Articoli marcati con tag ‘violenza’

Anche quest’anno alcuni ragazzi delle classi terze delle scuole superiori del territorio feltrino, si stanno preparando, attraverso una formazione fatta con operatori di vari servizi, per fare Peer Education, ossia educazione tra pari,dove  attraverso  un linguaggio comune, i Peer passano ai loro  compagni  conoscenze ed emozioni  su argomenti di loro interesse.

Le tematiche scelte sono:

  • ALCOOL E GUIDA
  • BULLISMO
  • DIPENDENZE
  • DIVERSITA
  • HIV-AIDS
  • VIOLENZA DI GENERE

Numerose sono gli istituti secondari di secondo grado coinvolti nel progetto : Liceo Dal Piaz, ITI-Negrelli, Rizzarda, Colotti, Istituto Agrario, Enaip.

La formazione è iniziata nel mese di novembre e terminerà nel mese di maggio con le entrate in classe dei nostri Peer e la giornata del Peer Day.

Buon Lavoro ragazzi!!!!

 

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Il gruppo di peer educator di Feltre, giovedì 27 ottobre, in occasione dell’incontro Regionale dei Peer Educator del Veneto, ha deciso di presentarsi con uno dei lavori svolti, nell’anno scolastico 2015-2016, sul tema “la violenza contro le donne”. Attraverso slides, video e la simulazione di una situazione di violenza, i ragazzi  hanno parlato del significato dei ruoli di genere, delle varie forme di  violenza (fisica, psicologica, economica…), mettendo in evidenza i dati internazionali, nazionali e locali di questo fenomeno in crescita. Il lavoro é stato affiancato dagli operatori dell’Associazione Belluno-DONNA che opera nel campo.

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Per chi vive situazioni di violenza di genere, non esiti a chiedere informazioni e a contattare gli operatori del Centro Antiviolenza.

( telefono 0437/981577  nei seguenti orari: lunedì, mercoledì: dalle 15.00 alle 19.00/martedì, giovedì, venerdì: dalle 10.00 alle 12.00)

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Il primo ministro somalo ha scelto di aderire ad un percorso legislativo che mira a rendere illegali le pratiche delle mutilazioni genitali femminili, messe al bando nel 2012 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che in Somalia vede il 95% di donne vittime di questa tradizione (vedi immagine).

La campagna di sensibilizzazione somala è nata dall’impegno dell’attivista Ifrah Ahmed. La donna, vittima essa stessa delle mutilazioni, si è schierata al fianco di tutte le donne somale e ha dichiarato “la firma del premier è significativa, un passo importante per combattere un problema di cui in Somalia poco se ne parla. Sarà necessaria una campagna di informazione (…). In Somalia le poche ragazze che non sono state vittime della pratica vengono insultate ed emarginate dalla società”. (fonte: Il Giornale, articolo di D. Bellocchio, pubblicato il 25/03/2016)

Grazie alla presenza nel territorio africano di attiviste e donne che si sono battute contro questa tradizione che lede gravemente la salute psico fisica della donna, le mutilazioni sono diventate illegali in 24 stati africani. Recentemente anche la Nigeria (dal 1 giugno 2015 – l’ex presidente ha firmato un disegno di legge) e il Gambia (dale 18 dicembre 2015 – l’Assemblea Nazionale ha sostenuto e votato il divieto delle MGF). Sono esempi importanti e rappresentano il cambiamento della mentalità a favore della tutela dei diritti delle donne. La violenza di queste pratiche viene osteggiata e resa illegale, chi pratica ancora le mutilazioni nonostante il divieto è punito con la multa e con la reclusione.

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cinemaE’ nelle sale cinematografiche in questo momento “La sposa bambina”, film prodotto nel 2015 dalla regista e produttrice Khadija Al-Salami. La storia vera di Nojoom, bambina di 10 anni costretta a sposarsi, è raccontata attraverso flashback che spiegano la drammatica realtà dei matrimoni precoci nello Yemen. Già il nome Nojoom (che significa “le stelle”), viene cambiato dal padre in Nojoud (“nascosta”) e, pur amandola, deciderà di consegnarla ad un uomo molto più adulto di lei, seguendo le regole non scritte della cultura di appartenenza.

La pellicola ripercorre la storia attraverso gli occhi di una bambina che si ritrova moglie inconsapevole, strappata dalla sua famiglia e costretta a subire violenze e a diventare adulta in fretta, senza capire fino in fondo ciò che sta accadendo. Lo spettatore è toccato nel cuore e nella coscienza e sostiene dalla poltrona del cinema il coraggio di Nojoom/Nojoud.

Ma viene anche presentato il punto divista del padre e le motivazioni che spingono i genitori a compiere questa scelte. Si perchè da una parte troviamo il padre che combina le nozze e vende la figlia, dall’altra la madre che assiste e collabora, sottostando alle regole e al volere del marito e della società. Le violenze subite dalla bambina la spingono con grande coraggio, però, a combattere una guerra con le armi della legge e a chiedere il divorzio, a soli 10 anni.

Il film racconta la vita povera e ai limiti vissuta da contadini yemeniti e della loro cultura, nella quale si ripetono tradizioni legate all’ignoranza. Quando marito e padre vengono portati in tribunale ed interrogati la prima risposta è “quale crimine abbiamo commesso? Noi seguiamo ciò che da sempre succede nelle nostre tribù, e c’è stato un accordo fra noi”. Posta l’attenzione sui rapporti sessuali, la convinzione dei due uomini è legata alla drammatica considerazione “è mia moglie, quindi in quanto tale deve concedersi e avere rapporti con il marito”. Profonde convinzioni e agghiaccianti verità, dal punto di vista degli uomini e della cultura di appartenenza. La religione (nel film viene citata più volte la Sunna come garante del corretto comportamento) diventa il pretesto per consolidare e legittimare il desiderio di supremazia e il potere di sottomettere le donne.

Il tema difficile trattato in questo film rispecchia un problema ad oggi irrisolto: sono 70.000 secondo le Nazioni Unite le vittime ogni anni di lesioni e parti precoci a causa dei matrimoni combinati in tenera età. La regista pone l’attenzione su questo argomento avendo lei stessa dovuto subire un matrimonio a 11 anni.

Questo film/documentario rappresenta la denuncia di una realtà sconosciuta e ignorata. Ci ricorda drammaticamente che l’istruzione, la libertà, l’infanzia sono diritti fondamentali, ma che al giorno d’oggi non sono rispettati in tutto il mondo. Vi invitiamo a guardare il film e a parlarne! L’unica strada possibile per cambiare le cose è la conoscenza.

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Il Centro Giovani, su proposta dell’Assessore Giovanni Pelosio, in collaborazione con Medici Senza Frontiere, organizza per giovedì 31 marzo alle ore 20.15 in Sala Ocri (Stadio Comunale “Zugni Tauro”), una serata di informazione e sensibilizzazione attraverso il film “Access to the danger zone” e il successivo incontro con gli operatori di MSF Italia Stefano Di Carlo e Stefano Zannini.
Access to the danger zone” (Accesso a zone pericolose) è un film sulle vittime di guerra e i loro bisogni di assistenza umanitaria. Girato in Afghanistan, Somalia, Repubblica Democratica del Congo e Kenya, diretto dai registi Eddie Gregoor e Peter Casaer, descrive le difficoltà e i pericoli che le organizzazioni umanitarie devono affrontare per assistere le popolazioni in alcuni tra i contesti più pericolosi al mondo.
Attraverso interviste con le vittime delle violenze e con operatori e rappresentanti delle principali organizzazioni umanitarie (Comitato Internazionale della Croce Rossa, Nazioni Unite, Medici Senza Frontiere ecc), non solo esplora i rischi e le misure di sicurezza prese per lavorare nelle zone più pericolose del pianeta, ma descrive anche le conseguenze della confusione di ruoli tra attori politici e militari, oltre che i compromessi fatti dalle organizzazioni umanitarie per poter accedere alle zone di guerra.
In un mondo in cui diventa sempre più difficile per le organizzazioni umanitarie mantenere la propria presenza nelle aree di conflitto, il film racconta per la prima volta i dilemmi, le paure e le barriere dei principali protagonisti del soccorso umanitario internazionale.
Seguiranno gli interventi di Stefano Di Carlo, ex Capo di Missione Italia, e Stefano Zannini, Capo Missione di Medici senza Frontiere, in trasferta a Feltre per una serie di incontri formativi con gli studenti del Liceo Dal Piaz.

La serata, che fa parte di un percorso di preparazione alla Festa dei Popoli, sarà introdotta dall’Assessore alle Politiche sociali Giovanni Pelosio.

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Consultorio Giovani Feltre

Orari:
Accesso libero il giovedì dalle 14.00 alle 16.00

Indirizzo:
Viale G. Marconi, 7 Feltre - tel. 0439 883170

Per informazioni
nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

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