Articoli marcati con tag ‘pericoli’

È una sottilissima guaina di gomma che avvolge completamente il pene in erezione evitando il contatto diretto con l’apparato genitale della donna. mst

Come si usa:

  • Deve essere messo sul pene in erezione prima di qualsiasi contatto con l’apparato genitale della donna e non al momento dell’eiaculazione in quanto l’uomo, già all’inizio dell’erezione, può emettere alcune gocce di secrezione che potrebbero contenere degli spermatozoi.
  • L’uomo deve ritirare il pene dalla vagina prima che l’erezione cessi, per evitare che lo sperma refluisca fuori dal preservativo.
  • Si raccomanda di tenere il preservativo tra le dita durante la retrazione del pene dalla vagina per evitare che si sfili all’interno di questa e/o per evitare la fuoriuscita di liquido seminale.
  • Ogni preservativo può essere utilizzato una sola volta.
  • Ne esistono di differenti tipi in grado quindi di soddisfare ogni esigenza; alcuni hanno un piccolo serbatoio per raccogliere lo sperma all’estremità, cosa che assicura una maggiore sicurezza. Se tale serbatoio manca bisogna lasciare un po’ di spazio tra l’estremità del pene e quella del preservativo.

Vantaggi:

  • comodità d’uso
  • facilmente acquistabile
  • protegge dalle malattie a trasmissione sessuale

libro tutto troppo prestoVi proponiamo un libro, a nostro avviso molto interessante, da leggere durante le vostre vacanze: “Tutto troppo presto” di Alberto Pellai.  E’ un libro che ha l’obbiettivo di accompagnare ragazzi ma sopratutto genitori nel tema dell’educazione sessuale nell’era di internet e delle nuove tecnologie. Come dice Pellai “…é un argomento per nulla semplice e scontato se solo si pensa che un ragazzo o ragazza d’oggi, prima ancora di avere la sua prima esperienza sessuale, è già stato esposto/a ad un numero di immagini di natura sessuale inimmaginabile per un adulto appartenente alle generazioni precedenti…”. Il libro è organizzato in quattro capitoli tematici e affronta il tema della sessualizzazione precoce delle bambine, il fenomeno del sexting, la pornografia e l’adescamento online; ci sono proposte di film da vedere a scuola e in famiglia e indicazioni su cosa fare qualora si è coinvolti in situazioni poco piacevoli.

Buona lettura!!!!

 

A cura della dott.ssa Cinzia Lusa (del Servizio Serd Ulss di Feltre)

L’avventura del tabacco ha inizio con la scoperta dell’America: la pianta, una solanacea sconosciuta in Europa, era diffusa in America dove gli indigeni ne fumavano e masticavano le foglie. Il fumare la foglia di tabacco non era solo una personale abitudine, ma rientrava sovente nel rituale di ogni riunione civile e religiosa di quei popoli. La parola “tabacos” era il termine che gli indigeni usavano per indicare l’erba secca che, arrotolata e bruciata, poteva essere aspirata.

Il tabacco ben presto cominciò a diffondersi in Europa, accompagnato dalla fama di possedere notevoli virtù terapeutiche. Nel 1560 Jean Nicot, ambasciatore francese a Lisbona, lo fece conoscere alla Corte di Francia, portandolo come omaggio alla Regina Caterina de’ Medici; in Italia fu introdotto nel 1579 dai Cardinali Santa Croce e Tornabuoni e inizialmente l’abitudine al fumo si diffuse molto anche tra i religiosi. Ma già agli inizi del 1600 l’atteggiamento nei confronti di questa abitudine cambiò e si passò ad una violenta persecuzione; in molti paesi vennero introdotti divieti e i trasgressori severamente puniti.

La stessa Chiesa, inizialmente tollerante, nel 1642 decretò la scomunica per i fumatori. Ma nonostante le proibizioni, il tabacco continuò ad essere utilizzato e talmente era diffuso che divenne impossibile applicare le sanzioni, tant’è che le misure repressive piano piano vennero abrogate o sostituite da forme di tassazione. Nel 1725 Papa Benedetto XIII, pure lui amante del tabacco, annullò la scomunica per i fumatori.

L’uso del tabacco si diffuse in tutti gli strati sociali, dal popolo all’aristocrazia, prima come tabacco da fiuto, poi sottoforma di tabacco da pipa o da sigaro.

La prima sigaretta di fabbricazione industriale venne realizzata in Francia nel 1843. Ciò favorì la diffusione dell’abitudine al fumo, che vide la sua massima espansione nei paesi industrializzati nel periodo tra le due guerre mondiali.

fumo

E’ solo a partire dai primi anni ’50 che cominciano i primi studi sulla pericolosità del fumo, ma ci vorranno almeno altri 40 anni perchè venga provata senza ombra di dubbio la responsabilità diretta del fumo nella genesi di alcuni tumori e di altre gravi patologie.

L’OMS definisce il fumo di tabacco la prima causa di morte facilmente evitabile ed è un importante fattore di rischio per molte malattie.

La gravità dei danni fisici dovuti all’esposizione al fumo di tabacco è direttamente proporzionale all’entità complessiva del suo abuso. Più precisamente sono determinanti: l’età di inizio, il numero di sigarette giornaliere fumate, il numero di anni di fumo, l’inalazione più o meno profonda del fumo.

Non dimentichiamo, inoltre, che l’abitudine al fumo crea dipendenza e se iniziare a fumare è facile non lo è altrettanto smettere.

Nonostante la diminuzione del numero di fumatori nei paesi industrializzati, resta preoccupante la percentuale di fumatori giovani. In tutto il mondo, in base ai dati dell’OMS, ogni giorno tra gli 80.000 e i 100.000 giovani iniziano a fumare ed è proprio l’Europa che ha la prevalenza più alta di uso del tabacco tra i ragazzi, in particolare tra le femmine.

In Italia il numero di fumatori in generale nel 2015 è di circa 10,9 milioni, che rappresenta il 20,8% della popolazione; 6,3% milioni sono uomini e 4,6% milioni sono donne. L’analisi della prevalenza del fumo di sigaretta tra gli uomini e le donne di varia età mostra che la parcentuale di fumatori è ancora superiore a quella delle fumatrici in tutte le fasce di età.

Si inizia a fumare mediamente a 17,9 anni con un gap tra uomini e donne di due anni circa (17 anni gli uomini e 19,1 le donne). Circa il 73% dei fumatori ha iniziato a fumare tra i 15 ed i 20 anni e il 12,9%anche prima dei 15 anni. La motivazione principale all’iniziazione al fumo di sigaretta rimane, costantemente nel tempo, l’influenza del gruppo dei pari. Rispetto alla tipologia di prodotti del tabacco acquistati si osserva una conferma, rispetto al 2014, della percentuale di fumatori che scelgono le sigarette fatte a mano (17%), i cui principali consumatori sono i giovani maschi fino ai 25 anni.

 

 

Questa settimana vogliamo proporvi un articolo sulla pillola “del giorno dopo”.
Ci sono state, a tale proposito, delle importanti modifiche di legge, delle quali riteniamo importante informarvi!
Prima di tutto però ricordiamoci di cosa si tratta.
La cosiddetta “pillola del giorno dopo ” non è un contraccettivo!!
E’ un  intervento farmacologico di tipo ormonale, che ha lo scopo di prevenire una gravidanza indesiderata dopo un rapporto sessuale a rischio (ad esempio quando il preservativo si rompe e avviene l’eiaculazione all’interno della vagina senza alcuna protezione).
Il termine emergenza sottolinea che tale forma di contraccezione deve rappresentare una misura occasionale e non sostituire un regolare metodo contraccettivo: si tratta infatti di un farmaco da usare solamente se veramente necessario e se il rischio di una gravidanza indesiderata è molto alto.

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Come si usa:
Esistono 2 farmaci : la ” vecchia pillola del giorno dopo ” a base di progesterone ( levonorgestrel)( nome commerciale : norlevo, levonelle) da assumere entro 72 ore dal rapporto a rischio e la nuova ” pillola dei 5 giorni dopo ” ( ulipristal acetato, nome commerciale : ellaOne) che si può assumere fino a 5 giorni dopo il rapporto a rischio ed è più efficace nel ridurre il rischio di gravidanza. Per es. entro 72 ore il rischio di gravidanza è della metà con ellaone rispetto a norlevo. Va comunque presa il prima possibile e non oltre i 5 giorni. Agisce bloccando o ritardando l’ovulazione. L’introduzione in commercio di questo nuovo tipo di contraccezione d’emergenza ha permesso di cambiare la legge in merito. Infatti sopra i 18 anni può essere acquistata senza ricetta medica e quindi anche i produttori della ” vecchia pillola del giorno dopo ” hanno richiesto tale possibilità. L’ importante è non assumerla se si è già instaurata una gravidanza il mese prima e non si è ancora a conoscenza. Se avete avuto rapporti non protetti o a rischio anche il mese prima è meglio fare un test di gravidanza prima di assumerla .
– Il farmaco deve essere assunto il più presto possibile e comunque entro 72- 120 ore dal rapporto non protetto che corrispondono a 3-5 giorni.
– Se il rapporto ha avuto luogo nelle ore o nei giorni che precedono l’ovulazione il farmaco impedisce la fecondazione, ossia l’unione dello spermatozoo con l’ovulo. Se il rapporto è avvenuto ad ovulazione già avvenuta, dovrebbe modificare la zona interna dell’utero impedendo l’impianto . Se il processo di impianto è già iniziato (anche se da poco tempo) il farmaco non è efficace.
– Il trattamento deve iniziare entro 24 ore ed in ogni caso prima delle 120 ore dal rapporto non protetto
– Gli effetti collaterali sono rari , in genere sono entrambe ben tollerate : nausea, diarrea, cefalea, stanchezza (astenia), algie pelviche, vomito, sanguinamenti.
– L’azione contraccettiva è limitata al solo rapporto avuto prima dell’assunzione.
– Se si ha un altro rapporto dopo aver preso la pillola il medicinale non impedirà la gravidanza e si deve usare il preservativo fino al ciclo successivo. Se si è già incinta non interromperà una gravidanza esistente.
– Se si vomita entro 3 ore dall’assunzione della compressa se ne deve prendere un’altra il prima possibile.
– Non può essere utilizzato regolarmente ne ad intervalli ravvicinati.
Rircordate queste caratteristiche.. andiamo a vedere cosa c’è di nuovo:
– per le ragazze minorenni, il farmaco dev’essere prescritto dal proprio medico di base, dal ginecologo/a ospedaliero, dal ginecologo/a del consultorio familiare o dalla guardia medica.
– ciò che è cambiato riguarda le maggiorenni: non è più necessaria, per le ragazze che hanno compiuto i 18 anni, la prescizione medica del farmaco. Ciò significa che è sufficiente recarsi in farmacia perchè vi venga dato il medicinale, senza aver bisogno di nient’altro.
Questo sicuramente semplifica le cose e vi da la possibilità di acquistare più facilmente e rapidamente il farmaco.
Ad ogni modo, è importante ricordare che si tratta di un medicinale preso in casi di emergenza e, per tale motivo, è opportuno assumerlo con responsabilità e solo nel raro caso (perchè raro dev’essere) sia veramente necessario.
Sarebbe poi opportuno che vi rivolgiate al vostro ginecologo/a di fiducia per parlare insieme dei metodi contraccettivi e capire quale meglio potrebbe rispondere alle vostre necessità, per aiutarvi a vivere serenamente i vostri rapporti sessuali senza incorrere nel rischio di gravidanze indesiderate!
Anche qui in Consultorio abbiamo a disposizione ginecologhe e ostetriche disponibili gratuitamente a parlarvi dei vari metodi contraccettivi e ad ascoltarvi per capire le vostre esigenze.
Per ulteriori informazioni potete contattarci allo 0439/883170, oppure venire a trovarci ogni giovedì dalle 14.00 alle 16.00 gratuitamente e senza appuntamento, o scriverci una mail a: nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

film centro giovani
Il Centro Giovani, su proposta dell’Assessore Giovanni Pelosio, in collaborazione con Medici Senza Frontiere, organizza per giovedì 31 marzo alle ore 20.15 in Sala Ocri (Stadio Comunale “Zugni Tauro”), una serata di informazione e sensibilizzazione attraverso il film “Access to the danger zone” e il successivo incontro con gli operatori di MSF Italia Stefano Di Carlo e Stefano Zannini.
Access to the danger zone” (Accesso a zone pericolose) è un film sulle vittime di guerra e i loro bisogni di assistenza umanitaria. Girato in Afghanistan, Somalia, Repubblica Democratica del Congo e Kenya, diretto dai registi Eddie Gregoor e Peter Casaer, descrive le difficoltà e i pericoli che le organizzazioni umanitarie devono affrontare per assistere le popolazioni in alcuni tra i contesti più pericolosi al mondo.
Attraverso interviste con le vittime delle violenze e con operatori e rappresentanti delle principali organizzazioni umanitarie (Comitato Internazionale della Croce Rossa, Nazioni Unite, Medici Senza Frontiere ecc), non solo esplora i rischi e le misure di sicurezza prese per lavorare nelle zone più pericolose del pianeta, ma descrive anche le conseguenze della confusione di ruoli tra attori politici e militari, oltre che i compromessi fatti dalle organizzazioni umanitarie per poter accedere alle zone di guerra.
In un mondo in cui diventa sempre più difficile per le organizzazioni umanitarie mantenere la propria presenza nelle aree di conflitto, il film racconta per la prima volta i dilemmi, le paure e le barriere dei principali protagonisti del soccorso umanitario internazionale.
Seguiranno gli interventi di Stefano Di Carlo, ex Capo di Missione Italia, e Stefano Zannini, Capo Missione di Medici senza Frontiere, in trasferta a Feltre per una serie di incontri formativi con gli studenti del Liceo Dal Piaz.

La serata, che fa parte di un percorso di preparazione alla Festa dei Popoli, sarà introdotta dall’Assessore alle Politiche sociali Giovanni Pelosio.

Oggi proponiamo uno spunto di riflessione. E’ una lettera che sta girando sul web, scritta da Enrico Galliano, professore di una scuola di Pordenone, alla luce di quanto è successo all’alunna di 12 annni che si è gettata dal balcone dopo aver subito, per un lungo periodo, atti di bullismo dai compagni della sua scuola. La lettera é  indirizzata una parte ai ragazzi e una parte ai genitori.

A voi ragazzi

Mamma: Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi.

Ha preso e si é buttata dal secondo piano….No, non é morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale . Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente.

” Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni.

Allora io adesso vi dico una cosa.E sarò un pò duro, vi avverto. Ma c’ho sta cosa dentro ed é difficile lasciarla lì.  Quando la finirete?  Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?

Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”.

Quando la finirete di dire: “Ma sì, io scherzavo” dopo esser stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”?

Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo  “che ha il professore di sostegno” , quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati?

Che cosa deve ancora succedere, perchè la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?

A voi genitori

E poi voi. Genitori, sì. Voi che i vostri figli sono capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte.

Quando la finirete di chiudere un occhio? Quando la finirete di dire: “Ma sì, ragazzate?”

Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono?

Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale? Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?

Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non é una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perchè da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori?

A noi tutti

Perchè quando una ragazzina di 12 anni prova a buttarsi di sotto , non é solo una ragazzina di 12 anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quella età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì e non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto.

E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che é: “Basta”.

(Prof. Enrico Galliano di Pordenone)        stop bullismo

In questa ultima settimana si è sentito parlare molto dai mass media del caso della ragazzina di 12 anni di Pordenone che è arrivata a compiere un atto estremo perchè vittima di bullismo a scuola. Quante altre situazioni esistono all’interno degli ambienti scolastici e non, per non parlare del cyberbullismo dove alcuni ragazzi vengono presi di mira attraverso azioni fisiche o messaggi diffamatori. Proviamo, inanzitutto, a fare una distinzione tra bullismo e cyberbullismo.

CYBERBULLISMO  BULLISMO
 Chiunque può essere coinvolto  Sono coinvolti solo gli studenti della classe o dell’Istituto
 I cyberbulli e i loro alleati possono essere anonimi, quindi la vittima non sa con chi sta interagendo  I bulli e i loro complici sono studenti conosciuti dalla vittima perchè appartenenti allo stesso Istituto. Contatto corporeo e visivo diretto
 Chiunque può diventare un cyberbullo, anche chi è percepito come “sfigato”  Generalmente il bullo è fisicamente prestante o sa usare il corpo per fare del male
 Il cyberbullo ha la possibilità di agire 24 su 24  Il bullo agisce nell’orario scolastico o nel tragitto casa-scuola
 La diffusione del materiale prodotto non ha limiti geografici  Gli atti di bullismo vengono raccontati ad altri studenti della scuola o di scuole vicine
 Alto livello di disinibizione: i cyberbulli spesso fanno online ciò che non farebbero nella vita reale. Le comunicazioni online possono essere particolarmente sadiche.  Minor livello di disinibizione. Il bullismo raramente raggiunge forme di sadismo, se non quando evolve nella criminalitàa minorile
 Il cyberbullo approfitta della propria invisibilità per agire  Il bullo cerca di rendersi visibile attraverso le sue azioni. Ha bisogno di dominare le relazioni interpersonali
 Il cyberbullo non vede direttamente le conseguenze delle sue azioni sulla vittima–> insufficiente consapevolezza  Il bullo vede concretamente la vittima e l’effetto delle proprie azioni ma lo ignora–> fredda consapevolezza
 Depersonalizzazione  Deresponsabilizzazione

 

 Che fare se un ragazzo o una ragazza assiste o é vittima di una di queste azioni? Nel momento in cui si è a conoscenza o si subisce comportamenti che perdurano nel tempo e che possono diventare pericolosi, è possibile ed importante segnalarli al numero.43002
La procedura è molto semplice… si invia un sms al 43002, indicando prima di tutto il nome della provincia di provenienza (per esteso, quindi nel nostro caso Belluno) e poi l’episodio che viene considerato preoccupante. In questo modo parte la segnalazione che, una volta arrivata in Questura, sarà poi trattata dalla Polizia o dai Carabinieri.
E’ importante sapere che il messaggio è gratuito e che alla Questura compare il numero telefonico dell’inviante, che potrebbe essere ricontattato dalle Forze dell’Ordine per eventuali chiarimenti.

Nel caso in cui la persona è coinvolta in episodi di violenza verbale virtuale (uso del web) è importante prestare attenzione a qualche indicazione pratica:

  •  non rispondere a mail e sms offensivi o che contengono insulti
  •  salvare e conservare le prove
  •  utilizzare filtri per bloccare le mail indesiderate
  •  sui social network utilizzare il tasto specifico o le procedure previste dal provider per segnalare comportamenti inadeguati di altri utenti
  •  impostare come privato il proprio profilo sui social network
  •  rivolgersi ad adulti di fiducia e chiedere il loro aiuto
  •  se necessario cambiare numero di cellulare e indirizzo mail
  •  contattare la Polizia Postale e delle Comunicazioni o i Carabinieri se i fatti sono gravi e prolungati nel tempo
  •  segnalare il cyberbullo ai moderatori delle chat e dei forum o ai proprietari di blog e siti.

Il giorno 1 dicembre c’è stata la ricorrenza della giornata mondiale per la prevenzione di HIV-AIDS. Questa settimana affrontiamo l’argomento del test, di come e dove farlo, all’interno dellULSS 2 di Feltre.

Le persone che hanno avuto occasioni di contagio  possono sottoporsi al test specifico, attraverso un prelievo di sangue, presso il Laboratorio Analisi che si trova al secondo piano del Padiglione Gaggia dell’ospedale (tel. 0439/883252). Il test è gratuito, non necessita dell’impegnativa del medico di famiglia, può essere effettuato in anonimato e i risultati sono protetti dal segreto professionale.  Per i minori di età bisogna avere il consenso dei genitori. A tale proposito consigliamo ai ragazzi di farsi aiutare dagli operatori del Consultorio Giovani che possono meglio coinvolgere i genitori in questo percorso.

A chi è consigliabile sottoporsi al test:

–  le persone con comportamenti a rischio (presente o passato)

– le persone con malattie sessualmente trasmesse

– i partners sessuali di persone infette o con comportamenti a rischio infettivo

– i figli di madri sieropositive o potenzialmente tali

– le persone che hanno subito incidenti con possibile contaminazione

– le persone che hanno subito violenza sessuale

Il test evidenzia l’eventuale presenza degli anticorpi contro il virus dell’HIV mediamente dopo 2 mesi dal contagio. Ma attenzione…. gli anticorpi si possono sviluppare anche dopo i due mesi fino a un massimo di 6 mesi dal comportamento a rischio  (il periodo finestra va dai 2 ai 6 mesi). Quindi, per maggiore tranquillità, anche se il rusultato è negativo, è auspicabile ripetere il test al termine del periodo finestra.

foto test

Importante é continuare a usare il preservativo per proteggere se stessi e gli altri.

Per qualsiasi informazione potete rivolgervi agli operatori del Consultorio Giovani prendendo un appuntamento (0439/883170) o venendo il giovedì pomeriggio dalle h 14 alle h 16 o  attraverso il nostro blog.

 

Ancora una volta vi presentiamo un’altra falsa credenza riguardante il sesso, le  “bufale” tratte dal libretto creato e pensSessoSenzaSorprese-294x300ato dalla SIGO (Società italiana Ginecologia e Ostetricia) all’interno del progetto di informazione sulla contraccezione“Scegli tu.

Vediamo quindi un’altra affermazione di senso comune.. se è vera.. oppure no..!!

Alcune volte sentiamo dire che..

“Se prima di un rapporto bevi tre whisky non puoi mettere incinta la ragazza”

..Assolutamente FALSO! Aver bevuto alcol non esclude il rischio di una gravidanza! Se l’uomo ha l’eiaculazione la ragazza può ugualmente rimanere incinta!

bufala 3Al limite..  Potrebbe essere che il ragazzo non ce la fa! L’alcol infatti, nonostante “aiuti” ad essere più disinibiti, ha conseguenze negative sulle prestazioni sessuali! Potrebbe essere infatti che l’uomo, dopo aver assunto alcol, non riesca ad arrivare all’orgasmo e all’eiaculazione, così come rischia che il pene non diventi eretto e rimanga invece in stato di riposo nonostante l’eccitazione.

Inoltre ricordiamoci che.. l’assunzione di alcol non deve far sentire “onnipotenti” e quindi immuni dai rischi di un rapporto non protetto (gravidanze indesiderate, malattie sessualmente trasmissibili, ecc…)!!

Per qualsiasi informazione o dubbio potete rivolgervi al Consultorio Giovani di Feltre il giovedì pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00 senza appuntamento, oppure, potete contattarci anche tramite mail: nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

Ancora una volta vi presentiamo una falsa credenza riguardante il sesso, le “bufale” tratte  dal libretto creato e pensatoSessoSenzaSorprese-294x300 dalla SIGO (Società italiana Ginecologia e Ostetricia) all’interno del progetto di informazione sulla contraccezione“Scegli tu”.

Vediamo quindi un’altra affermazione di senso comune.. se è vera.. oppure no..!!

Alcune volte sentiamo dire che..

“Si può rimanere incinta con un bacio”

Falso!! Non è possibile rimanere incinta con un bacio!!

bufale bacioL’incontro fra spermatozoi e ovulo, necessario perchè vi sia la fecondazione, può avvenire esclusivamente per via vaginale. Nessun rischio di gravidanza quindi con i baci!

Attenzione però durante il petting (insieme di pratiche e coccole di natura sessuale ma che non includono un rapporto sessuale completo) ad evitare il contatto fra sperma e vagina, anche senza penetrazione: in questo caso infatti,  il rischio di gravidanza è molto basso, ma non può essere del tutto escluso.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti potete contattarci via mail: nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net oppure potete trovarci ogni giovedì pomeriggio al Consultorio Giovani di Feltre dalle 14.00 alle 16.00, gratuitamente e senza appuntamento.

 

 

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Orari:
Accesso libero il giovedì dalle 14.00 alle 16.00

Indirizzo:
Viale G. Marconi, 7 Feltre - tel. 0439 883170

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