Articoli marcati con tag ‘moda’

Il post che vi presentiamo questa settimana riassume un articolo di Mariolina Ceriotti Migliarese  che tratta il tema del corpo delle donne, di come questo sia utilizzato, sfruttato e umiliato dalla televisione. Per capire di che cosa stiamo parlando, il consiglio è, come suggerisce l’autrice, di vedere il filmato su YouTube che s’intitola “Il corpo delle donne”, di Lorella Zanardi.

In poco più di venti minuti il filmato  mostra un sussegguirsi impietoso di immagini di donne tratte da alcuni dei più diffusi spettacoli televisivi; accostate così l’una all’altra e messe tutte in fila, queste immagini comunicano con forte impatto, la realtà di un quadro sconfortante e avvilente: volti contraffatti, seni gonfiati, glutei in primo piano, esibizione di corpi che ancheggiano, ammiccano, si offrono con aria compiacente, tra le risate di pubblico e conduttori.

DONNE E MASS MEDIA

Questa è dunque la rappresentazione della donna fatta dal mezzo televisivo, e tutti noi abbiamo finito per accettarla o subirla. Immagini di degrado e di umiliazione del corpo femminile, presentato come puro oggetto erotico; una donna che sembra andare incontro all’immaginario maschile più grezzo, rinunciando a porsi come “l’altra”, diversa dall’uomo, portatrice dei propri desideri e capace di stabilire con lui un rapporto di reciprocità.

Ma le immagini televisive sono lo specchio di un clima culturale: rappresentano  l’effetto di un diffuso modo di sentire, e insieme contribuiscono a diffonderlo rendendolo abituale. Così le ragazze sono sottoposte già da molto piccole a una costante pressione volta  a dare un peso spropositato a tutto ciò che è immagine e a collegare l’idea del successo femminile con quella della sua capacità seduttiva ed erotica. Sembra che piacere al maschio sia un obbligo.

Quando si manifesta la preadolescenza, femmine e maschi sono dunque già molto condizionati da questo modo di presentare il corpo, il sesso, la relazione, e il risveglio puberale che avviene agisce con forza in questo clima. In questa fase della vita si manifestano spesso nelle ragazze un forte senso di incertezza e di vulnerabilità: il desiderio di piacere e quello di sentirsi vista, apprezzata e riconosciuta hanno un peso centrale per colei che si affaccia alla vita, alla ricerca della propria identità.

Il mondo adulto spinge oggi a una precocizzazione sempre più spinta dell’esperienza sessuale, apiattita e semplice esperienza fisiologica. Coperti dall’indifferenza, se non dal consenso degli adulti, sempre più spesso i giovani maschi sono indotti a considerare del tutto legittimo chiedere alle loro compagne la soddisfazione delle proprie pulsioni sessuali emergenti, al di fuori di ogni valorizzazione simbolica e affettiva della sessualità, in forma puramente ludica. La capacità nell’uomo di controllare l’impulso sessuale e di sottoporlo al vaglio di una scelta responsabile appare oggi a molti una pretesa quasi innaturale.

Con sempre maggiore frequenza le ragazze a loro volta concedono sesso, ritenendolo ormai un modo “naturale” per avere in cambio la considerazione del maschio e la sensazione di essere per lui importanti e forse anche un pò amate; il desiderio sessuale dell’uomo nei loro confronti viene vissuto come una conferma del proprio potenziale seduttivo, e insieme come un punto debole sul quale far leva per ottenere in cambio una centralità nella sua vita. Spesso lo scambio sessuale avviene in un modo che non comporta per la ragazza alcun piacere sul piano fisico e ciò che ne ricava è solo l’illusione di una valorizzazione di sè spesso peraltro di breve durata, perchè deve purtroppo accorgersi che non è difficile per i ragazzi fare promesse d’amore in cambio di sesso.

Contrariamente a ciò che molti adulti pensano, l’eccessiva libertà sessuale non è a conti fatti la miglior soluzione alla precedente rigidità, questo tipo di esperienze penalizza soprattutto le ragazze, che spesso vivono se stesse come oggetti in funzione del maschio e vedono così mortificata la loro crescita affettiva e sessuale.

Anche per quanto riguarda i maschi questo tipo di approccio apre a conseguenze negative sul futuro sviluppo, soprattutto per quant0 riguarda le capacità affettive e relazionali: considerare le ragazze principalmente come oggetti sessuali limita infatti gravemente la loro possibilità di cogliere a pieno il senso e il valore della realtà femminile, e di comprendere il vero apporto che la donna può dare alla vita di un uomo.

L’imbroglio è dunque grande per entrambi i sessi, destinati a rimanere così più che mai lontani.

Nel periodo dell’adolescenza, maschi e femmine dovrebbero avere il tempo per imparare a conoscersi e a “prendere le misure” gli uni degli altri.

Le parole dell’adolescenza dovrebbero essere in primo luogo parole di potenzialità: parole come immaginare, fantasticare, progettare, parlare, discutere, c0nfrontarsi; per vivere pienamente l’esperienza del sesso è necessario sviluppare gli spazi del desiderio senza immediatamente consumarlo, impoverendolo con la fretta.

Le ragazze hanno bisogno di imparare a credere nel proprio valore personale, che non ha bisogno di essere confermato da alcuna improbabile “prova d’amore”, e di sapere che possono tranquillamente aspettare senza sentirsi sbagliate; i ragazzi hanno bisogno di imparare che il sesso non è un semplice sfogo pulsionale, ma può essere messo al servizio della propria capacità di amare. Entrambi hanno bisogno di imparare che il motore potente e bellissimo del sesso può diventare qualcosa che li avvicina e li unisce anzichè separarli.

 

“Nek nomination” è il nome di una delle ultime mode fra gli adolescenti; la traduzione letterale della parola è NECK=collo della bottiglia, NOMINATION= nomina di una o più persone. Si tratta di una competizione alcolica: vince chi beve più velocemente mezzo litro di un alcolico o supercalcolico a scelta. Per assicurarsi che la persona partecipi al gioco deve filmarsi mentre beve il contenuto della bottiglia nel minore tempo possibile, per poi pubblicare in internet il proprio filmato, con nomina di altri tre compagni/amici che a loro volta continueranno la catena, pena regalare una cassa di birre o bottiglie di superalcolici se non si rispetta il gioco. Oltre a questa conseguenza “economica” ce n’è un’altra forse più pericolosa: se non si beve il contenuto della bottiglia o se lo si fa troppo lentamente si verrà derisi in rete dagli “amici”. È una sfida “a tempo”: i ragazzi nominati devono rispondere alla sfida entro 24 ore.

nek nomination

Questo gioco ha le sue origini in Australia, ed è dilagato in America fino ad arrivare in Europa ed è già responsabile di almeno 5 vittime…

Vorremmo riflettere con voi sulle molte sfaccettature di questa nuova moda. Oltre al tema dell’uso di alcol, con tutte le conseguenze fisiche e psicologiche che ciò comporta nello sviluppo dell’adolescente, c’è anche la questione della notorietà che i ragazzi ricercano attraverso la rete, nel cosiddetto “palcoscenico mediatico”, evidenziato dal numero di visualizzazioni del proprio video in rete.

Nell’età adolescenziale l’aspetto della sfida e della trasgressione rappresenta un aspetto naturale nell’evoluzione. In questo caso i ragazzi sfidano il proprio corpo e i propri limiti, ben consapevoli di ciò che l’alcol provoca come ad esempio perdita del controllo, disinibizione, rallentamento dei riflessi, euforia… Il video diventa un modo per farsi conoscere, il numero di mi piace ha un effetto positivo sull’autostima soprattutto dei ragazzi più timidi e insicuri “se mi comporto così tutti mi vedono, mi conoscono e mi considerano un eroe”.

Ma quali sono le conseguenze? Se in un primo momento gli adolescenti che partecipano a questo “gioco alcolico” si sentono appoggiati, visti da un ampio pubblico, considerate persone coraggiose …c’è da domandarsi: e se la settimana prossima ci si pentisse? Il filmato sarà stato visualizzato da tutti gli amici, e magari anche da persone non proprio vicine e conosciute e …può essere stato scaricato da qualcuno. Qualche malintenzionato utilizzerà il materiale per ricatti e per rovinare la reputazione dell’ “eroe”. E non solo nei giorni seguenti, ma anche a distanza di molto tempo, anche anni. Quindi sorge spontanea una domanda: come saranno i rapporti fra due amici, due compagni di classe, due compagni di squadra, dopo molto tempo? Il o la protagonista del video con la neknomination può essere preso di mira e subire minacce anche a distanza di anni da quello che si definiva “amico”.

Ma al di là di queste possibili conseguenze (più reali di quanto si possa immaginare) è necessario chiedersi se c’è proprio bisogno di “scolarsi” mezzo litro di birra solo per dimostrare qualcosa a qualcuno…  Se non si vuole rompere la catena, perchè non utilizzare altre forme di visibilità o di accettazione sociale che non compromettano la propria salute e l’immagine personale?

stop-nek-660x320  Se vi accorgete di aver compiuto un atto di cui vi siete pentiti, parlate con un adulto di cui vi fidate che vi potrà aiutare. Potete anche rivolgervi al Consultorio Giovani per una consulenza gratuita!

SextingL’amore vero e il rispetto di cui abbiamo parlato nel post precedente non trova posto, però, nel fenomeno che si sta diffondendo sempre più fra i giovani che prende il nome di SEXTING. Esso non è altro che l’invio di immagini a sfondo sessuale, di alcune parti del proprio corpo “senza veli”, e deriva dall’unione delle parole sex + testing. Esso rappresenta una vera e propria moda fra i giovani! Sicuramente è necessario ricordare come la rete sia considerata dai ragazzi la via preferenziale per raccogliere informazioni ed esprimersi nell’ambito della sessualità, perchè si sentono protetti dallo schermo e dall’anonimato.

Ma l’invio di immagini e testi a sfondo sessuale implica una volontà più o meno consapevole ed è collegato a motivazioni profonde e personali.

Da una ricerca condotta da Save the Children, a febbraio 2011, attraverso interviste a 1272 ragazzi dai 12 ai 19 anni, emerge che 1 ragazzo su 3 invia/riceve messaggi con riferimenti al sesso, soprattutto nella fascia d’età dei 14 – 15 anni. E ciò succede non solo con persone conosciute e che i ragazzi frequentano quotidianamente, ma anche con individui “conosciuti” in rete. Le motivazioni che spingono i ragazzi a inviare questo tipo di messaggi sono varie…uno dei motivi principali è sicuramente il desiderio di essere ammirati, la volontà di fare un regalo al proprio fidanzato o di vincere una scommessa con gli amici (“vediamo se hai il coraggio…”); d’altra parte le foto possono essere anche inviate senza un motivo particolare, senza pensarci troppo… basta un click. Ma la motivazione che proccupa di più è legata a ciò che si ottiene in cambio, inviando queste immagini di alcune parti intime del proprio corpo. Regali, ricariche per il telefono, promesse e favori di vario tipo spingono gli adolescenti, ma non solo, a scambiarsi immagine a sfondo sessuale.

020210SEXTING.233132136_stdMa quali sono le conseguenze?

Dove finiscono le immagini?

Lo affronteremo nel prossimo post…a presto!

 

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(le foto sono della sfilata del 2012)

 

Ciao ragazze/i.

 Le allieve del 3° anno del corso Enaip “Operatore del benessere-indirizzo Acconciatura” hanno scritto per il nostro blog presentando una iniziativa  alla quale  tutti voi siete invitati venerdì 17 maggio.

Il 17 Maggio 2013, alle 20.30 presso la birreria Pedavena, avrà luogo la sfilata dal titolo “quando il mestiere diventa arte” sulla quale stiamo lavorando da mesi e l’emozione è alta.

Il tema della manifestazione saranno i lavori dell’artigianato e la nostra classe ha creato bellissimi prototipi di abiti pronti per andare in scena. Il nostro obiettivo era di creare dei “vestiti” utilizzando i materiali propri del lavoro di ogni artigiano (ad es. ci sarà l’abito che rappresenta l’elettricista, il panettiere, l’orafo, il falegname…) e naturalmente ogni mestiere avrà la sua acconciatura e un trucco scenografico degni delle migliori passerelle di moda!

Il duro lavoro che abbiamo fatto per preparare la sfilata ci ha messi alla prova, sia per quello che riguarda gli aspetti di progettazione e organizzativi, sia per la capacità di lavorare insieme e rimanere uniti nelle decisioni, oltre a sperimentare la nostra creatività unita alla capacità di tradurre le nostre idee in qualcosa di concreto.

Inizialmente il lavoro di progettazione è partito a rilento e, di conseguenza, lo sforzo si è intensificato in prossimità della scadenza del 17 maggio; adesso, che mancano pochi giorni, siamo un po’ sotto pressione per il risultato: disegnare i modelli, fare i bozzetti, decidere per un prototipo e poi cambiare idea per ripartire da zero sono stati compiti impegnativi, con qualche momento di tensione e difficoltà. L’ingrediente principale è stato però il divertimento ed ora possiamo affermare di essere non soltanto aspiranti parrucchiere, ma anche …un pochino sarte! Grazie all’aiuto delle nostre insegnanti Gorza e Masset siamo riusciti a portare a termine il nostro lavoro e la nostra capacità di collaborare si è rivelata forte, rodata e vincente.

La stanchezza e la fatica saranno ricompensate dalla sfilata del 17 che sarà sicuramente un bellissimo momento di intrattenimento, peccato non poterlo rifare il prossimo anno! A questo punto non ci resta che invitarvi tutti alla serata di venerdì 17 e …augurarvi buon divertimento!

Noi del Consultorio Giovani vi ringraziamo per il vostro contributo.

BUONA SFILATA!!!!

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Salve ragazzi! L’equipe del consultorio giovani ha pensato di proporre alcuni film che parlano di voi. Ci siamo confrontati con amici cinefili ed eccoci qui con alcune proposte di film, vecchi e nuovi, che potrete vedere nelle prossime serate di primavera…..

 

  • Genitori e figli.” Agitare bene prima dell’uso” (regia di G. Veronesi, Italia, 2010)

Ma quanto é faticoso essere figli, e quanto é bello e difficile fare i genitori? Questa é la domanda a cui Giovanni Veronesi prova a rispondere – a modo suo, da bravo toscano e con un occhio al suo passato – con questa commedia. Perchè vederlo? Per divertirsi con una nuova commedia fatta per i teenager ma anche per le famiglie, allargate e tradizonali, e per riflettere sulla distanza che separa le nuove generazioni dalle vecchie nel segno dell’incomprensione reciproca.

 

  • L’attimo fuggente (regia di P. Weir, USA 1989)

E’ un film ambientato in un college americano del Vermont in cui l’energia creativa degli studenti è minacciata da una rigida disciplina didattica. Robin Williams impersonifica l’insegnante di lettere che verrà allontanato dalla scuola. Gli studenti, contravvenendo alle regole del college lo sostengono dimostrandogli stima e affetto.

Nella storia del cinema è rimasta la frase “Capitano, mio capitano” che i ragazzi rivolgono all’insegnante come saluto di commiato.

 

  • Ovosodo (regia di Paolo Virzì, Italia, 1997)

E’ una bella commedia sociale ambientata in in quartiere popolare di Livorno, vista attraverso gli occhi del       protagonista , Piero, prima bambino serio e ingenuo, poi adolescente pallido e turbato e infine uomo maturo e responsabile. Piero riuscirà a capire che , alla fine, la vita riserva dolori ma anche tanta dolcezza: in ogni caso “ rimane lì come un uovo sodo , non va né su né giù”.

 

  • Amore 14 (regia di F. Moccia, Italia, 2009)

    Racconta la storia di Carolina detta Caro, alle prese con i primi amori, il primo bacio, la prima volta, l’amicizia, le feste, la scuola, il rapporto spesso conflittuale con i genitori. E’ un viaggio attraverso i sentimenti , l’entusiasmo che si ha nell’incontrare il primo amore, il dolore di un’improvvisa delusione, la prima, quella che ti lascia senza parole, è la perdita di una persona cara, è l’amicizia che credi non ti deluderà mai.

 

Buon divertimento!!

Lo sapevate che il piercing oggi sta diventando una moda epidemica tra gli adolescenti e non solo! L’effetto moda è certamente importante: il che però, se ci pensate bene, contraddice l’idea assai diffusa che il piercing sia un segno di distinzione. Molti lo fanno per motivi estetici, altri lo vivono come un rito di iniziazione, tante coppie lo esibiscono come segno di appartenenza reciproca. Infine, molti lo praticano perché sedotti dall’idea che, se fatto in certe parti del corpo, come i capezzoli o i genitali, possa aumentare il piacere: una teoria su cui non c’è alcuna evidenza documentata. Qualsiasi tipo di piercing può esporre a pericoli anche gravi per la salute, se nell’eseguirlo non si rispettano alcune regole di igiene e asepsi essenziali

CONSIGLI PRATICI

– Evitate a tutti i costi il “fai da te” fra amici e adolescenti
– Affidatevi a piercer competenti e attenti all’igiene: fondamentale l’uso di aghi e guanti sterilizzati o, meglio ancora, monouso
– Evitate le parti del corpo più delicate, come la lingua, i capezzoli e i genitali, i cui danni anatomici e neurologici possono causare dolore cronico e disfunzioni sessuali
– Ricordate che il piercing migliore è sempre quello perpendicolare al tessuto in cui è inserito, per esempio il lobo dell’orecchio: altrimenti rischia di ulcerarlo
– non rinunciate mai a ragionare con la propria testa. Informatevi meglio, anche da altre fonti, sui rischi del peircing praticato in alcune parti delicate del corpo.

 

Marta ha 15 anni. Marta cerca in tutte le maniere di seguire la moda e di essere uguale alle sue coetanee. Vuole vestirsi come loro per non essere da meno, e comprarsi le cose che vede in giro e alla TV. Per seguire la moda lei vorrebbe mettersi gli shortz da pin – up, ma è convinta di avere le gambe grosse e storte, per non parlare dei peli che impervarsano sul suo corpo.. Marta si sente sessualmente più grande delle altre, con più esperienza della vita. Frequenta ragazzi anche più grandi di lei e si sente DONNA. Quando è contenta per qualcosa si entusiasma come una bambina. Da un po di tempo si sente strana, passa ore chiusa in camera a navigare in rete, ha un sacco di amici lì, con cui scambiare pensieri ed emozioni: Con loro si sente bene, la capiscono, invece con la madre ci sono un sacco di discussioni ” non fare quello.. stai attenta a questo..” Lei fa un po’ tutto quello che vuole anche se i suoi genitori dicono di no, ad esempio esce la sera fino a tardi. I ragazzi la cercano perchè lei è disponibile con loro.. A volte vorrebbe vivere da un’altra parte, proprio non li sopporta i suoi. Un giorno arriva un sms… (continua..)

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