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Il giorno 1 dicembre c’è stata la ricorrenza della giornata mondiale per la prevenzione di HIV-AIDS. Questa settimana affrontiamo l’argomento del test, di come e dove farlo, all’interno dellULSS 2 di Feltre.

Le persone che hanno avuto occasioni di contagio  possono sottoporsi al test specifico, attraverso un prelievo di sangue, presso il Laboratorio Analisi che si trova al secondo piano del Padiglione Gaggia dell’ospedale (tel. 0439/883252). Il test è gratuito, non necessita dell’impegnativa del medico di famiglia, può essere effettuato in anonimato e i risultati sono protetti dal segreto professionale.  Per i minori di età bisogna avere il consenso dei genitori. A tale proposito consigliamo ai ragazzi di farsi aiutare dagli operatori del Consultorio Giovani che possono meglio coinvolgere i genitori in questo percorso.

A chi è consigliabile sottoporsi al test:

–  le persone con comportamenti a rischio (presente o passato)

– le persone con malattie sessualmente trasmesse

– i partners sessuali di persone infette o con comportamenti a rischio infettivo

– i figli di madri sieropositive o potenzialmente tali

– le persone che hanno subito incidenti con possibile contaminazione

– le persone che hanno subito violenza sessuale

Il test evidenzia l’eventuale presenza degli anticorpi contro il virus dell’HIV mediamente dopo 2 mesi dal contagio. Ma attenzione…. gli anticorpi si possono sviluppare anche dopo i due mesi fino a un massimo di 6 mesi dal comportamento a rischio  (il periodo finestra va dai 2 ai 6 mesi). Quindi, per maggiore tranquillità, anche se il rusultato è negativo, è auspicabile ripetere il test al termine del periodo finestra.

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Importante é continuare a usare il preservativo per proteggere se stessi e gli altri.

Per qualsiasi informazione potete rivolgervi agli operatori del Consultorio Giovani prendendo un appuntamento (0439/883170) o venendo il giovedì pomeriggio dalle h 14 alle h 16 o  attraverso il nostro blog.

 

I Condilomi sono causati da un virus, il Papilloma Virus (HPV), simile a quello delle verruche che si formano sulla pelle. Questo virus colpisce in maniera indiscriminata uomini e donne, omoessuali ed eterosessuali.

I condilomi, detti anche “Creste di Gallo” sono dei piccoli tumori benigni che possono insediarsi sugli organi genitali (pube, pene, testicoli), all’entrata della vagina e dell’ano, sull’uretra e sul collo dell’utero. Talvolta ne sono colpiti l’inguine e la coscia.

Queste escrescenze (verruche) possono essere piatte o in rilievo, di dimensioni variabili e possono trovarsi isolate o in gruppi.

Chi è infettato da Condilomi corre un rischio sei volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

In alcuni casi i Condilomi possono evolvere verso il cancro dell’utero (nella donna) o dell’ano e del retto (uomo).

Come si trasmettono?

Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale)Condilomi
Con il semplice contatto fra genitali
Tramite contatto diretto con la pelle della persona infetta
Tramite lo scambio di biancheria intima e di salviette
Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati
Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
Anche appoggiare semplicemente il pene vicino all’ano di una persona con Condilomi in zona perianale può provocare il contagio

Quali sono i sintomi?

Sia nell’uomo che nella donna, si formano escrescenze più o meno grandi in prossimità dei genitali o in zona anale. Queste formazioni possono essere totalmente asintomatiche, possono dare fastidio o provocare dolore. A volte si ha rottura e sanguinamento dei condilomi.

Generalmente i Condilomi sono destinati a crescere nel tempo, fino a diventare un ostacolo per il rapporto: sia dal punto di vista meccanico che per il dolore e il sanguinamento che provocano durante l’atto sessuale.

Cosa succede se non si cura?

Oltre ad aumentare il rischio di contrarre il virus dell’HIV, i Condilomi possono portare al cancro. Va però precisato che non tutti i tipi di condiloma evolvono a tumore! Tuttavia è sempre meglio rimuoverli quanto prima, anche per evitare che l’infezione si propaghi ad altre persone.

Come si diagnostica?

La diagnosi va fatta dal medico specialista, che sarà in grado di distinguerlo da altre lesioni apparentemente simili (sifilide per esempio). E’ inoltre consigliabile indagare su eventuali infezioni contratte contemporaneamente (Sifilide, HIV, Epatite, eccetera).

Se hai avuto un rapporto sessuale non protetto o se hai il dubbio di aver contratto i Condilomi, rivolgiti al tuo medico oppure recati presso l’Unità Operativa Malattie Sessualmente Trasmesse (UOMST) a te più vicina per farti visitare.

Come si cura?

La terapia varia a seconda della grandezza delle escrescenze e del distretto corporeo sul quale sono presenti:

Terapia di tipo FISICO: crioterapia (bruciatura con azoto liquido), diatermocoagulazione (bruciatura con calore), laser-terapia, intervento chirurgico;
Terapia di tipo CHIMICO: consiste nell’applicazione di specifici prodotti dermatologici direttamente sulla lesione.

La durata della cura può essere molto lunga ed è necessario avere pazienza, finché il proprio sistema immunitario non riesca a “far piazza pulita” del virus. Infatti non è raro che le escrescenze si riformino.

Inoltre è consigliabile evitare rapporti sessuali per tutto il periodo del trattamento per non diffondere l’infezione.

Come si previene?

Il modo migliore per evitare il contagio durante un rapporto sessuale resta sempre il profilattico, anche se non dà garanzie per altri contatti di tipo extragenitale (oro-anale, cutaneo). Valgono poi le regole d’oro per ogni rapporto sessuale:

– Usare il profilattico durante il rapporto sessuale
– Evitare rapporti sessuali non protetti con persone infette
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzare il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali
– Effettuare periodicamente visite dallo specialista se si hanno rapporti occasionali e frequenti con più persone.
– Evitare di scambiarsi biancheria intima e salviette.

virus scappaE’ una Malattia Sessualmente Trasmissibile molto diffusa, causata da un virus, l’Herpes Virus (HSV-2), simile a quello che provoca le classiche vescicole   sulla bocca.

Una volta infettati, il virus rimane nel nostro corpo per tutta la vita e non è attualmente possibile liberarsene, si possono solamente effettuare terapie volte ad alleviare i sintomi e ad accorciare i tempi di guarigione delle lesioni. Dopo la prima infezione, la lesione può ripresentarsi periodicamente soprattutto in seguito a momenti di stress fisico e psicologico.

Chi ha l’Herpes genitale corre un rischio cinque volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV se ha rapporti non protetti con persone sieropositive durante un episodio erpetico acuto, data l’alta sensibilità delle zone con le lesioni.

Come si trasmette?

– Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, sia attivo che passivo, anale, vaginale)
– Con il semplice contatto fra genitali
– Tramite la masturbazione reciproca
– Tramite baci, carezze, effusioni (il virus viene eliminato sulla pelle e sulle mucose)
– Tramite il contatto con le lesioni (sono molto infettive!)
– Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
– Tramite passaggio del virus dalla madre infetta al bambino durante il parto

HERPES SYMPTOMSQuali sono i sintomi?

Prima infezione:

Generalmente si inizia con una fastidiosa sensazione di bruciore e formicolio nella zona dove poi compariranno le lesioni che possono essere molto dolorose. Si formano lesioni multiple e dolenti, simili a vescicole, sulla mucosa o sulla cute dei genitali. Rapidamente le vescicole si rompono lasciando piccole ulcere dolorose. In seguito compaiono le croste che spariranno in pochi giorni. Può capitare che i genitali si gonfino e che le ghiandole della zona inguinale siano dolenti. possibili perdite uretrali, vaginali o anali.

Possibili complicanze come: febbre, mal di testa, dolori articolari, costipazione (in caso di herpes anale), difficoltà o impossibilità a urinare.Raramente meningite.

Successivi episodi herpetici:

Gli episodi successivi al primo sono molto più blandi ma sempre fastidiosi, data la localizzazione. Una volta infettato l’organismo, il virus si risveglia periodicamente in seguito anche a svariati stress (febbre, altre infezioni, luce solare, lampade abbronzanti, traumi) e provoca sintomi simili alla prima volta, ma più lievi.

herpesCome si diagnostica?

La diagnosi è di norma basata sull’osservazione delle lesioni e attraverso un prelievo sanguigno che ricerca gli anticorpi. E’ possibile confermarla con esami in centri specializzati.

Come si cura?

Attualmente non esiste una cura definitiva per debellare il virus dell’Herpes. Il medico potrà comunque stabilire se utilizzare farmaci antivirali, volti alla riduzione della durata delle lesioni e dei sintomi.

Possono dare sollievo bagni con acqua bollita e leggermente salata oppure impacchi con ghiaccio avvolto in un panno. Inoltre sostanze come l’amido o l’alcol (molto doloroso!) risultano più efficaci delle creme dermatologiche a base di antivirali.

In casi gravi possono essere prescritti anche antidolorifici (soprattutto durante la prima infezione).

Come si previene?

– Astenersi da rapporti sessuali durante gli episodi acuti (quando cioè sono presenti le vesciche sui genitali)
– Usare il profilattico durante il rapporto sessuale
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzare il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzare il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali

Il profilattico resta sempre il modo migliore per ridurre il rischio di contrarre Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST), anche se nel caso dell’Herpes non dà garanzie di protezione totale contro il virus perchè anche sulla cute apparentemente integra può presente il virus.

L’utilizzo del profilattico riduce di oltre il 50% il rischio di contagio dell’ herpes nei periodi in cui c’è l’eliminazione del virus dalla pelle (ma non ci sono le vesciche).

Per Epatite si intende uno stato di infiammazione del fegato dovuto a diversi fattori o a sostanze tossiche, quali: alcol, farmaci, alcune sostanze chimiche, virus e altri microbi.

Noi tratteremo le Epatiti di origine virale, che sono quelle trasmissibili anche sessualmente. I principali virus che causano Epatite sono i virus A, B e C.

La cosa importante è la possibilità di vaccinarsi nei confronti dei virus di tipo A e B.

Come si trasmette?

Epatite A:

– Tramite cibo e bevande contaminate (frutti di mare crudi, frutta e verdura contaminate e non lavate)
– Uso comune di stoviglie contaminate
– Pratiche sessuali che coinvolgono la bocca e l’ano oppure le mani (rimming, fisting, fingering)

Epatite B:

– Tramite rapporti sessuali di ogni tipo (orali, anali e vaginali)
– Tramite scambio di oggetti per l’igiene personale (spazzolini, rasoi)
– Tramite scambio di siringhe usate
– Tramite scambio di giocattoli sessuali contaminati
– Durante l’esecuzione di tatuaggi o piercing, tramite strumenti non sterilizzati e contaminati da sangue di altre persone
– Il bacio profondo e prolungato può essere un possibile veicolo di contagio
– Tramite la trasmissione del virus dalla madre al bambino durante il parto

Epatite C:

L’Epatite C ha una bassa probabilità di essere trasmessa tramite rapporti sessuali, anche se esiste la possibilità che questo avvenga.

Il virus viene trasmesso soprattutto tramite scambio di sangue, ma non tramite contatto cutaneo.

Quali sono i sintomi?

Epatite A:

Spesso non compare alcun sintomo. Altre volte compaiono affaticamento, febbre, nausea o vomito, feci chiare, una colorazione gialla degli occhi e della pelle chiamata “Ittero”, urina color scuro, dolore al fianco destro che si può diffondere alla schiena.

Epatite B:

I sintomi sono per lo più simili a quelli dell’Epatite A. In casi rari l’Epatite B ha un decorso detto “Fulminante” e in pochissimi giorni si va incontro al coma e alla morte (ciò succede in un caso su mille).

Epatite C:

Il 70% delle persone contagiate da questo virus non ha sintomi; quando compaiono, sono gli stessi della epatite A o B.

Quali sono le complicanze?

L’Epatite A non cronicizza mai e nella maggior parte dei casi non è necessario alcun trattamento.

Nel caso dell’Epatite B, circa il 10% delle persone diventa portatore cronico a vita e, di conseguenza, contagioso per via sessuale. Con il passare del tempo si può avere un’infiammazione cronica che può trasformarsi in cirrosi epatica.

L’Epatite C cronicizza nella stragrande maggioranza dei casi e questo può portare a cirrosi e cancro del fegato.

Come si diagnostica?

Tramite appositi esami di laboratorio

Come si cura?

Dall’Epatite A si guarisce sempre, tranne in rari casi in cui si arriva al trapianto di fegato o alla morte.

Per le forme croniche di Epatite B e C esistono attualmente delle cure con farmaci particolari (Interferone e Ribavirina).

Come si previene?

Per le Epatiti A e B esiste un vaccino efficace. Mentre per il tipo C non è ancora possibile vaccinarsi.foto epatite

Valgono tutte le regole del sesso sicuro per evitare di essere contagiati dal virus di tipo A e B.

Assolutamente da evitare lo scambio di siringhe usate per iniettare droghe.

L’AIDS (Acquired Immuno Deficency Syndrome)  è una sindrome clinica caratterizzata da un progressivo deterioramento del sistema immunitario causato dal Virus HIV (Human Immunodeficiency  Virus).  Questo stato degenerativo progredisce finché il sistema immunitario diventa incapace di contrastare l’attacco di alcuni microrganismi, portando all’insorgenza di gravi infezioni e tumori.

Il virus, una volta penetrato nell’organismo umano, determina il cosiddetto stato di “Sieropositività”.

Con il termine “Sieropositivo” si intende comunemente una persona che ha nel sangue gli anticorpi anti-HIV. Chi è sieropositivo può trasmettere il virus ad altre persone.

Lo stadio di sieropositività è uno  stato latente e solitamente asintomatico che precede la Fase Conclamata (AIDS), nella quale possono manifestarsi varie patologie (toxoplasmosi cerebrale, candidosi esofagea, meningite, polmonite, infezione viscerale, sarcoma di Kàposi..).

Si può rimanere sieropositivi per un periodo più o meno lungo, che può durare anche molti anni. Tuttavia se non ci si sottopone a terapia farmacologica si va sicuramente in contro alla fase conclamata (AIDS) e alla morte.

Come si trasmette?

– Con rapporti sessuali non protetti: sono a rischio TUTTI i tipi di rapporto (orale, anale, vaginale). Un solo contatto sessuale può provocare il contagio
– Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
– Tramite scambio di siringhe, rasoi, spazzolini o altri oggetti che possano venire a contatto con il sangue
– Con trasfusioni di sangue infetto
– Tramite passaggio del virus dalla madre sieropositiva al bambino durante il parto o l’allattamento

I liquidi biologici in grado di trasmettere l’infezione da HIV sono: sperma, liquido lubrificante pre-spermatico, secrezioni vaginali. sangue, latte materno. Non è necessario il contatto con ferite aperte o piccoli traumi: è sufficiente il contatto del virus con le mucose intatte

Come invece NON viene trasmesso?

– Tramite contatto cutaneo attraverso la pelle integra, carezze e baci
– Attraverso la puntura di insetti
– Tramite starnuti o colpi di tosse
– Nei servizi igienici
– Utilizzando stoviglie comuni
– Sui mezzi di trasporto
– Tramite asciugamani

aids

Quali sono i sintomi?

Non sempre si manifestano sintomi in seguito all’infezione da HIV. Tuttavia può comparire una sindrome “Acuta” che dura poco più di una settimana, con sintomi quali: febbre, ingrossamento dei linfonodi ed eritema sulla pelle.

Cosa succede se non si cura?

Il sieropositivo che non si sottoponga alle terapie svilupperà lo stato conclamato di AIDS e andrà in contro alla morte a causa di infezioni opportunistiche o di tumori.

Come si diagnostica?

Esistono test specifici per la rilevazione degli anticorpi nel sangue. Questi esami possono risultare falsamente negativi durante il cosiddetto “Periodo finestra” (che va dalle 8-12 settimane circa dopo il contagio a 6 mesi), poiché il nostro organismo impiega del tempo a fabbricare gli anticorpi. E’ bene quindi ripetere gli esami  del sangue a diverse distanze di tempo dal rapporto a rischio (dopo 2 mesi, dopo  3 mesi, dopo 5 mesi..).

Se hai avuto un rapporto sessuale non protetto o se hai il dubbio di aver contratto il virus HIV, rivolgiti al tuo medico o recati presso l’Unità Operativa Malattie Sessualmente Trasmesse (UOMST) a te più vicina per effettuare il Test.

Se risulti positivo, avvisa tutte le persone con cui hai avuto rapporti sessuali nell’ultimo anno e consiglia loro di fare il test.

Come si cura?

Per contrastare il virus esistono ormai molti farmaci che agiscono a diversi livelli del ciclo vitale del virus. Attualmente la terapia serve per controllare la replicazione del virus, mentre non si è ancora in grado di eliminarlo definitivamente.

La terapia va seguita nei modi e nei tempi prescritti dal medico. In caso contrario si possono instaurare resistenze e inefficacia dei farmaci.

Il sieropositivo che non si sottoponga alla terapia farmacologica, prima o poi si ammalerà di AIDS. La malattia, se non trattata, può condurre alla morte.

Esistono inoltre trattamenti d’emergenza (profilassi post-esposizione) per ridurre il rischio di contrarre il virus HIV, in seguito a esposizione accidentale a materiale infetto (rottura del profilattico, violenza sessuale, ferite con siringhe

Il sieropositivo che non si sottoponga alla terapia farmacologica, prima o poi si ammalerà di AIDS. La malattia, se non trattata, può condurre alla morte.

Esistono inoltre trattamenti d’emergenza (profilassi post-esposizione) per ridurre il rischio di contrarre il virus HIV, in seguito a esposizione accidentale a materiale infetto (rottura del profilattico, violenza sessuale, ferite con siringhe usate, contatto con sangue infetto). Queste cure vanno iniziate il prima possibile dal presunto contatto.

Come si previene?

– Utilizzando sempre il profilattico in modo corretto durante qualsiasi tipo di rapporto sessuale (orale, anale, vaginale)
– Evitando rapporti sessuali non protetti con persone infette
– Con rapporti sessuali “responsabili”: basso numero di partner, conoscenza dello stato di salute del proprio partner
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzando il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali
– Effettuando il test periodicamente (ogni 6 mesi) se si hanno rapporti occasionali e frequenti con più persone.
– Utilizzando siringhe sterili monouso, che non vanno scambiate con altre persone o riutilizzate per successive iniezioni
– Tramite profilassi post-esposizione in seguito a contatto accertato con materiale infetto

 

Perchè ti trovi contagiato dall’ herpes senza motivo?

L’ herpes  è un virus che una volta contratto permane nell’individuo per tutta la vita, manifestandosi saltuariamente con la comparsa delle tipiche vescicole solitamente nei momenti di stress psico-fisico; la trasmissione può avvenire anche in assenza di manifestazione clinica.

Esistono due virus: HSV1 ( herpes labialis),  HSV2 ( Herpes genitalis). Entrambi possono dare lesioni a livello genitale, per cui la trasmissione può avvenire da soggetti che non hanno manifestazioni evidenti. Da qui la raccomandazione di utilizzare sempre il preservativo.

 

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