoltare che cosa ci dicono mi soffermo a pensare al significato vero e proprio della parola “amore”. Potrei dire che amore significa Nicoletta e Gianni che sono mia madre e mio padre, che da trent’anni sono ancora dentro a casa mia e dormono nello stesso letto. E’ difficile trovare esempi di tal genere in questo tempo che ti dice che l’amore è bello finché dura e quindi quello stabile e duraturo porta noia. Magari è bello farlo una volta con Carla, una con Francesca, una con Maria e una volta con Claudia.
Magari loro dicono che sei un grande amante, che ci sai fare e quindi è bello cambiare partner senza tanto pensarci. Forse non sanno che a casa mia amare significa Nicoletta e Gianni. Sono stato a “Casa Santa Chiara” dove muoiono giovani e non solo, uccisi da una delle malattie dell’amore, strano perché amore non dovrebbe significare morte, che non è il crepacuore o lo strazio di amare, ma l’AIDS. Forse è proprio dentro quella casa che tante persone vivono l’esperienza più grande dell’amore che è l’essere accolti per quello che sono con la loro storia, con i loro pregi e con i loro difetti e sono accompagnati fino a quel passaggio che non ha ritorno, quello che per la mia fede è il ritorno alla casa del Padre. Stiamo facendo quello che vogliamo, ma non sappiamo ancora che cos’è l’amore, quello vero che riempie l’animo di gioia. Ho provato a dirlo, spero di riuscire a viverlo.
SIMONE, 16 anni (Liceo Galilei di Dolo – Venezia)
Tratto da “Manuale pratico per operatori conduttori di moduli in classe”
a cura di Dr Fabrizio Guaita ULSS 3 Serenissima

Copyright 2011 Regione Veneto

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Per informazioni
nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

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