Articoli marcati con tag ‘omosessualità’

Mika ( Michael Holbrook Penniman Jr.) è un nome molto conosciuto nel mondo degli adolescenti e…non solo.   Parlando  con le ragazze/i delle classi terze medie, è emerso che tra i cantautori favoriti, Mika occupa un posto di rilievo .

I giovani ricercano nei loro star dei modelli positivi che li rassicurano, che li facciano sentire meno diversi . Forse é per questo che Mika piace così tanto perchè oltre ad essere un giovane musicalmente competente, é brillante, originale, semplice, che trasmette simpatia, ma soprattutto autenticità in chi l’ascolta.

I testi delle sue canzoni rispecchiano la sua filosofia di vita: invitano a sapersi accettare per quello che si è e ad apprezzare e amare  la ricchezza e le meraviglie della realtà che ci circonda.

Mika non ha avuto una vita facile: ha la dislessia e caratterialmente è molto timido. Nelle interviste, quando si racconta, parla ironicamente  della sua storia, delle difficoltà  incontrate nel suo percorso di crescita personale e di  come sia riuscito, trovando soluzioni creative, a “tirar fuori” le sue potenzialità dando una svolta alla sua vita.

Riportiamo alcune sue citazioni (da Aforismi.meglio.it):

  • ” Ero il soggetto preferito dai bulli. Vestivo bizzarro, ero dislessico e molto timido. Facevo di tutto per essere popolare, ma non funzionava. Allora mi sono detto:”Devo trovare un modo perchè la mia stranezza lavori per me, invece di distruggermi”. Mia madre, era molto preoccupata in quel periodo, mi diceva: ” Tu, o finisci in galera o diventi molto speciale”.
  • “Mio padre non c’era e mia madre, ogni volta che le cose si mettevano male, accendeva la radio e ci mettevamo a cantare e saltare come se facessimo le prove di un’opera lirica. Anche quando abbiamo vissuto per due anni nella stanzetta di un bed and breakfast a Londra sopravvivevamo grazie alle nostre fantasie. Così funziona la testa di chi si sposta spesso. Crea un mondo che si porta con sè in ogni viaggio”.
  • “Sono uno di 26 anni che riflette sulla sua identità. E uno di 26 anni per fare questo deve guardare indietro alla propria infanzia e alla propria adolescenza. Io l’ho fatto in due dischi e ho chiuso. Se mi ripetessi ancora mi sentirei come…surgelato. Se resti fermo lì non cambi più.

Tra i testi delle sue canzoni:

…You’ve got the whole world in your pocket
But you just don’t know
Everybody’s smilin’ at you everywhere you go
It’s like you’ve got that secret
That everybody else wants to know……. (tratto da ” live your life”)

(Hai il mondo intero in tasca, ma non lo sai. Ovunque tu vada, tutti ti sorridono. E’ come se avessi un segreto dentro di te che tutti vogliono conoscere…)

Continuano le risposte alle domande segrete raccolte durante le attività di prevenzione svolte presso la Scuola Media Rocca di Feltre…

Quali sono le Malattie Sessualmente trasmissibili? Come si manifestano?

Préservatif et virusSono numerose le malattie sessualmente trasmesse (MST): Aids/Hiv, Epatiti, Papilloma virus, Clamidia, Candida, Herpes, Condiloma, Tricomoniasi, Sifilide, Scabbia e altre.  Le Malattie Sessualmente Trasmesse possono essere sintomatiche: secrezioni vaginali, bruciore, prurito, disuria…..ma possono essere anche asintomatiche cioè non presentare alcun sintomo il che significa che quando una persona si accorge del problema, la malattia è già in uno stadio avanzato. Per avere più informazioni sulle MST vi rimandiamo alle parti specifiche di questo blog, oppure scriveteci o seguiteci settimanalmente: in questo periodo, infatti, stiamo pubblicando alcuni articoli sulle singole malattie, a cominciare dall’AIDS!

 Anche il rapporto sessuale tra persone dello stesso sesso può avere conseguenze negative? Che conseguenze hanno i rapporti sessuali tra omosessuali?

coppie-miste-244x300I rapporti sessuali vaginali-orali-anali possono avere conseguenze negative cioè portare alla trasmissione di Malattie Sessualmente  Trasmesse se non sono protetti cioè se non vi è l’uso del preservativo. Questo vale sia nei rapporti tra persone eterosessuali sia nei rapporti tra persone omosessuali. In entrambi i casi quindi ci possono essere delle conseguenze se non si adottano le dovute precauzioni.

…parlando di omosessualità abbiamo pensato ad alcuni film che richiamano questa tematica.

 I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN

                                                  

Come accennato nel precedente articolo il film che abbiamo scelto per voi è  ” I segreti di Brokeback   mountain” (Brokeback Mountain). E’ un film del 2005 diretto da Ang Lee, che racconta la passione amorosa fra due uomini, due cowboy del Wyoming, nata fra gli incontaminati paesaggi delle montagne americane. E’ un’opera di fantasia ed è basata sul racconto Gente del Wyoming di Annie Proulx, pubblicato per la prima volta sulla rivista americana “The New Yorker” il 13 ottobre 1997.

 

 

E’ un film impegnativo, considerato dalla critica molto bello anche se  con un finale drammatico.

 

MINE   VAGANTI  un film del  2010  del regista Ferzan Ozpetek

Il film Mine vaganti é un film semplice e piacevole. Il regista Ferzan Ozpetek ha alleggerito la forma ma i temi restano gli stessi. Infatti, in questo nuovo film è centrale il tema dell’ omosessualità e dell’ accettazione della diversità puntando sulla necessità di manifestare la propria natura e avere il coraggio di rinunciare alle situazioni che ci rendono infelici. In questo modo il regista Ferzan Ozpetek con il film Mine Vaganti si è avvicinato di più alla commedia all’ italiana creando un film molto vivace.

 

da vedere assolutamente    :-P

Altri film consigliati dello stesso regista: “Le fate ignoranti del 2001″; “Saturno contro” del 2007

DUE  VOLTE  GENITORI

E’ un documentario di Claudio Cipelletti che racconta ciò che accade all’interno delle famiglie quando i figli fanno coming out. Il film indaga questo percorso tra le aspettative tradite dei figli, e l’accettazione non tanto dell’omosessualità, ma della propria rinascita come genitori, ripartendo da zero, ‘facendomi guidare nei primi passi da mio figlio, mentre una volta la roccia per lui ero io’, come dice un papà. Il documentario (costruito come un reality in cui l’autore vive per un breve periodo di tempo con famiglie di ragazzi omosessuali) fa parte del Progetto europeo Daphne, un programma di ricerca e intervento a sostegno delle famiglie con figli omosessuali.

Il DVD è acquistabile sul sito www.duevoltegenitori.com

NESSUNO UGUALE

E’ un documentario realizzato nel 1998, il primo nel suo genere in Italia, girato con studenti provenienti da tre diverse scuole superiori di Milano: un istituto tecnico, un liceo classico e un liceo scientifico. La confusione sul proprio orientamento sessuale, l’omofobia della società, l’isolamento in famiglia e a scuola: gay e lesbiche adolescenti si confrontano con i loro compagni di scuola eterosessuali, in uno sforzo comune di capirsi e conoscersi.

 

 

Il DVD è acquistabile sul sito www.duevoltegenitori.com

 

  • omosessuali si nasce o si diventa?

Questa è una questione spinosa a cui la comunità scientifica non è ancora in grado di dare una risposta che metta d’accordo tutti. E’ l’antico dilemma tra natura e cultura, che può essere così riassunto: l’omosessuale nasce così perché è predisposto dal punto di vista dei geni o è l’ambiente in cui vive che lo porta a diventare omosessuale?

TEORIA GENETICA: Tra i sostenitori della teoria genetica, è interessante la recente scoperta di un gruppo di studiosi italiani (Camperio, Zanzotto e Cermelli, 2008) secondo cui l’omosessualità maschile è sempre presente in tutte le popolazioni della terra; nessuna popolazione è totalmente composta da gay; l’eredità è asimmetrica, legata al ramo materno, in particolare al cromosoma X. Altre ricerche hanno evidenziato che una carenza ormonale di testosterone nei primi sei mesi di vita possa influenzare l’orientamento sessuale.

TEORIA AMBIENTALE: le teorie più recenti vanno nella direzione di considerare una serie dI concause che portano ad una difficoltà di interazione con l’altro sesso, con la conseguente scelta di ripiegarsi verso l’altro sesso. Per esempio ostilità e legami molto forti con il padre e la madre possono condizionare la scelta di assumere un ruolo maschile piuttosto che femminile o viceversa.

 A complicare ulteriormente le cose, va detto che l’orientamento non rimane per forza identico nella vita ma può subire fluttuazioni, perciò è possibile che, una persona in un certo momento della propria vita cambi esigenze, e comprenda di volere vicino a sè un tipo di persona piuttosto che un’altra, con tutte le conseguenze del caso, questo perchè la miccia dei sentimenti può partire da diversi “inneschi” . Per esempio nella canzone di qualche anno fa di Povia “Luca era gay”, viene descritto proprio il cambiamento di orientamento sessuale da omosessuale a eterosessuale.

Come già detto da molti, la questione è molto più ampia, complessa e meno definita e categorizzabile di quanto possa essere. Anche la scienza non sa ad oggi darci una spiegazione oggettiva rispetto allo sviluppo di un orientamento sessuale piuttosto che un altro.

 

 

Cosa sono le terapie riparative che “guariscono” dall’omosessualità?

La terapia riparativa dell’omosessualità è stata fondata dallo psichiatra americano Nicolosi, il quale sostiene che si può guarire dall’omosessualità e tornare a essere eterosessuale. Le terapie riparative dell’omosessualità non sono riconosciute nell’ambito scientifico, sia perché infondate, sia perché le ricerche dimostrano come siano inutili rispetto al cambiamento che promettono, oltre che pericolosamente dannose per l’equilibrio psichico della persona. Per esempio in un comunicato stampa del 2008, l’Ordine degli Psicologi della Lombardia dichiara che forzare le persone a cambiare o reprimere il proprio orientamento sessuale va contro il codice deontologico della professione di psicologo, perchè, orientarlo verso l’eterosessualità, vuol dire calpestare la sua identità e le sue scelte.

Coming out
L’espressione coming out è usata per indicare la decisione di dichiarare apertamente la propria omosessualità, bisessualità.
Questa espressione deriva dalla frase inglese coming out of the closet (“uscire dal ripostiglio” o “uscire dal nascondiglio”, ma letteralmente “uscire dall’armadio a muro”), cioè “uscire allo scoperto”. Con questo significato è parecchio utilizzato in italiano il verbo “dichiararsi“. Il coming out, per chi lo vive, è un processo generalmente mai concluso, in quanto, nella vita, si conoscono sempre nuove persone e ogni volta si deve decidere se, come e quando esplicitare la propria condizione. Di questo processo si tendono ad identificare due fasi:la prima, chiamata anche coming out interiore, e la seconda, quella più conosciuta, in cui l’individuo si dichiara alla società:
1. Coming out interiore è la prima fase ed è il momento in cui un individuo si rende conto di avere sentimenti e/o desideri sessuali per persone dello stesso sesso, ne acquisisce consapevolezza ed impara ad accettarli come una parte integrante della propria personalità. Questo primo momento è di solito caratterizzato da una forte carica emotiva ed è fonte di stress. Ciò è dovuto in parte al fatto che si tratta di un momento in cui l’individuo si mette – o rimette – in discussione, ma, soprattutto, perché la nostra società tende ad escludere, negandoli o vestendoli di un’immagine negativa, tutti quei comportamenti che si allontanano dalla eterosessualità o dalla propria identità fisica. Quanto più è forte all’interno di una società questa spinta a negare la legittimità di comportamenti che si allontanano da quelli considerati “canonici”, tanto maggiore sarà lo stress vissuto dall’individuo, anche per la mancanza di esempi positivi da seguire per riuscire ad integrare questi nuovi sentimenti e pulsioni all’interno della propria identità. In una prima fase spesso si cerca ogni indizio che possa dimostrare il contrario di ciò che si sta scoprendo. Una volta che si è preso atto che “non c’è niente da fare” si passa all’accettazione della propria condizione.
2. Dichiarazione alla società  Le ragioni del dichiararsi out possono essere politiche ma anche pratiche: quando si è ormai dichiarato di essere gay non si ha più lo stress di doversi nascondere e si può godere delle piccole gioie della vita a viso aperto, per esempio camminando per strada dando la mano al proprio compagno. Inoltre, la conclusione di questa fase porta generalmente ad una crescita interiore, soprattutto in termini di sicurezza in sé.
In Italia il coming out in piccoli paesi o centri abitati è ancora molto difficile per chi lo vive, che può essere vittima di pregiudizi o di emarginazioni, e non a caso quando i ragazzi prendono consapevolezza di essere gay preferiscono andare a vivere in grandi città italiane (Milano, Bologna) o all’estero (Londra, Berlino,ecc.), dove possono vivere spontaneamente e liberamente la loro sessualità.

Sono gay? Non vedo, non sento, non so
Non tutti hanno il coraggio di dichiararsi omosessuali o anche solo di affrontare la propria omosessualità. Molte persone sia per carattere sia per “comodità” conducono un’esistenza che viene considerata “normale” o socialmente accettabile oppure vivono la bisessualità trovando il compromesso per farlo, almeno fino a un certo punto (come ne “I segreti di Brokeback mountain”) .

Nella loro esistenza, come dei vagoni che stanno dietro una locomotiva, hanno semplicemente seguito quelli che erano i binari sicuri, a loro mostrati e che conoscevano, senza forse porsi troppe domande o “guardarsi dentro“.

Poi arriva sempre un momento in cui una persona fa un bilancio, di quanto vive, della propria esistenza e solo a un certo punto magari se la sente di affrontare “se stesso”, e ha la forza e la stabilità personale necessaria prima di tutto per conoscersi , accettarsi  e poi eventualmente dichiararsi.

 

…e il resto alla prossima puntata!!!

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