Articoli marcati con tag ‘violenza’

Il gruppo di peer educator di Feltre, giovedì 27 ottobre, in occasione dell’incontro Regionale dei Peer Educator del Veneto, ha deciso di presentarsi con uno dei lavori svolti, nell’anno scolastico 2015-2016, sul tema “la violenza contro le donne”. Attraverso slides, video e la simulazione di una situazione di violenza, i ragazzi  hanno parlato del significato dei ruoli di genere, delle varie forme di  violenza (fisica, psicologica, economica…), mettendo in evidenza i dati internazionali, nazionali e locali di questo fenomeno in crescita. Il lavoro é stato affiancato dagli operatori dell’Associazione Belluno-DONNA che opera nel campo.

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Per chi vive situazioni di violenza di genere, non esiti a chiedere informazioni e a contattare gli operatori del Centro Antiviolenza.

( telefono 0437/981577  nei seguenti orari: lunedì, mercoledì: dalle 15.00 alle 19.00/martedì, giovedì, venerdì: dalle 10.00 alle 12.00)

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Il primo ministro somalo ha scelto di aderire ad un percorso legislativo che mira a rendere illegali le pratiche delle mutilazioni genitali femminili, messe al bando nel 2012 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che in Somalia vede il 95% di donne vittime di questa tradizione (vedi immagine).

La campagna di sensibilizzazione somala è nata dall’impegno dell’attivista Ifrah Ahmed. La donna, vittima essa stessa delle mutilazioni, si è schierata al fianco di tutte le donne somale e ha dichiarato “la firma del premier è significativa, un passo importante per combattere un problema di cui in Somalia poco se ne parla. Sarà necessaria una campagna di informazione (…). In Somalia le poche ragazze che non sono state vittime della pratica vengono insultate ed emarginate dalla società”. (fonte: Il Giornale, articolo di D. Bellocchio, pubblicato il 25/03/2016)

Grazie alla presenza nel territorio africano di attiviste e donne che si sono battute contro questa tradizione che lede gravemente la salute psico fisica della donna, le mutilazioni sono diventate illegali in 24 stati africani. Recentemente anche la Nigeria (dal 1 giugno 2015 – l’ex presidente ha firmato un disegno di legge) e il Gambia (dale 18 dicembre 2015 – l’Assemblea Nazionale ha sostenuto e votato il divieto delle MGF). Sono esempi importanti e rappresentano il cambiamento della mentalità a favore della tutela dei diritti delle donne. La violenza di queste pratiche viene osteggiata e resa illegale, chi pratica ancora le mutilazioni nonostante il divieto è punito con la multa e con la reclusione.

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cinemaE’ nelle sale cinematografiche in questo momento “La sposa bambina”, film prodotto nel 2015 dalla regista e produttrice Khadija Al-Salami. La storia vera di Nojoom, bambina di 10 anni costretta a sposarsi, è raccontata attraverso flashback che spiegano la drammatica realtà dei matrimoni precoci nello Yemen. Già il nome Nojoom (che significa “le stelle”), viene cambiato dal padre in Nojoud (“nascosta”) e, pur amandola, deciderà di consegnarla ad un uomo molto più adulto di lei, seguendo le regole non scritte della cultura di appartenenza.

La pellicola ripercorre la storia attraverso gli occhi di una bambina che si ritrova moglie inconsapevole, strappata dalla sua famiglia e costretta a subire violenze e a diventare adulta in fretta, senza capire fino in fondo ciò che sta accadendo. Lo spettatore è toccato nel cuore e nella coscienza e sostiene dalla poltrona del cinema il coraggio di Nojoom/Nojoud.

Ma viene anche presentato il punto divista del padre e le motivazioni che spingono i genitori a compiere questa scelte. Si perchè da una parte troviamo il padre che combina le nozze e vende la figlia, dall’altra la madre che assiste e collabora, sottostando alle regole e al volere del marito e della società. Le violenze subite dalla bambina la spingono con grande coraggio, però, a combattere una guerra con le armi della legge e a chiedere il divorzio, a soli 10 anni.

Il film racconta la vita povera e ai limiti vissuta da contadini yemeniti e della loro cultura, nella quale si ripetono tradizioni legate all’ignoranza. Quando marito e padre vengono portati in tribunale ed interrogati la prima risposta è “quale crimine abbiamo commesso? Noi seguiamo ciò che da sempre succede nelle nostre tribù, e c’è stato un accordo fra noi”. Posta l’attenzione sui rapporti sessuali, la convinzione dei due uomini è legata alla drammatica considerazione “è mia moglie, quindi in quanto tale deve concedersi e avere rapporti con il marito”. Profonde convinzioni e agghiaccianti verità, dal punto di vista degli uomini e della cultura di appartenenza. La religione (nel film viene citata più volte la Sunna come garante del corretto comportamento) diventa il pretesto per consolidare e legittimare il desiderio di supremazia e il potere di sottomettere le donne.

Il tema difficile trattato in questo film rispecchia un problema ad oggi irrisolto: sono 70.000 secondo le Nazioni Unite le vittime ogni anni di lesioni e parti precoci a causa dei matrimoni combinati in tenera età. La regista pone l’attenzione su questo argomento avendo lei stessa dovuto subire un matrimonio a 11 anni.

Questo film/documentario rappresenta la denuncia di una realtà sconosciuta e ignorata. Ci ricorda drammaticamente che l’istruzione, la libertà, l’infanzia sono diritti fondamentali, ma che al giorno d’oggi non sono rispettati in tutto il mondo. Vi invitiamo a guardare il film e a parlarne! L’unica strada possibile per cambiare le cose è la conoscenza.

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Il Centro Giovani, su proposta dell’Assessore Giovanni Pelosio, in collaborazione con Medici Senza Frontiere, organizza per giovedì 31 marzo alle ore 20.15 in Sala Ocri (Stadio Comunale “Zugni Tauro”), una serata di informazione e sensibilizzazione attraverso il film “Access to the danger zone” e il successivo incontro con gli operatori di MSF Italia Stefano Di Carlo e Stefano Zannini.
Access to the danger zone” (Accesso a zone pericolose) è un film sulle vittime di guerra e i loro bisogni di assistenza umanitaria. Girato in Afghanistan, Somalia, Repubblica Democratica del Congo e Kenya, diretto dai registi Eddie Gregoor e Peter Casaer, descrive le difficoltà e i pericoli che le organizzazioni umanitarie devono affrontare per assistere le popolazioni in alcuni tra i contesti più pericolosi al mondo.
Attraverso interviste con le vittime delle violenze e con operatori e rappresentanti delle principali organizzazioni umanitarie (Comitato Internazionale della Croce Rossa, Nazioni Unite, Medici Senza Frontiere ecc), non solo esplora i rischi e le misure di sicurezza prese per lavorare nelle zone più pericolose del pianeta, ma descrive anche le conseguenze della confusione di ruoli tra attori politici e militari, oltre che i compromessi fatti dalle organizzazioni umanitarie per poter accedere alle zone di guerra.
In un mondo in cui diventa sempre più difficile per le organizzazioni umanitarie mantenere la propria presenza nelle aree di conflitto, il film racconta per la prima volta i dilemmi, le paure e le barriere dei principali protagonisti del soccorso umanitario internazionale.
Seguiranno gli interventi di Stefano Di Carlo, ex Capo di Missione Italia, e Stefano Zannini, Capo Missione di Medici senza Frontiere, in trasferta a Feltre per una serie di incontri formativi con gli studenti del Liceo Dal Piaz.

La serata, che fa parte di un percorso di preparazione alla Festa dei Popoli, sarà introdotta dall’Assessore alle Politiche sociali Giovanni Pelosio.

In questa ultima settimana si è sentito parlare molto dai mass media del caso della ragazzina di 12 anni di Pordenone che è arrivata a compiere un atto estremo perchè vittima di bullismo a scuola. Quante altre situazioni esistono all’interno degli ambienti scolastici e non, per non parlare del cyberbullismo dove alcuni ragazzi vengono presi di mira attraverso azioni fisiche o messaggi diffamatori. Proviamo, inanzitutto, a fare una distinzione tra bullismo e cyberbullismo.

CYBERBULLISMO  BULLISMO
 Chiunque può essere coinvolto  Sono coinvolti solo gli studenti della classe o dell’Istituto
 I cyberbulli e i loro alleati possono essere anonimi, quindi la vittima non sa con chi sta interagendo  I bulli e i loro complici sono studenti conosciuti dalla vittima perchè appartenenti allo stesso Istituto. Contatto corporeo e visivo diretto
 Chiunque può diventare un cyberbullo, anche chi è percepito come “sfigato”  Generalmente il bullo è fisicamente prestante o sa usare il corpo per fare del male
 Il cyberbullo ha la possibilità di agire 24 su 24  Il bullo agisce nell’orario scolastico o nel tragitto casa-scuola
 La diffusione del materiale prodotto non ha limiti geografici  Gli atti di bullismo vengono raccontati ad altri studenti della scuola o di scuole vicine
 Alto livello di disinibizione: i cyberbulli spesso fanno online ciò che non farebbero nella vita reale. Le comunicazioni online possono essere particolarmente sadiche.  Minor livello di disinibizione. Il bullismo raramente raggiunge forme di sadismo, se non quando evolve nella criminalitàa minorile
 Il cyberbullo approfitta della propria invisibilità per agire  Il bullo cerca di rendersi visibile attraverso le sue azioni. Ha bisogno di dominare le relazioni interpersonali
 Il cyberbullo non vede direttamente le conseguenze delle sue azioni sulla vittima–> insufficiente consapevolezza  Il bullo vede concretamente la vittima e l’effetto delle proprie azioni ma lo ignora–> fredda consapevolezza
 Depersonalizzazione  Deresponsabilizzazione

 

 Che fare se un ragazzo o una ragazza assiste o é vittima di una di queste azioni? Nel momento in cui si è a conoscenza o si subisce comportamenti che perdurano nel tempo e che possono diventare pericolosi, è possibile ed importante segnalarli al numero.43002
La procedura è molto semplice… si invia un sms al 43002, indicando prima di tutto il nome della provincia di provenienza (per esteso, quindi nel nostro caso Belluno) e poi l’episodio che viene considerato preoccupante. In questo modo parte la segnalazione che, una volta arrivata in Questura, sarà poi trattata dalla Polizia o dai Carabinieri.
E’ importante sapere che il messaggio è gratuito e che alla Questura compare il numero telefonico dell’inviante, che potrebbe essere ricontattato dalle Forze dell’Ordine per eventuali chiarimenti.

Nel caso in cui la persona è coinvolta in episodi di violenza verbale virtuale (uso del web) è importante prestare attenzione a qualche indicazione pratica:

  •  non rispondere a mail e sms offensivi o che contengono insulti
  •  salvare e conservare le prove
  •  utilizzare filtri per bloccare le mail indesiderate
  •  sui social network utilizzare il tasto specifico o le procedure previste dal provider per segnalare comportamenti inadeguati di altri utenti
  •  impostare come privato il proprio profilo sui social network
  •  rivolgersi ad adulti di fiducia e chiedere il loro aiuto
  •  se necessario cambiare numero di cellulare e indirizzo mail
  •  contattare la Polizia Postale e delle Comunicazioni o i Carabinieri se i fatti sono gravi e prolungati nel tempo
  •  segnalare il cyberbullo ai moderatori delle chat e dei forum o ai proprietari di blog e siti.

A cura della dott.ssa Lusa Cinzia, educatore professionale del Ser.D. di Feltre, che ringraziamo per la collaborazione e l’aiuto fornitoci.

Negli ultimi anni, alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato un’associazione tra abuso di alcol e abitudini alimentari non salutari. Il termine, inventato dai giornalisti del “New York Times”, coniato per rendere esplicite le caratteristiche di un disturbo alimentare legato all’abuso di alcol, è quello di drunkoressia.

Con questa definizione si indica un pericoloso comportamento alimentare, diffuso particolarmente tra le adolescenti: mangiare sempre meno fino a digiunare, per poi assumere rilevanti quantità di bevande alcoliche.

Anche se non è riconoscdrunkressia 1iuta ufficialmente come patologia vera e propria il numero crescente di casi fa supporre che la drunkoressia possa entrare quanto prima nel novero dei disturbi psichici relativi all’alimentazione e alle dipendenze. Sono presenti infatti alcuni criteri tipicamente patologici: consumo eccessivo di alcol, digiuni forzati, vomito autoindotto o uso di lassativi e ossessione per l’aspetto fisico.

Naturalmente le conseguenze si possono avere sia dal punto di vista fisico sia psicologico.

Bere a stomaco vuoto infatti permette all’etanolo di raggiungere il sangue più rapidamente, aumentando il proprio tasso di alcolemia con una velocità spesso pericolosa. Inoltre l’abuso di alcol può avere un impatto negativo sulla idratazione e conservazione di minerali e sostanze nutritive, esacerbando ulteriormente le conseguenze della malnutrizione.

Il consumo di alcol è ancora più deleterio se avviene in adolescenza, quando lo sviluppo psicofisico non è ancora completato e vi è maggiore vulnerabilità ai danni fisici e cerebrali alcolcorrelati.

Quando assumiamo bevande alcoliche in grandi quantità e, ancor peggio, a stomaco vuoto, non solo facciamo del male al nostro corpo ma, anche a livello psicologico, abbiamo delle ripercussioni importanti. Il nostro stato di coscienza si altera notevolmente, diventiamo disinibiti e perdiamo la consapevolezza ed il controllo delle nostre azioni, rischiando di mettere in atto dei comportamenti dannosi su noi stessi (ad esempio, rapporti sessuali a rischio, incidenti stradali,  …) e su gli altri (incidenti dove vengono coinvolte altre persone, atti di violenza, …). Ricordiamoci che, questi comportamenti possono avere delle conseguenze importanti di tipo penale.

Se senti la necessità di approfondire o di avere maggiori informazioni puoi rivolgerti al Consultorio Giovani di Feltre il giovedì pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00 (senza appuntamento) o contattandoci direttamente da questo blog. oppure puoi telefonare al Ser.D. Giovani “Danza del Tempo”, al numero 0439 883147.

 

Flash up! Il diario – speciale affettività     

(nero con scritta verde e verde con scritta nera)

Costo: € 9,90

Una straordinaria proposta per gli adolescenti: un diario scolastico a misura di studente che propone come filo conduttore le emozioni … Flash up! Cioè… emozionarsi. Ogni giorno, da settembre a giugno, i ragazzi sono portati a scoprire e riscoprire le proprie emozioni attraverso una compagnia quotidiana fatta di brevi citazioni di poeti,                cantanti, attori, sportivi, con domande provocatorie che stimoleranno la riflessione personale.

Un simpatico fumetto e quattro focus approfondiranno di volta in volta un tema (desiderio, progetto, corpo, relazioni, solitudine, amore, sessualità, delusione, fiducia, amicizia), con il linguaggio proprio dei giovani: musica, letteratura, arte, cinema, sport, spettacolo…
Uno strumento innovativo e dinamico utile alla crescita e alla maturazione degli adolescenti.
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  Flash up! Il diario – speciale legalità e giustizia       

(nero con scritta arancione e arancione con scritta nera)

Costo: € 9,90
Un viaggio in dieci tappe, quanti sono i mesi scolastici, per rivalutare la bellezza di impegnarsi per la propria città e per il bene comune, perché anche gli adolescenti possono essere protagonisti nel quartiere dove vivono e nel luogo dove trascorrono la maggior parte delle loro giornate, la scuola.

Ogni mese sarà ricco di curiosità, domande-provocatorie, pagine dedicate all’arte, alla letteratura, al cinema, alla musica, ai personaggi che hanno scritto la nostra storia e a persone che la storia la scrivono giorno

dopo giorno con il loro impegno per la legalità e la giustizia.

Un simpatico fumetto approfondirà di volta in volta un tema (dialogo, rappresentanza, interesse, (in)formazione, libertà, impegno, giustizia, rispetto, città, crederci).

Con Flash-up! e le sue tantissime citazioni di scrittori, cantanti, filosofi, politici sarà affascinante riscoprire l’amore per la città!

Realizzato in collaborazione con il MSAC e l’associazione LIBERA
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Prenota il tuo diario entro il 31 maggio 2015!
Contatta l’incaricato AVE segnalando il tema ed il colore che hai scelto!
Alan Bortolas 3200431826 – alan_zorba@tiscali.it

50 sfumature di

 

Recentemente è uscito al cinema il film “50 sfumature di grigio”, considerato film evento dell’anno e molto atteso dalle lettrici e dai lettori dell’omonima trilogia. Il film racconta la storia fra Christian, giovanissimo e ricco imprenditore di successo, e Anastasia, giovane studentessa che rimane colpita dal fascino del protagonista e dalle proposte sessuali, che le vengono fatte attraverso un contratto formalizzato. Il tema di sottofondo è la relazione che Christian richiede alla ragazza, caratterizzata da esperienze sessuali “al limite”, nelle quali i sentimenti e le emozioni sono negate e escluse volontariamente.

Le differenze fra la realtà e la storia raccontata nel film si ritrovano principalmente nel tipo di relazione che si crea fra i due protagonisti, caratterizzata da dipendenza e ossessione. Nei momenti in cui non si vedono, Christian ha il controllo assoluto di dov’è e cosa sta facendo Anastasia. I costosi regali (auto, pc portatile, viaggi in aereo…) tentano di “addolcire” la posizione di inferiorità in cui si trova la protagonista, costretta a mentire continuamente alle persone a lei care. La sessualità, inoltre, è vissuta da Christian come uno strumento per soddisfare bisogni fisici. Ad ogni “no”, ad ogni attesa, ad ogni insicurezza di Anastasia corrisponde un regalo costoso e\o un’ossessiva richiesta di attenzioni da parte dell’uomo.

La posizione di Anastasia non viene presa in considerazione con rispetto nè ascoltata. Le “regole del gioco” sono dettate dalla parte maschile e sembrano rigidi principi fondamentali, che portano Christian a manipolare e a dominare. Questo film è lo spunto per riflettere sulla differenza fra amore e sesso, sull’importanza del rispetto della donna e sulla libertà, entrambi valori fondamentali per creare una relazione sana. La paura, le umiliazioni continue, la richiesta di mantenere segreti e il controllo assoluto non sono elementi sani di una relazione d’affetto.

Miriam Grosmann, psichiatra presso l’Università della California spiega <<Nel mondo reale, questa storia sarebbe finita male, con Christian in carcere e Ana in un rehab o all’obitorio. Oppure Christian avrebbe continuato a fare del male a Ana e lei avrebbe continuato a soffrire. In entrambi i casi, la loro vita non sarebbe  stata sicuramente una favola. Si parla di una relazione pericolosa con tanto di abuso fisico ed emotivo. Sembra glamour, perché gli attori sono bellissimi, hanno automobili e aerei costosi e canta Beyoncé. Non fatevi manipolare>>. Il messaggio è rivolto ad adolescenti e ragazzi che hanno visto questo film, o letto il libro, e sono convinti che ciò che si vede sia Amore.

Non è così.

Senza rispetto non c’è vero amore, non è sano ricercare una relazione basata su 50 sfumature di dolore, dipendenza e manipolazione …tutte azioni compiute dal protagonista. Se hai visto il film e sei rimasto/a colpita dal messaggio, se tu o un tuo amico/a state vivendo una situazione difficile di questo tipo o  hai dei dubbi contattaci o vieni a trovarci. Al Consultorio Giovani trovi operatori formati che ti possono aiutare, con i quali puoi condividere dubbi sulle relazioni che stai vivendo!

 

 

Nella cronaca recente nazionale viene citata frequentemente questa nuova moda che sta dilagando fra i giovani italiani: dare pugni a passanti sconosciuti per divertiemento. Lo scopo del “gioco” è dimostrare il proprio coraggio, provando a “stendere” con un solo pugno l’ignaro passante. E’ una moda nata negli USA, che per emulazione si sta diffondendo in Italia, passando per altri stati europei (come la Gran Bretagna). Vari casi sono stati registrati a Milano, Roma, Torino, Napoli, Venezia…. Immancabile, il video postato successivamente su youtube, come documento dell’azione compiuta, esempio da commentare e imitare.

77364_knockoutViolenza e bullismo. Parole che risuonano anche in questi episodi sopracitati. Il divertimento sembra collegato alla violenza e, più ci sono danni fisici nell’altra persona, più ci si diverte. Violenza collegata alla noia che sembra pervadere la quotidianità di molti adolescenti. <<Ho voglia di picchiare qualcuno. Adesso do un pugno a quello>> ha confidato un quattordicenne ai suoi compagni durante la ricreazione, in una scuola di Torino.  Il ragazzo è stato denunciato. Queste aggressioni hanno una caratteristica particolari: avvengono, infatti, in luoghi affollati perchè la violenza deve essere ammirata. Non ci sono scopi legati a furti di oggetti o di vendette personali: i protagonisti del knockout game non si conoscono.

Non solo coetanei nel mirino dei teenager: anche numerosi pensionati sono stati colpiti da questa moda. << Ti prendono alla sprovvista quando sei distratto e colpiscono forte per non farti reagire>> commenta una vittina intervistata (Corriere della Sera – Roma, venerdì 21 novembre 2014).

Il “gioco” ora, inoltre, sembra essere evoluto nelle sue forme: le vittime non sono soltanto pedoni, ma alcuni episodi riguardano autisti di ciclomotori.

La violenza è il filo conduttore di queste azioni. Violenza come distruzione, è l’espressione esterna di un vissuto interiore, di un’energia che si origina nella mente e viene espressa attraverso il comportamento. La violenza è spesso giustificata da un bisogno di proteggersi da un “nemico”. Quest’ultimo può essere pirncipalemente di tre tipi: cioè che è estraneo, ciò che rappresenta l’autorità e, infine, ciò che è debole. In ogni caso alla base delle azioni c’è un conflitto interiore di chi le commette, anche se non del tutto consapevole.

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Commettere atti di violenza nel knockout game viene giustificato dal “divertimento”, come se fare del male ad uno sconosciuto provocasse piacere in chi lo fa. Forse il problema sta a monte, in adolescenti che vivono momenti difficili e sono costretti a gestirli da soli, per mancanza di adulti capaci di ascoltarli e seguirli. Ragazzi che a casa sembrano angioletti e lungo il marciapiede si ritrovano ad agire violenza verso un ignaro passante. Come si è arrivati a tutto questo? Probabilmente ignorando campanelli d’allarme (a casa e a scuola) fra i quali, oltre all’aggressività verbale, possiamo inserire anche il silenzio.

E il rispetto? Anche in questo settore gli adulti dovrebbero porsi alcune domande, perchè forse l’educazione è un po’ superficiale. Rispetto che si impara in primo luogo a casa, e poi a scuola, luoghi privilegiati di formazione degli adulti del futuro. Anche riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni sembra un’abitudine fuori moda… che sta lasciando lo spazio ad altre “mode” più pericolose.

Se hai assistito a scene di violenza o ne sei vittima (nel senso sia che la subisci sia che è l’unico mezzo con il quale ti relazioni agli altri) non esitare a contattarci allo 0439-883170 o a scriversi a nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net! Nel prossimo post vi parleremo anche di una importante iniziativa dedicata a queste problematiche.

 

violenza

L’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 ha scelto il 25 novembre come data nella quale ricordare, ogni anno, il tema della violenza contro le donne. Sempre più spesso si leggono articoli di cronaca nera con protagoniste donne che subiscono prevaricazioni; ma ancor più pericolose sono tutte le forme di violenza che rimangono nascoste perchè non lasciano segni visibili o per paura della donna di denunciare. Per questo motivo in Italia sono sorte numerose associazioni ed enti comunali  che promuovono manifestazioni per non dimenticare un tema così importante.

La Commissione Pari Opportunità del comune di Feltre organizza, in occasione della giornata mondiale contro la violenza alle donne, il giorno 20 novembre 2014, presso l’Unisono Jazz restaurant&cafè, una serata per promuovere la non-violenza contro le donne. Il programma prevede alle ore 20.00 la proiezione del cortometraggio “E’ STATA LEI” di Francesca Archibugi, presentata da Francesca Bona, vice presidente della Commissione pari opportunità e proseguirà alle 21.00, dopo la visione del filmato, con la cena (per info e prenotazioni 349.5157606).Giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donne

” I diritti umani delle donne e delle bambine sono inalienabili e parte integrale e indivisibile dei diritti umani universali. La violenza di genere e tutte le forme di violenze di sfruttamento sessuale, incluse quelle che risultino dal pregiudizio culturale… sono incompatibili con la dignità e il valore della persona umana e perciò devono essere eliminate.”
(dalla Dichiarazione dell’ONU, Vienna 1993)

 

 

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