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contraccezioneEstate, tempo di vacanza e di spensieratezza.

Viste le numerose richieste abbiamo pensato di riproporre un articolo sulla pillola, spiegando che cosa contiene, come agisce e come si usa, con alcune avvertenze pratiche.

La pillola contiene due ormoni di sintesi (estrogeni e progestinici) sotto forma di compresse.

Come agisce:

  • Blocca l’ovulazione
  • modifica la consistenza del muco prodotto all’interno del canale cervicale (che dà accesso all’utero) rendendolo impenetrabile agli spermatozoi
  • modifica la mucosa dell’utero rendendola inadatta a una gravidanza.

Come si usa:

  • Deve essere presa tutti i giorni, per 21 o 28 giorni in base alla tipologia di pillola
  • é preferibile assumerla la sera o la mattina sempre nello stesso momento della giornata. Se la scatola è formata da 21 pillole, l’assunzione si interrompe poi per 7 giorni, e questo provoca un sanguinamento simile alle mestruazioni. Qualunque sia la durata del sanguinamento, dopo 7 giorni di interruzione si deve ricominciare l’assunzione della pillola. La pillola è efficace dal primo giorno, a condizione che sia  assunta quotidianamente e regolarmente
  • la pillola viene venduta su prescrizione medica in farmacia  in confezioni «calendario», che aiutano la donna a controllare l’assunzione quotidiana.

Se ci si dimentica di prendere la pillola:

  • E’ necessario che la pillola dimenticata venga assunta entro le 12 ore successive per garantire comunque l’efficacia contraccettiva. Se la dimenticanza è superiore c’è rischio di ovulazione e quindi di gravidanza. In questo caso è comunque preferibile assumere la pillola fino a consumare tutta la confezione utilizzando, in aggiunta, un altro metodo contraccettivo (profilattico)
  • se nelle 4 ore successive all’assunzione della pillola si ha vomito o diarrea è necessario assumere un’altra pillola da un’altra confezione
  • alcuni farmaci assunti contemporaneamente alla pillola ne riducono l’effetto contraccettivo; tra questi vi sono alcuni antibiotici, antiepilettici, alcuni sedativi ed antidolorifici. Per maggiori informazioni è bene rivolgersi al proprio medico
  • in previsione di un intervento chirurgico è necessario avvertire il medico dell’uso di questo contraccettivo.

Quando non si può usare:

  • Sospetto di gravidanza
  • malattie dell’apparato cardiocircolatorio (pressione alta, trombosi, embolie, flebiti)
  • é consigliabile inoltre non fumare.

Indicazioni:

  • Eseguire un controllo ginecologico periodico
  • non protegge dalle malattie sessualmente trasmessibili

Una coppa mestruale è un tipo di barriera che indossato all’interno della vagina durante la mestruazione ne raccoglie il flusso. A differenza di metodi più noti, come il tampone o l’assorbente, la coppetta non assorbe il flusso mestruale, né lo cattura fuori dal corpo ma lo raccoglie fino al suo svotamento.
La coppetta mestruale è…
Comoda: Realizzata solitamente in gomma, latex o morbido silicone per uso medicale, è così comoda da non sentirla. Puoi scegliere tra due dimensioni, le quali si adeguano alla conformazione della tua vagina. Mentre i tamponi assorbono il 35% dell’umidità vaginale, la coppetta mestruale non ti causerà secchezza né lascerà tracce di fibre. Abituarsi ad un uso corretto richiede al max qualche mese ma poi la cosa risulterà facile e intuitiva.
Pratica: E’ sempre pronta. Nessuna corsa in negozio all’ultimo minuto, nessun accumulo di assorbenti o tamponi con diverso grado di assorbenza. La coppetta mestruale ti libera dal dover gettare prodotti usati o portarti dietro ingombranti scorte (sia che siano nascosti nella tua manica mentre vai in bagno o che occupino posto in valigia quando viaggi). Inoltre, può essere utilizzata in qualsiasi momento del ciclo mestruale.
Affidabile: Con una capienza tripla rispetto a un tampone normale, la coppetta mestruale ti garantisce una protezione più duratura nei giorni di flusso abbondante. E non essendo assorbente, non provocherà secchezza nei giorni di ciclo leggero.
Risparmio: Hai bisogno di una sola coppetta mestruale, che può durare per molti anni ma che si ripaga dopo sei-otto mesi; da quel momento stai risparmiando la spesa mensile in prodotti di protezione igienica.
Delicata: In commercio se ne trovano prive di lattice, ipoallergeniche e senza coloranti, profumi, BPA, ftalati, plastica, candeggine o tossine, la coppetta mestruale è ideale se hai la pelle sensibile o soffri di allergie.

coppetta mestruale

CONSIGLI PER L’USO:
– Lava sempre le mani, come faresti quando rimuovi i tamponi, prima di inserire e rimuovere la tua coppetta mestruale.
– Piegare a C
– Inserire: Apri le grandi labbra e inserisci la coppetta nella vagina fino a che il corpo della coppa ed il tronco-da-presa sono completamente all’interno. La coppa riusabile tende a posizionarsi correttamente da sola, e non necessita di essere collocata.
– Rimuovere e vuotare: Ogni 4-8 ore on le mani pulite, schiaccia delicatamente la parte inferiore della coppetta per togliere aderenza e far scivolare fuori la coppetta. Successivamente puoi vuotare il contenuto nella toilette.
– Sciacquare con acqua o pulire con un fazzoletto di carta e piegare inserire nuovamente.

COME FUNZIONA UN ABORTO, COSA SUCCEDE DOPO UN ABORTO, QUANDO TORNA IL CICLO, COME ABORTIVANO LE DONNE UNA VOLTA

 

Per aborto si intende l’ interruzione di una gravidanza prima dei 6 mesi.

Un aborto può essere  spontaneo, cioè naturale, o provocato per volontà della donna.

In genere un aborto spontaneo si manifesta con perdite di sangue e dolori addominali in una donna che ha iniziato una gravidanza. Può essere dovuto a molte cause spesso non diagnosticabili ( malattie del bambino, malattie della mamma, anomalie dell’utero, sforzi eccessivi, traumi sulla pancia); generalmente, se succede  nelle prime settimane, può avvenire anche perchè l’ovulo fecondato non è riuscito ad annidarsi nella mucosa dell’utero (il tessuto interno dell’utero che è preparato proprio per accoglierlo), dal quale dovrebbe ricevere il nutrimento per moltiplicarsi e crescere.

L’ aborto volontario invece segue le procedure della legge dello stato sull ‘ interruzione volontaria di gravidanza (IVG) , legge n. 194 del 22-05-1978.  Questa prevede che la donna possa chiederla, se si trova entro i primi 90 giorni  (circa 3 mesi di gravidanza).

La donna che intende chiedere l’interruzione volontaria di gravidanza deve recarsi presso qualunque medico di sua fiducia ( medico di famiglia, medico del Consultorio) che, appurato con un’ecografia,  la donna è entro i primi 90 giorni di gravidanza, redige l’attestato di volontà della donna a interrompere la gravidanza. L’attestato va firmato quindi  anche dalla paziente. In caso di minorenni, serve la firma di entrambi i genitori, che verranno contattati dagli operatori e potranno avere una consulenza sia medica che psicologica.  Se non si ottiene il consenso di entrambi i genitori, il medico  contatta il Tribunale dei Minori che nomina un Giudice Tutelare che può  firmare la richiesta al posto dei genitori, assumendosi  lui la responsabilità.

Dalla data del certificato devono trascorrere altri  7 giorni per effettuare ( in ospedale)  l’ intervento. Bisogna prendere l’appuntamento con l’ospedale per trovare il posto non appena si ha in mano il certificato.

L’intervento consiste in un ricovero di qualche ora, si fa in anestesia totale nelle minorenni, locale nelle maggiorenni e consiste nell’aspirazione della gravidanza inserendo un tubo aspiratore nel collo dell’ utero e facendo un raschiamento cioè una pulizia completa con un cucchiaio della cavità uterina.

Esisite anche una pillola abortiva che si può prendere, sempre in ospedale, se una ragazza è in gravidanza da meno di 7 settimane , prevede un ricovero di 3 giorni e riesce nel 50 per cento dei casi a far venire l’espulsione della gravidanza,

Subito dopo l’intervento, che si esegue in entrambi i casi (Ab.spontaneo e IVG), si hanno perdite di sangue per 7-10 giorni e il ciclo torna dopo circa 1 mese generalmente con le stesse caratteristiche di prima.

L’aborto spontaneo, una volta, avveniva  senza l’intervento di personale sanitario presso il domicilio delle donne e a volte la perdita di sangue era così ingente da portare problemi molto seri fino anche alla morte della paziente

Le donne che volevano abortire una volta, lo facevano clandestinamente per opera delle cosiddette “ mammane “ ( che usavano ferri che introducevano nella cavità uterina provocando infezioni e traumi spesso mortali), oppure trovavano medici compiacenti che le aiutavano.

Grazie alla legge 194 questo non si verifica più.

Dopo il terzo mese di gravidanza ( 90 giorni) non è più possibile abortire secondo la legge n. 194 ma solo se ci sono gravi problemi del bambino e se la donna, per questo, non se la sente per motivi psicologici di portare avanti la gravidanza.Però dopo il 5 mese non è più possibile abortire in Italia neanche per questo motivo e la donna si deve recare all’estero dove, in certi paesi, è possibile abortire fino al 9 mese.

 

 

 

amenorrea

Nei primi 2-3 anni dalla comparsa del menarca (cioè la prima perdita di sangue dai genitali), sono molto comuni le irregolarità; il ciclo mestruale è tutto il periodo che va dall’inizio di una mestruazione all’inizio della successiva. La mestruazione (cioè la perdita di sangue) può arrivare con una frequenza diversa, può durare dai tre ai cinque giorni e la quantità del flusso sanguigno può essere molto abbondante o scarsa.

Si definisce amenorrea l’assenza del flusso mestruale.

In alcuni periodi della vita di una donna la mancanza del flusso mestruale può essere definita fisiologica, in particolare prima della pubertà, dopo la menopausa, durante la gravidanza e, per un periodo più o meno lungo, durante l’allattamento.

L’amenorrea può essere distinta in una forma primaria, caratterizzata dalla mancata comparsa dei flussi mestruali dopo l’età di 14 anni e dall’assenza dei caratteri sessuali secondari (cioè lo sviluppo del seno, la comparsa della peluria sui genitali e alle ascelle ed altri) o dalla mancata comparsa dei flussi mestruali dopo l’età di 16 anni in presenza dei caratteri sessuali secondari.

C’è poi la forma secondaria caratterizzata dalla mancanza del flusso mestruale dopo 3 cicli mestruali o dopo 6 mesi in una ragazza già mestruata .

Le cause di amenorrea primaria e secondaria sono numerose e alcune volte le condizioni patologiche che causano l’una o l’altra forma possono essere del tutto sovrapponibili o simili.

L’amenorrea primaria è causata nel 60% dei casi da malformazioni congenite degli organi genitali, nel 40% dei casi è invece dovuta ad alterazioni dell’assetto ormonale o genetico (pubertà ritardata).

Per avere una diagnosi accurata, le adolescenti con amenorrea devono rivolgersi al ginecologo che eseguirà un’accurata raccolta della storia clinica ed un attento esame obiettivo.

Una particolare attenzione dovrà essere rivolta a: tempi e modalità di comparsa dell’amenorrea, eventuali variazioni di peso, tipo di alimentazione, svolgimento di attività fisica ed entità dello svolgimento, aumento della peluria, presenza di dolori alla pancia (possibile espressione di raccolta di sangue nell’utero,per impervietà delle vie genitali) , presenza di secrezioni lattee dal seno, assunzione di farmaci, presenza di motivi di stress.

Potranno essere poste domande riguardanti l’attività sessuale dell’adolescente; è necessario infatti sempre considerare la possibilità di una gravidanza.

Durante la valutazione clinica è importante effettuare dapprima una valutazione auxologia completa, con valutazione della curva di accrescimento della statura (sospetto di ritardo costituzionale di crescita), del peso (aumento del BMI) e dello stadio puberale. Un aumento del BMI unitamente al reperto obiettivo di irsutismo ed acne potrebbe indurre il sospetto di PCOS.

Importante inoltre l’esame senologico, per escludere la presenza di galattorrea.

La visita ginecologica può fornire indicazioni utili in caso di malformazioni dell’apparato genitale .

Potranno essere prescritti degli esami del sangue.

Il risultato di tali indagini confermerà o meno il sospetto diagnostico e guiderà nella scelta di ulteriori approfondimenti laboratoristici-strumentali, dove necessari.

La terapia dell’adolescente con amenorrea prevede la cura dei fattori causali, che talvolta può basarsi semplicemente su modificazioni dello stile di vita (riduzione del peso, rimozione di situazioni stressanti, etc…) associate all’impiego di terapie ormonali (estrogeni, progestinici), altre volte può richiedere intervento chirurgico.

E’ importante una prima valutazione dal ginecologo dopo il primo flusso mestruale anche per avere la possibilità di porre domande e di conoscere di più in modo corretto la fisiologia del proprio corpo.

 

bambini che crescono

Nell’anno scolastico 2013-2014 le operatrici del Consultorio Giovani dell’Ulss di Feltre  hanno svolto nelle scuole primarie del territorio dell’ULSS 2 di Feltre un progetto di Educazione alla Sessualità “Maschio e Femmina: la sessualità che bella scoperta”,  dove sono stati coinvolti bambine/i delle classi quinte. Al termine degli incontri è stato chiesto ai bambini di scrivere le loro impressioni su quanto è stato fatto. Riportiamo alcuni commenti.

“All’inizio ho provato un po’ paura, ma dopo aver passato alcune giornate con le operatrici quasi tutte le mie paure sono passate. Mi è sembrato interessante perchè ho imparato cose nuove”.

” Questo lavoro è stato interessante perchè mi ha fatto capire cosa mi succederà, è stato anche divertente, mi è piaciuto molto.”

“E’ stata un’esperienza molto educativa e divertente. Mi sono divertita a fare i cartelloni ed a imparare cose importanti sull’uomo e sulla donna. E’ stato molto bello parlarte seriamente fra donne su cose varie, ho capito molte cose e mi sono rassicurata. Abbiamo espresso i nostri commenti sul nostro corpo e sul nostro futuro. Grazie di averci fatto imparare tutte queste cose e di essere venute fra noi.”

“E’ stato interessante perchè ho imparato a nominare le parti del corpo correttamente. Mi sono divertito al primo incontro con il gioco di Dama e Cavalieri. Abbiamo lavorato in gruppi e mi sono divertito. E’ stato interessante imparare argomenti nuovi e intimi”.

“Questa attività è stata interessante perchè ho imparato tante cose che non sapevo neanche il significato. Ho capito cosa sono le mestruazioni…..”

” E’ stato bello imparare cose nuove e affrontare nuovi argomenti. Il gioco iniziale è stato molto bello. Forse è durato poco. Mettere a confronto i due lavori dei cartelloni è molto significativo. Abbiamo conosciuto meglio alcune esperienze dell’uomo. Poi i maschi hanno parlato molto accuratamente. ..”

 

Siamo al termine della pubblicazione delle domande segrete fatte dai ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di primo grado di Pedavena. Queste domande che ci sono pervenute all’interno del progetto “Amore&Sesso:che scoperta megagalattica”. Noi operatori del Consultorio Giovani ringraziamo tutti i ragazzi che abbiamo incontrato nelle classi per l’attiva partecipazione e con l’occasione auguriamo  a tutti gli studenti Buone VACANZE!!!!!!

TRA L’ANELLO E LA SPIRALE QUAL’E’ L’ANTICONCEZIONALE PIU’ SICURO? E PERCHE’?

L’anello è un dispositivo che viene inserito in vagina e rilascia ormoni esattamente come la pillola, quindi ha lo stesso indice di sicurezza della pillola. La spirale, che è un contraccettivo meccanico, va inserita in utero da un medico, e può essere di due tipi:

– spirale meccanica che ha la funzione di rendere inospitale l’ambiente dell’utero impedendo l’annidamento dell’ovulo fecondato; inoltre rende meno attivi gli spermatozoi. Ha un’indice di sicurezza inferiore alla pillola

– spirale medicata che rilascia un ormone che agisce sulla mucosa dell’utero (endometrio) impedendo l’annidamento dell’ovulo fecondato e creando un ambiente inospitale. Ha un indice di sicurezza identico a quello della pillola, ma è un metodo anticoncezionale riservato alle donne che hanno generalmente già avuto un figlio.

I PRESERVATIVI SONO BIODEGRADABILI? QUAL’E’ LA MARCA MIGLIORE DEI PRESERVATIVI? IL PRESERVATIVO GLOW AND DARK E’ UNA LEGGENDA? ESISTONO I PRESERVATIVI FLUO CHE SI ILLUMINANO AL BUIO?

No, i preservativi non sono biodegradabili. Una volta usato, il preservativo va annodato e buttato nel secco. In commercio esistono tipi diversi di preservativi per consistenza e per carattersitiche, allo scopo di soddisfare i bisogni e i gusti di chi li usa. Tra questi ci sono anche i glow and dark cioè i preservativi che si illuminano al buio. Al di là della marca e del tipo, la cosa importante è pensare all’utilità del preservativo che è quella di prevenire  gravidanze indesiderate e la trasmissione di malattie sessualmente trasmesse. A tal fine, qualsiasi tipo voi  scegliate,  è importante usarlo correttamente.

LE FEMMINE SI MASTURBANO PIU’ O MENO DEGLI UOMINI? E’ PIU’ SANO USARE IL VIBRATORE O E’ PIU’ SANA LA MASTURBAZIONE MANUALE? FA MALE MASTURBARSI MOLTO?

La masturbazione è volta a conoscere e ad esplorare le zone erogene del proprio corpo, cioè quelle zone che provocano piacere ed ha una funzione “preparatoria” e non sostitutiva   rispetto ad una relazione sessuale; l’attività masturbatoria dunque, un tempo considerata causa di vari tipi di danno (fisico e mentale),  non “fa male” ma se praticata come unica attività sessuale può portare ad una sorta di ritiro in se stessi invece di essere una fase che precede l’incontro sessuale con l’altro. Con l’aumento dei rapporti sessuli completi l’attività masturbatoria dovrebbe diminuire. Non c’è una modalità più o meno “sana” rispetto l’uso o meno di strumenti specifici, è una questione soggettiva. L’importante è che questi eventuali strumenti vengano utilizzati correttamente, per non provocare lesioni.

Per le ragazze il rapporto tra eccitazione sessuale e desiderio di arrivare all’orgasmo è molto meno diretto rispetto ai maschi; questo non significa che le donne non lo desiderino meno rispetto agli uomini.

Pare che  tra gli uomini la masturbazione diminuisca con l’età, tra le donne, invece, continui ad aumentare fino a raggiungere il suo culmine tra i 40 e i 50 anni.

PERCHE’ UNA COL CICLO E’ SEMPRE “INCAZZATA”  CON TUTTI?

Prima di rispondere alla domanda è necessario specificare la differenza fra mestruazioni e ciclo mestruale. Il ciclo ha una durata di 28 giorni ed è caratterizzato da diverse fasi; le mestruazioni durano solitamente 5/7 giorni e corrispondono alla perdita di sangue dai genitali. Nei giorni precedenti alla mestruazioni è possibile riscontrare un malessere fisico generale (senso di gonfiore, mal di testa, ritenzione idrica…). Gli ormoni hanno anche un’azione a livello psicologico creando sbalzi di umore e un disagio psichico generale (stanchezza, depressione,  tristezza, nervosismo, a volte anche voglia di piangere). Questa sintomatologia è definita sindrome premestruale. Durante le mestruazioni alcuni di questi sintomi possono essere ancora presenti nella donna e a questi si può aggiungere anche il dolore fisico. Per tale motivo essendo la donna in questo periodo in una condizione di maggiore fragilità fisica ed emotiva può rispondere agli altri a volte in modo più aggressivo.

Concludiamo con le domande segrete fatte dai ragazzi della scuola media Rocca.

Ma le mestruazioni vengono a tutte le donne? E, se non vengono, che conseguenze si possono avere?      

Si, fisiologicamente le mestruazioni devono venire a tutte le donne a partire, in media, dai 12 /18 anni.

L’amenorrea (mancanza delle mestruazioni) è una patologia che richiede l’intervento di un medico ginecologo che studia il funzionamento delle ghiandole ipofisi e ipotalamo e degli organi dell’apparato riproduttivo. L’organismo femminile è caratterizzato dalla ciclicità (ciclo mestruale  di circa 28 giorni).

Quali conseguenze?

1) può non avvenire la maturazione dell’ovulo e quindi manca la possibilità di iniziare una gravidanza.

2) può esserci ritenzione idrica (gonfiore alla pancia)

3) può esserci maggiore irritabilità e fatica a dormire.

Quali sono i sintomi per sapere se si è incinta?

Il primo sintomo è l’assenza della mestruazione, il seno si gonfia per effetto degli estrogeni, la pressione sanguigna si abbassa. Può cambiare la sensibilità  agli odori e ai sapori provocando nausea e a volte vomito.

Se si rimane incinta a 40 anni superati, quali sono i problemi ed i rischi?

Oltre i 40 anni il corpo e la mente sono meno disponibili ai cambiamenti cui sono sottoposti. Ciononostante, non si è riscontrato un rischio fisico reale grazie alle tecniche  sanitarie attraverso le quali è seguita la gravidanza. Si nota invece, in questi ultimi anni,  un aumento di gravidanze in donne over 40 che portano a termine la loro gravidanza senza particolari problemi.

 gravidanza

L’èquipe del Consultorio Giovani coglie l’occasione per augurare a tutti Buona Pasqua!!!!

Affrontiamo ora un argomento  che riguarda principalmente le ragazze, perchè pensiamo sia utile dare delle informazioni e chiarire alcuni dubbi sul tema del dolore ginecologico.

Ci sono diversi tipi di dolore ginecologico: il dolore mestruale, sessuale, addominale,  addomino pelvico dopo violenza;  cercheremo di descriverli in maniera semplice.

1- DOLORE MESTRUALE: si localizza soprattutto a livello del basso ventre, ma può riflettersi anche a livello dei reni e scendere verso l’inguine,  è normale che sia presente il primo e il secondo giorno dall’inizio delle mestruazioni. Diventa patologico quando interferisce con le normali attività quotidiane (assenza da scuola,  dolore non tollerabile).

Può essere normale anche a metà ciclo, durante l’ovulazione,  un dolore leggero simile a questo.

2- DOLORE SESSUALE (durante i rapporti): se si presenta all’inizio della penetrazione può essere un segno di infiammazione vaginale (vestibulite) o di contrazione involontaria del muscolo che circonda la vagina, anche dovuto ad una tensione psicologica.

Se si presenta alla penetrazione profonda può essere segno di infiammazione dell’endometrio (mucosa che ricopre la parte interna dell’utero) o di infiammazione pelvica (degli organi più interni) Questo tipo di dolore è in aumento per l’incremento attuale delle Malattie a Trasmissione Sessuale (Clamidya, Gonorrea, Trichomonas.)

Il dolore sessuale può presentarsi anche in forma di dolore (uretro- vescicale) alla minzione dopo i rapporti, questo si può trasformare in cistite e diventare cronica se non curata adeguatamente.

3- DOLORE ADDOMINALE:  Può essere dovuto a infiammazioni della parete intestinale (colon irritabile) o a intolleranze alimentari (Glutine, Lattosio ecc.)

4-DOLORE ADDOMINO-PELVICO DOPO VIOLENZA: la violenza può scatenare una Sindrome Post Traumatica con ansia, depressione, infiammazione generalizzata con conseguenze importanti. Oppure può, nel tempo, determinare una eccessiva contrazione dei muscoli attorno alla vagina e quindi dolori anche nei rapporti consensuali.

Cosa fare?

Se vi si presentano questi problemi o anche altre forme di dolore in zona addomino-pelvica (sotto l’ombelico) potete rivolgervi al proprio medico di fiducia o al  Consultorio Giovani, qui trovate operatori sanitari e dell’ambito sociale preparati per affrontare queste tematiche e a risolvere i vostri dubbi.

 dismenorrea

Il ciclo mestruale è un processo fisiologico che, a partire dalla prima mestruazione (menarca), accompagna la donna fino alla menopausa che avviene tra i 40/50 anni, e che corrisponde alla cessazione delle mestruazioni.

Per tutto il periodo fertile di una donna, dalla pubertà alla menopausa, circa ogni mese il corpo femminile si prepara ad un’eventuale gravidanza. Se questa non avviene, compare una nuova mestruazione.

Durante la prima parte del ciclo mestruale, l’endometrio si inspessisce per prepararsi ad accogliere l’ovulo fecondato e dare l’avvio a un’eventuale gravidanza.
In assenza di fecondazione, l’endometrio inizia a regredire, si stacca e viene espulso attraverso la vagina. Questo processo produce il sanguinamento che caratterizza la mestruazione.

Il ciclo mestruale ha una durata variabile tra i 21 e i 35 giorni, mediamente è di 28 giorni, ma nell’adolescente può essere spesso irregolare.

 

..ti capita nei giorni precedenti il ciclo mestruale di sentirti strana? Tesa? “Gonfia”?

Ti senti irritabile? Ansiosa? Chi ti sta accanto ha capito benissimo che potresti avere il ciclo mestruale?

Hai mal di testa o nausea? Se la risposta è sì , anche tu fai parte di un gruppo numeroso di ragazze che soffre della sindrome premestruale.

Che cos’è

Si tratta di uno stato di temporanea instabilità emotiva, a volte anche molto pronunciata, accompagnato da altri sintomi fisici. Colpisce molte donne in età fertile nei 5-10 giorni che precedono l’inizio ciclo mestruale.

Solitamente i sintomi svaniscono con l’arrivo delle mestruazioni e solo occasionalmente possono protrarsi anche per alcuni giorni successivi.

Cause

La sindrome premestruale è legata alla brusche variazioni dei livelli degli estrogeni e del progesterone che si verificano durante il ciclo mestruale. Tali ormoni sono coinvolti anche nelle risposte dell’organismo allo stress. In particolare, attraverso meccanismi ancora non perfettamente conosciuti, queste fluttuazioni ormonali interferiscono con il metabolismo di alcuni neurotrasmettitori cerebrali. Alle fluttuazioni ormonali è da imputare anche la transitoria ritenzione di liquidi e un leggero squilibrio elettrolitico nel sangue che si osservano durante il periodo.

Sintomi più comuni

L’intensità e la durata dei sintomi è estremamente variabile da donna a donna, ma a volte anche da ciclo a ciclo.Il sintomo maggiormente lamentato riguarda l’alterazione dell’umore, caratterizzato da irritabilità, nervosismo, crisi di pianto, insonnia, difficoltà di concentrazione e depressione. Non di rado sono presenti anche cefalea, vertigini e palpitazioni.La ritenzione idrica provoca un temporaneo aumento di peso e delle dimensioni del seno con un fastidioso senso di tensione. Anche gli arti, soprattutto le gambe e le caviglie, possono apparire gonfie.Frequenti sono anche le variazioni nell’appetito, un senso di gonfiore all’addome, stipsi e talora anche nausea e vomito.

Le cure

Nelle forme più leggere possono essere sufficienti alcune semplici misure, come l’integrazione con un complesso vitaminico B (e in particolare con la vitamina B6, necessaria alla sintesi di serotonina da parte dell’organismo), magnesio (utile contro la cefalea e i crampi addominali e muscolari) e una riduzione dell’assunzione di sale (per combattere la ritenzione idrica).Se i sintomi sono più marcati, si ricorre alla terapia ormonale, con l’assunzione di contraccettivi orali. Esistono formulazioni di contraccettivi appositamente studiate per combattere la sindrome premestruale che includono anche un leggero diuretico.Quando tra i sintomi c’è uno spiccato cambiamento dell’umore in senso depressivo possono anche essere prescritti farmaci antidepressivi serotoninergici (SSRI).Può essere utile anche un cambiamento degli stili di vita, cercando di fare regolare attività fisica, dormendo un numero di ore adeguato ed evitando cibi ricchi di glutammato, che ha un’azione eccitante sul sistema nevoso, favorendo l’irritabilità.

Quando consultare il ginecologo

Se il disturbo rischia di interferire con il proprio lavoro, le attività quotidiane o le relazioni familiari o sociali è bene rivolgersi al proprio medico o ginecologo.Può essere utile tenere per due o tre mesi un diario delle proprie variazioni d’umore, che può aiutare il medico a distinguere la sindrome premestruale da altri possibili disturbi dell’umore.

E’ possibile stare meglio ma soprattutto è importante parlarne con chi può aiutarci.

 

 

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