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contraccezioneEstate, tempo di vacanza e di spensieratezza.

Viste le numerose richieste abbiamo pensato di riproporre un articolo sulla pillola, spiegando che cosa contiene, come agisce e come si usa, con alcune avvertenze pratiche.

La pillola contiene due ormoni di sintesi (estrogeni e progestinici) sotto forma di compresse.

Come agisce:

  • Blocca l’ovulazione
  • modifica la consistenza del muco prodotto all’interno del canale cervicale (che dà accesso all’utero) rendendolo impenetrabile agli spermatozoi
  • modifica la mucosa dell’utero rendendola inadatta a una gravidanza.

Come si usa:

  • Deve essere presa tutti i giorni, per 21 o 28 giorni in base alla tipologia di pillola
  • é preferibile assumerla la sera o la mattina sempre nello stesso momento della giornata. Se la scatola è formata da 21 pillole, l’assunzione si interrompe poi per 7 giorni, e questo provoca un sanguinamento simile alle mestruazioni. Qualunque sia la durata del sanguinamento, dopo 7 giorni di interruzione si deve ricominciare l’assunzione della pillola. La pillola è efficace dal primo giorno, a condizione che sia  assunta quotidianamente e regolarmente
  • la pillola viene venduta su prescrizione medica in farmacia  in confezioni «calendario», che aiutano la donna a controllare l’assunzione quotidiana.

Se ci si dimentica di prendere la pillola:

  • E’ necessario che la pillola dimenticata venga assunta entro le 12 ore successive per garantire comunque l’efficacia contraccettiva. Se la dimenticanza è superiore c’è rischio di ovulazione e quindi di gravidanza. In questo caso è comunque preferibile assumere la pillola fino a consumare tutta la confezione utilizzando, in aggiunta, un altro metodo contraccettivo (profilattico)
  • se nelle 4 ore successive all’assunzione della pillola si ha vomito o diarrea è necessario assumere un’altra pillola da un’altra confezione
  • alcuni farmaci assunti contemporaneamente alla pillola ne riducono l’effetto contraccettivo; tra questi vi sono alcuni antibiotici, antiepilettici, alcuni sedativi ed antidolorifici. Per maggiori informazioni è bene rivolgersi al proprio medico
  • in previsione di un intervento chirurgico è necessario avvertire il medico dell’uso di questo contraccettivo.

Quando non si può usare:

  • Sospetto di gravidanza
  • malattie dell’apparato cardiocircolatorio (pressione alta, trombosi, embolie, flebiti)
  • é consigliabile inoltre non fumare.

Indicazioni:

  • Eseguire un controllo ginecologico periodico
  • non protegge dalle malattie sessualmente trasmessibili

decisioniPrima di addentrarci nello specifico argomento, cerchiamo di riprendere un articolo pubblicato il 6 novembre 2014. L’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) dal 1994 ha avviato un progetto per promuovere, attraverso la scuola, la salute e il benessere di bambini e adolescenti. Questo progetto è detto “LIFE SKILLS” per i non inglesofoni Competenze di Vita. Lo scopo di questo progetto è quello di rendere bambini, ragazzi e adolescenti capaci (competenti) di affrontare e risolvere in maniera serena e positiva i piccoli e grandi problemi, i dubbi e le incomprensioni presenti quotidianamente nella vita di ciascuno (e chi dice che solo i grandi hanno i veri problemi si è dimenticato una parte della sua vita!)
Non a caso la prima delle competenze ad essere presa in esame è: la capacità di prendere decisioni detta altrimenti DECISION MAKING.

Si intende la capacità di esprimere un giudizio sul compiere o meno una azione, tenendo anche in conto le conseguenze che questa scelta potrebbe determinare.
Ognuno di noi si trova, in ogni momento della giornata, a dover prendere “piccole” decisioni (cosa mangio, come mi vesto) o “grandi” decisioni (che scuola voglio frequentare, accetterò o non accetterò l’invito a quella festa sapendo che si “sballa” di brutto……).
L’adolescenza ci trova talmente impegnati su tutti i fronti (cambiamenti del corpo, la vita sociale, i cambiamenti psicologici), che avere una buona capacità di prendere decisioni ci sarebbe certamente d’aiuto.

Cosa può quindi aiutarci in questa situazione?

Secondo le intenzioni dei grandi dell’OMS il modo migliore di apprestarsi a prendere una decisione è quello di valutare i pro e i contro e le possibili conseguenze che la scelta potrà avere in termini di costi e benefici: quindi  il valore che io, come persona, attribuisco a una cosa rispetto a un’altra. E’ un percorso che richiede una buona conoscenza di se stessi  e avere interiorizzato valori, priorità, tendenze personali.
Un piccolo pensiero lo dedicherei anche alla ricerca di possibili soluzioni alternative, mettendo in questo tutta la nostra creatività, fantasia, capacità di ragionamento; aiuta a una maggiore elasticità intellettiva e a migliorare la consapevolezza di sé.

Questa settimana vi presentiamo delle false credenze sulla pillola: capita spesso infatti che le informazioni che girano attorno all’uso di essa siano incomplete e scorrette.. Cerchiamo quindi di fare un pò di chiarezza!!SessoSenzaSorprese-294x300

Anche in questo caso, le informazioni che utilizziamo vengono tratte dal libretto creato e pensato dalla SIGO (Società italiana Ginecologia e Ostetricia) all’interno del progetto di informazione sulla contraccezione“Scegli tu.

Pillola, vi hanno mai detto che..

“..Fa diventare pelose?”

é assolutamente falso, anzi, è vero il contrario!

pillola blogEsistono in commercio pillole che sono curative per questo tipo di problema che in gergo tecnico si chiama irsutismo. In questo caso, vengono prescritte determinate tipologie di contraccettivi orali che riescono a combattere questo fastidioso inestetismo. In genere i cicli di terapia sono piuttosto lunghi: dapprima si nota solo una crescita pilifera rallentata, dopo circa 6 mesi/1 anno di trattamento si ottengono i risultati attesi. Se hai questo problema consulta il ginecologo: non tutte le pillole sono adatte e il passaparola è quanto di più sbagliato tu possa fare!

Per maggiori informazioni o chiarimenti ci puoi contattare tramite mail: nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net oppure puoi trovarci al Consultorio Giovani di Feltre ogni giovedì dalle 14.00 alle 16.00, gratuitamente e senza appuntamento.

A cura della dott.ssa Cinzia Lusa, educatrice professionale del SERD.

La sigaretta elettronica (e-cig) è stata inventata in Cina nel 2003 con lo scopo di imitare il sistema di inalazione della nicotina con sigaretta convenzionale, senza avere gli effetti dannosi derivanti dalla combustione del tabacco. La sigaretta elettronica ha un aspetto e un sapore simili alla sigaretta convenzionale. Negli ultimi anni si è diffusa in tutto il mondo, specialmente attraverso internet.
Le nuove sigarette, già alla prima boccata, mostrano alcuni vantaggi rispetto alle tradizionali: non puzzano, non fanno cenere, non rimane il mozzicone, permettono di variare il gusto scegliendo fra decine di liquidi contenenti ogni sorta di aromi. Se si vuole si può fumare persino senza nicotina (ma solo il 3% degli utilizzatori lo fa); oppure se ne può ridurre progressivamente il contenuto, per cercare di svincolarsi dalla dipendenza da questa sostanza, pur mantenendo la gestualità alla quale i fumatori sono tanto affezionati.

Ma queste sigarette sono proprio innocue?  sigaretta-elettronica

In realtà le grandi organizzazioni mediche frenano gli entusiasmi, anche se la comunità scientifica è divisa su questo tema.
L’OMS ricorda che “occorrono studi per verificare la sicurezza di questi prodotti e ricerche che valutino le dichiarazioni delle aziende, in base alle quali i sistemi che somministrano nicotina elettronicamente possono aiutare i fumatori a smettere”.
Nel parere dell’Istituto Superiore di Sanità sta scritto: “Le sigarette elettroniche sollevano preoccupazioni per la salute pubblica e per il fatto che potrebbero rappresentare un rischio di rimpiazzare trattamenti efficaci per la cessazione del fumo”. Ed è ancora più dura la European Respiratory Society, che ritiene che “questi prodotti pongano rischi significativi per la salute anche legati alla possibilità che i liquidi usati contengano sostanze tossiche di vario tipo”.

Il Ministero della Salute in Italia ha messo almeno un punto fermo nella spinosa questione delle sigarette elettroniche: il divieto di vendita di quelle contenenti nicotina ai minori di 18 anni, tenuto conto della diffusione sempre più massiccia delle e-cig tra i giovanissimi. Tant’è che per indicare la nuova tendenza è stato perfino inventato un verbo: “svapare”, ovvero inspirare ed espirare il vapore della sigaretta elettronica.

 

A proposito di adolescenti e sigaretta elettronica due recenti studi americani hanno evidenziato che le e-cig sarebbere associate ad un aumento del rischio di passare al fumo tradizionale e di sviluppare disturbi respiratori.

Non significa che le e-cig facciano automaticamente da ponte per le altre, “lo studio indica un’associazione tra i due comportamenti, svapare e fumare, ma non chiarisce definitivamente se siano state davvero le sigarette elettroniche a indurre alcuni ragazzi a fumare o se questi avrebbero cominciato comunque o se abbia impedito ad alcuni potenziali fumatori di diventarlo davvero”. img_sigarette_elettroniche1

Il problema però è che alla resa dei conti, per adolescenti e giovani le e-cig potrebbero non essere così innocue come sembrano. Come sottolinea Roberta Pacifici, Responsabile dell’Osservatorio fumo dell’Istituto Superiore di Sanità, “che davvero facciano lentamente scivolare lungo la china del fumo tradizionale è ancora da dimostrare definitivamente, ma è indubbio che possono creare dipendenza. E questo non vale solo per quelle che contengono nicotina, ma per tutte, perchè a dare dipendenza è anche la ritualità del gesto compiuto per svapare, così simile a quello compiuto per fumare”.

Il gruppo di peer educator di Feltre, giovedì 27 ottobre, in occasione dell’incontro Regionale dei Peer Educator del Veneto, ha deciso di presentarsi con uno dei lavori svolti, nell’anno scolastico 2015-2016, sul tema “la violenza contro le donne”. Attraverso slides, video e la simulazione di una situazione di violenza, i ragazzi  hanno parlato del significato dei ruoli di genere, delle varie forme di  violenza (fisica, psicologica, economica…), mettendo in evidenza i dati internazionali, nazionali e locali di questo fenomeno in crescita. Il lavoro é stato affiancato dagli operatori dell’Associazione Belluno-DONNA che opera nel campo.

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Per chi vive situazioni di violenza di genere, non esiti a chiedere informazioni e a contattare gli operatori del Centro Antiviolenza.

( telefono 0437/981577  nei seguenti orari: lunedì, mercoledì: dalle 15.00 alle 19.00/martedì, giovedì, venerdì: dalle 10.00 alle 12.00)

A cura della dott.ssa Cinzia Lusa (del Servizio Serd Ulss di Feltre)

L’avventura del tabacco ha inizio con la scoperta dell’America: la pianta, una solanacea sconosciuta in Europa, era diffusa in America dove gli indigeni ne fumavano e masticavano le foglie. Il fumare la foglia di tabacco non era solo una personale abitudine, ma rientrava sovente nel rituale di ogni riunione civile e religiosa di quei popoli. La parola “tabacos” era il termine che gli indigeni usavano per indicare l’erba secca che, arrotolata e bruciata, poteva essere aspirata.

Il tabacco ben presto cominciò a diffondersi in Europa, accompagnato dalla fama di possedere notevoli virtù terapeutiche. Nel 1560 Jean Nicot, ambasciatore francese a Lisbona, lo fece conoscere alla Corte di Francia, portandolo come omaggio alla Regina Caterina de’ Medici; in Italia fu introdotto nel 1579 dai Cardinali Santa Croce e Tornabuoni e inizialmente l’abitudine al fumo si diffuse molto anche tra i religiosi. Ma già agli inizi del 1600 l’atteggiamento nei confronti di questa abitudine cambiò e si passò ad una violenta persecuzione; in molti paesi vennero introdotti divieti e i trasgressori severamente puniti.

La stessa Chiesa, inizialmente tollerante, nel 1642 decretò la scomunica per i fumatori. Ma nonostante le proibizioni, il tabacco continuò ad essere utilizzato e talmente era diffuso che divenne impossibile applicare le sanzioni, tant’è che le misure repressive piano piano vennero abrogate o sostituite da forme di tassazione. Nel 1725 Papa Benedetto XIII, pure lui amante del tabacco, annullò la scomunica per i fumatori.

L’uso del tabacco si diffuse in tutti gli strati sociali, dal popolo all’aristocrazia, prima come tabacco da fiuto, poi sottoforma di tabacco da pipa o da sigaro.

La prima sigaretta di fabbricazione industriale venne realizzata in Francia nel 1843. Ciò favorì la diffusione dell’abitudine al fumo, che vide la sua massima espansione nei paesi industrializzati nel periodo tra le due guerre mondiali.

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E’ solo a partire dai primi anni ’50 che cominciano i primi studi sulla pericolosità del fumo, ma ci vorranno almeno altri 40 anni perchè venga provata senza ombra di dubbio la responsabilità diretta del fumo nella genesi di alcuni tumori e di altre gravi patologie.

L’OMS definisce il fumo di tabacco la prima causa di morte facilmente evitabile ed è un importante fattore di rischio per molte malattie.

La gravità dei danni fisici dovuti all’esposizione al fumo di tabacco è direttamente proporzionale all’entità complessiva del suo abuso. Più precisamente sono determinanti: l’età di inizio, il numero di sigarette giornaliere fumate, il numero di anni di fumo, l’inalazione più o meno profonda del fumo.

Non dimentichiamo, inoltre, che l’abitudine al fumo crea dipendenza e se iniziare a fumare è facile non lo è altrettanto smettere.

Nonostante la diminuzione del numero di fumatori nei paesi industrializzati, resta preoccupante la percentuale di fumatori giovani. In tutto il mondo, in base ai dati dell’OMS, ogni giorno tra gli 80.000 e i 100.000 giovani iniziano a fumare ed è proprio l’Europa che ha la prevalenza più alta di uso del tabacco tra i ragazzi, in particolare tra le femmine.

In Italia il numero di fumatori in generale nel 2015 è di circa 10,9 milioni, che rappresenta il 20,8% della popolazione; 6,3% milioni sono uomini e 4,6% milioni sono donne. L’analisi della prevalenza del fumo di sigaretta tra gli uomini e le donne di varia età mostra che la parcentuale di fumatori è ancora superiore a quella delle fumatrici in tutte le fasce di età.

Si inizia a fumare mediamente a 17,9 anni con un gap tra uomini e donne di due anni circa (17 anni gli uomini e 19,1 le donne). Circa il 73% dei fumatori ha iniziato a fumare tra i 15 ed i 20 anni e il 12,9%anche prima dei 15 anni. La motivazione principale all’iniziazione al fumo di sigaretta rimane, costantemente nel tempo, l’influenza del gruppo dei pari. Rispetto alla tipologia di prodotti del tabacco acquistati si osserva una conferma, rispetto al 2014, della percentuale di fumatori che scelgono le sigarette fatte a mano (17%), i cui principali consumatori sono i giovani maschi fino ai 25 anni.

 

 

Questa settimana vi presentiamo delle false credenze sulla pillola: capita spesso infatti che le informazioni che girano attorno all’uso di essa siano incomplete e scorrette.. Cerchiamo quindi di fare un pò di chiarezza!!

Anche in questo caso, le informazioni che utilizziamo vengono tratte dal librSessoSenzaSorprese-294x300etto creato e pensato dalla SIGO (Società italiana Ginecologia e Ostetricia) all’interno del progetto di informazione sulla contraccezione“Scegli tu.

Pillola, vi hanno mai detto che..

“…Copre solo un numero limitato di rapporti sessuali ogni mese?”

Non è assolutamente vero!! La pillola protegge da gravidanze indesiderate per tutto il mese, per un numero illimitato di rapporti.

Se la prima pillola viene presa correttamente con l’inizio della mestruazione, l’efficacia contraccettiva è garantita fin da subito, perchè impedisce la successiva ovulazione e continua anche nei giorni di sospensione.

Package of Birth Control PillsL’efficacia può invece venire meno se ci si dimentica di prendere una pillola. In questo caso, se viene assunta entro le 12 ore dall’ora in cui si sarebbe dovuto farlo, si può continuare regolarmente la confezione con la stessa sicurezza. Se invece sono trascorse più di 12 ore la protezione contraccettiva può diminuire e, pur continuando ad assumere regolarmente le rimanenti pillole della confezione, sarà necessario, per tutto il ciclo, utilizzare un metodo contraccettivo di supporto (es. preservativo). La stessa precauzione dev’essere adottata se nelle prime ore seguenti l’assunzione della pillola (3-4 ore) si verifichi un episodio di vomito o diarrea.

Ogni modo, se dimenticate una o più pillole e avete dei dubbi su come procedere con la somministrazione delle successive compresse, il consiglio è quello di rivolgervi al vostro ginecologo o alle ostetriche del Consultorio Familiare (0439 883170 e nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net) o al medico di base. Queste figure professionali potranno consigliarvi nello specifico su cosa fare, in base a quale pillola avete dimenticato (una delle prime, piuttosto che le centrali, piuttosto che le ultime) e a quante ore sono passate dalla regolare assunzione.

Per qualsiasi informazione o dubbio potete contattarci via mail: nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net oppure potete trovarci al Consultorio Giovani di Feltre ogni giovedì pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00, gratuitamente e senza appuntamento.

 

Questa settimana vogliamo proporvi un articolo sulla pillola “del giorno dopo”.
Ci sono state, a tale proposito, delle importanti modifiche di legge, delle quali riteniamo importante informarvi!
Prima di tutto però ricordiamoci di cosa si tratta.
La cosiddetta “pillola del giorno dopo ” non è un contraccettivo!!
E’ un  intervento farmacologico di tipo ormonale, che ha lo scopo di prevenire una gravidanza indesiderata dopo un rapporto sessuale a rischio (ad esempio quando il preservativo si rompe e avviene l’eiaculazione all’interno della vagina senza alcuna protezione).
Il termine emergenza sottolinea che tale forma di contraccezione deve rappresentare una misura occasionale e non sostituire un regolare metodo contraccettivo: si tratta infatti di un farmaco da usare solamente se veramente necessario e se il rischio di una gravidanza indesiderata è molto alto.

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Come si usa:
Esistono 2 farmaci : la ” vecchia pillola del giorno dopo ” a base di progesterone ( levonorgestrel)( nome commerciale : norlevo, levonelle) da assumere entro 72 ore dal rapporto a rischio e la nuova ” pillola dei 5 giorni dopo ” ( ulipristal acetato, nome commerciale : ellaOne) che si può assumere fino a 5 giorni dopo il rapporto a rischio ed è più efficace nel ridurre il rischio di gravidanza. Per es. entro 72 ore il rischio di gravidanza è della metà con ellaone rispetto a norlevo. Va comunque presa il prima possibile e non oltre i 5 giorni. Agisce bloccando o ritardando l’ovulazione. L’introduzione in commercio di questo nuovo tipo di contraccezione d’emergenza ha permesso di cambiare la legge in merito. Infatti sopra i 18 anni può essere acquistata senza ricetta medica e quindi anche i produttori della ” vecchia pillola del giorno dopo ” hanno richiesto tale possibilità. L’ importante è non assumerla se si è già instaurata una gravidanza il mese prima e non si è ancora a conoscenza. Se avete avuto rapporti non protetti o a rischio anche il mese prima è meglio fare un test di gravidanza prima di assumerla .
– Il farmaco deve essere assunto il più presto possibile e comunque entro 72- 120 ore dal rapporto non protetto che corrispondono a 3-5 giorni.
– Se il rapporto ha avuto luogo nelle ore o nei giorni che precedono l’ovulazione il farmaco impedisce la fecondazione, ossia l’unione dello spermatozoo con l’ovulo. Se il rapporto è avvenuto ad ovulazione già avvenuta, dovrebbe modificare la zona interna dell’utero impedendo l’impianto . Se il processo di impianto è già iniziato (anche se da poco tempo) il farmaco non è efficace.
– Il trattamento deve iniziare entro 24 ore ed in ogni caso prima delle 120 ore dal rapporto non protetto
– Gli effetti collaterali sono rari , in genere sono entrambe ben tollerate : nausea, diarrea, cefalea, stanchezza (astenia), algie pelviche, vomito, sanguinamenti.
– L’azione contraccettiva è limitata al solo rapporto avuto prima dell’assunzione.
– Se si ha un altro rapporto dopo aver preso la pillola il medicinale non impedirà la gravidanza e si deve usare il preservativo fino al ciclo successivo. Se si è già incinta non interromperà una gravidanza esistente.
– Se si vomita entro 3 ore dall’assunzione della compressa se ne deve prendere un’altra il prima possibile.
– Non può essere utilizzato regolarmente ne ad intervalli ravvicinati.
Rircordate queste caratteristiche.. andiamo a vedere cosa c’è di nuovo:
– per le ragazze minorenni, il farmaco dev’essere prescritto dal proprio medico di base, dal ginecologo/a ospedaliero, dal ginecologo/a del consultorio familiare o dalla guardia medica.
– ciò che è cambiato riguarda le maggiorenni: non è più necessaria, per le ragazze che hanno compiuto i 18 anni, la prescizione medica del farmaco. Ciò significa che è sufficiente recarsi in farmacia perchè vi venga dato il medicinale, senza aver bisogno di nient’altro.
Questo sicuramente semplifica le cose e vi da la possibilità di acquistare più facilmente e rapidamente il farmaco.
Ad ogni modo, è importante ricordare che si tratta di un medicinale preso in casi di emergenza e, per tale motivo, è opportuno assumerlo con responsabilità e solo nel raro caso (perchè raro dev’essere) sia veramente necessario.
Sarebbe poi opportuno che vi rivolgiate al vostro ginecologo/a di fiducia per parlare insieme dei metodi contraccettivi e capire quale meglio potrebbe rispondere alle vostre necessità, per aiutarvi a vivere serenamente i vostri rapporti sessuali senza incorrere nel rischio di gravidanze indesiderate!
Anche qui in Consultorio abbiamo a disposizione ginecologhe e ostetriche disponibili gratuitamente a parlarvi dei vari metodi contraccettivi e ad ascoltarvi per capire le vostre esigenze.
Per ulteriori informazioni potete contattarci allo 0439/883170, oppure venire a trovarci ogni giovedì dalle 14.00 alle 16.00 gratuitamente e senza appuntamento, o scriverci una mail a: nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

Vi presentiamo ancora una volta delle false credenze sulla pillola: capita spesso infatti che le informazioni che girano attorno all’uso di essa siano incomplete e scorrette.. Cerchiamo quindi di fare un pò di chiarezza!!preservativo blog

Anche in questo caso, le informazioni che utilizziamo vengono tratte dal libretto creato e pensato dalla SIGO (Società italiana Ginecologia e Ostetricia) all’interno del progetto di informazione sulla contraccezione“Scegli tu.

Pillola, vi hanno mai detto che..

“Non si può usare insieme al preservativo”

È assolutamente falso!!

Anzi, la “doppia barriera” (utilizzo di pillola e preservativo), è il metodo maggiormente consigliato.pillola blog

La pillola è infatti il metodo più sicuro per evitare una gravidanza ed è una scelta autonoma della donna, che in questo modo non delega al partner la responsabilità della contraccezione. Il preservativo è invece attualmente l’unico strumento che protegge dal rischio di malattie sessualmente trasmissibili, come l’AIDS, l’epatite, ma anche patologie molto diffuse come herpes genitale candidosi o clamidia.

Continuiamo e concludiamo il tema trattato in alcuni post precedenti delle false credenze collegate alla tradizione delle Mutilazioni Genitali Femminili.la-nigeria-vieta-le-mutilazioni-genitali-femminili-orig_main

Si dice che le mutilazioni gentiali femminili siano garanzia di pulizia e purezza: le secrezioni prodotte dalle ghiandole collegate al clitoride producono un odore cattivo e rendono il corpo non pulito. Togliere una parte degli organi genitali garantisce pulizia. Questa è una falsa credenza perchè l’organo genitale femminile produce naturalmente delle secrezioni (che cambiano in base alla fase del ciclo); nel caso esse aumentino o determinino un odore forte sono sintomo di un’infezione che va curata. In ogni caso le secrezioni delle ghiandole sono impercettibili e aumentano nell’atto sessuale per facilitare la penetrazione.

Si dice che le mutilazioni genitali femminili, con il mantenimento di un unico piccolo foro nella vagina, migliorino le prestazioni sessuali dell’uomo. Il clitoride, inoltre, genera una maggiore eccitazione nella donna e questo è considerato un affronto. L’asportazione di una parte dei genitali esterni, compreso il clitoride, ha influenze dirette sul piacere della donna nel rapporto sessuale (il clitoride è infatti un muscolo ricco di stimolazioni nervose e quindi, se stimolato, porta la donna all’eccitazione). Non tutti gli uomini la pensano così, dipende dal condizionamento e dall’educazione ricevuti: sono pochi gli uomini che ritengono più piacevole la passività della donna nel rapporto sessuale.

Si dice che le mutilazioni genitali femminili prevengano le morti alla nascita perchè se la testa del  primogenito entra in contatto con il clitoride alla nascita morirà. Non esiste fondamento scientifico di questa convinzione. Anzi, come già detto, queste pratiche possono condurre alla morte del bambino e della madre durante il parto per forti emorragie e per il dolore.

Mgf3Si dice che le mutilazioni genitali femminili vengano fatte per motivi estetici, per evitare che le piccole e grandi labbra crescano fino a penzolare in mezzo alle gambe (come il pene). Questa crescita rappresenta un’anomalia rara che va curata chirurgicamente. Forma e funzioni dell’appartato genitale dipendono, infatti, da ormoni e influenze genetiche. Quindi una forma “anormale” dell’apparato genitale è una malformazione su cui porre attenzione.

Infine, si dice che le mutilazioni siano garanzia di salute e hanno poteri curativi contro la malinconia. Come già detto, questa tradizione ha influenze a breve e lungo termine sulla donna, che proverà dolore in ogni rapporto sessuale e ad ogni parto. L’insoddisfazione della donna e il dolore continuo possono causare gravi depressioni.

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