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Nelle prossime settimane riproponiamo, su richiesta dei ragazzi,  alcuni articoli su  patologie urologiche frequenti in età adolescenziale. Ringraziamo ancora una volta il dott. Xausa, primario di urologia presso l’Ulss di Feltre, per il materiale che gentilmente ci ha offerto.

Parliamo oggi della torsione del funicolo spermatico (cordone di consistenza molle, lungo circa 14 cm, formato da un insieme di organi, quali vasi, nervi, canale deferente, ecc..)

“è comparso, in pieno benessere e senza preavviso, un dolore acuto ad un testicolo, che improvvisamente si è gonfiato. Mi devo preoccupare subito o posso aspettare a vedere se mi passerà?”

..Attenzione!torsione-testicolare

Potrebbe essere una torsione del funicolo spermatico, che rappresenta un’urgenza assoluta e tale da richiedere una visita urologica immediata!

La torsione del funicolo spermatico sul suo asse compromette il flusso venoso di ritorno del testicolo, che può giungere rapidamente sino all’occlusione venosa e alla quale conseguono ben presto danni ischemici (assenza di afflusso di sangue) significativi a carico del testicolo stesso. Si presenta come un dolore allo scroto (sacca che racchiude i testicoli) violento, accompagnato da nausea e colpisce sopratutto l’adolescente. Insorge a causa della lassità dei legamenti che fissano il testicolo allo scroto. Non è rara nell’infanzia e si presenta solitamente fra i 14 e i 40 anni.

La terapia è chirurgica e deve essere instaurata entro sei ore dall’inizio dei sintomi per evitare le gravi complicanze anatomiche e funzionali del testicolo interessato. Nel caso siano trascorse più di sei ore dall’insorgenza del dolore, si verifica un’emorragia non risolvibile, che può comportare l’asportazione del testicolo stesso.

Messaggio: qualsiasi dolore acuto in sede scrotale riveste il carattere d’urgenza e va indagato immediatamente.  La prima cosa da farsi è quella di recarsi al più vicino pronto soccorso, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

DISPAREUNIA E VAGINISMO
chiariamo la differenza :
Dispareunia è un dolore persistente e ricorrente che la donna avverte:
1 durante i tentativi di penetrazione
2 a penetrazione completa

VAGINISMO
persistente o ricorrente difficoltà ad accettare la penetrazione vaginale nonostante il desiderio. Si associa spesso a paura anticipatoria del dolore . In pratica si stringe forte il muscolo attorno alla vagina in modo da renderla impenetrabile. La gravità del vaginismo si valuta in base all’intensità dello spasmo muscolare attorno alla vagina e all’ intensità della paura di sentire male  (intensità della fobia).

Va differenziato dalle anomalie anatomiche: in qualche caso l’imene (una membrana che chiude in parte l’ingresso vaginale nella donna giovane e che viene rotta con la prima visita o il primo rapporto completo) è molto fibroso e duro da rompere.
Il vaginismo colpisce il 12-15 % delle donne in età fertile e viene trattato con terapie comportamentali abituando la donna a rilassare il muscolo attorno alla vagina.

CAUSE di dolore prima o durante i rapporti sessuali:

1) Vestibolite vulvare. Colpisce l’89 % delle donne in età fertile. L’origine é infettiva. Si sente un dolore acuto all’ingresso della vagina e c’e’ arrossamento del vestibolo, può essere sospettata se si sente dolore anche all’inserimento del tampone , spesso diventa cronica se non viene curata. La possono scatenare infezioni ricorrenti da Candida.

2) Contraccettivi orali. Alcuni possono causare secchezza vaginale e quindi dolore al rapporto.

3) Assenza di mestruazioni ( amenorrea) sempre perchè causa secchezza vaginale.

4) Iperattività del muscolo attorno alla vagina ( eccessiva contrazione). Può essere causato da alcune attività sportive per es. ciclismo agonistico. Di frequente si riscontra in giovane età.

5) Disturbi come la stipsi cronica o cistiti ricorrenti , emorroidi, ragadi.

6) Cause fisiche come un’imene particolarmente fibroso, l’assenza della vagina, esiti di traumi  ( infibulazione).

7) Problemi erettili nel partner.

8) Cause psicologiche. Il dolore ai rapporti nelle giovani è spesso dovuto a un disagio emotivo dovuto a scarsa confidenza con il partner, si hanno rapporti subito , senza conoscersi bene e questo scatena la paura di non essere all’altezza o di essere giudicata male.

Manca l’educazione sentimentale , noiosa ma che paradossalmente una volta dava più tranquillità e maggiore soddisfazione sessuale.

TERAPIA: ha vari approcci sia comportamentali che psicoterapici che farmacologici ma prima di tutto, se il problema persiste, va consultato il ginecologo e va fatta una diagnosi per poi stabilire una terapia.

Anche questa settimana ringraziamo il Dott. Xausa, primario del reparto di urologia presso l’ospedale di Feltre, per la collaborazione. Vi presentiamo grazie al suo aiuto un’altra patologia urologica frequente in età adolescenziale.

Parliamo di “fimosi“.. Di che cosa si tratta..??

“Ho notato che quando ho il pene in erezione la pelle non scorre ed il glande non si scopre. Mi è successo anche che per forzare la pelle a scendere sotto il glande mi sono creato delle micro-lacerazioni della pelle. Cosa posso fare?”

Si tratta di una patologia che si manifesta attraverso il restringimento della pelle che copre il glande (prepuzio), motivo per cui non scorre e non lascia scoprire il glande stesso. Può essere congenita, quando è presente fin dalla nascita, oppure acquisita quando insorge successivamente per motivi infiammatori.     fimosiIn età adolescenziale la fimosi è prevalentemente di tipo congenito.

La cute del pene, la mucosa del prepuzio e del glande, la mucosa del canale uretrale, sono zone dell’apparato genitale maschile in cui normalmente vi sono numerosi tipi di germi. Qui ristagnano delle secrezioni, che sono il prodotto di piccole ghiandole sebacee poste sulla circonferenza della corona del glande. Questa sostanza oleosa ha la proprietà di far scorrere la pelle del prepuzio sul glande. Normalmente, con buona e ripetuta igene locale, non si riesce ad apprezzare la presenza di questo liquido. In caso contrario, nel solco del glande, si forma lo smegma, una sostanza biancastra e cremosa, che è una commistione della secrezione delle ghiandole con l’aggiunta della desquamazione delle cellule del prepuzio e del glande. Tale terreno è altamente favorevole per la crescita di microorganismi (germi e funghi) soprattutto se esistono condizioni favorenti (diabete). Le conseguenze più frequenti sono balaniti e balanopostiti (infiammazione del glande e del prepuzio) che possono portare a due tipi di problemi: il primo riguarda la partner (frequenza di vaginiti, cerviciti, ecc..) con un successivo effetto a ping-pong di continua reciproca ritrasmissione della patologia; il secondo riguarda l’uomo stesso. Infatti, frequentemente, al perpetuarsi di queste infiammazioni (fimosi acquisita per motivi infiammatori), la pelle del prepuzio diventa anelastica con esiti in fimosi (restringimento) cicatriziale, con difficoltà o addirittura impossibilità a scoprire il glande.

Circoncisione

Questa metodica (dal latino circum = attorno + caedere =tagliare – tagliare attorno) è un atto medico molto antico. Consiste nell’asportazione totale o parziale della pelle del prepuzio, con il risultato di lasciare il glande scoperto.

Nel passato ha avuto però significato religioso e di iniziazione, più che medico chirurgico. La circoncisione rituale ha origine in epoca preistorica, se ne trovano testimonianze nei bassorilievi egizi che illustrano la pratica. Alcune religioni, come l’ebraica e la mussulmana, prescrivono la circoncisione dei bambini in età che va dai pochi giorni ai 5-7 anni. Questa operazione inoltre viene attuata presso alcune popolazioni africane ed australiane.

In ospedale per attuare la corconcisione si utilizzano una pomata anestetica e un’infiltrazione con ago di un ulteriore anestesico per rinforzare la prima. Si procede poi all’asportazione del tratto fimotico e della cute in eccesso, suturando i margini con punti sottili e ravvicinati. Il paziente verrà così fasciato e subito dimesso. Le medicazioni da eseguire per 7 giorni sono semplici e alla portata di tutti. L’attività lavorativa/scolastica potrà da subito essere ripresa, mentre per l’attività sessuale sarà necessario aspettare 15-20 giorni.

Messaggio: la fimosi può presentarsi in maniera più o meno serrata; saranno le problematiche durante il rapporto sessuale a suggerire di rivolgersi allo specialista Urologo. Importante comunque l’igene quotidiana.

Per concludere il capitolo delle malattie sessualmente trasmissibili, pubblichiamo il post dedicato all’ulcera molle o cancroide. Si tratta di un’infezione causata da un batterio, l’Haemophilus ducrey, molto raro alle nostre latitudini, ma più frequente nelle regioni tropicali e sub-tropicali di: Africa, America del Sud e Oriente.

Questa malattia sessualmente trasmessa riguarda quindi principalmente chi viaggia e chi pratica turismo sessuale.mst

E’ una malattia molto contagiosa e l’infezione può essere facilmente “trasportata” da un punto all’altro del corpo.

Si trasmette facilmente attraverso qualunque tipo di rapporto sessuale (orale, anale, vaginale). E’ anche possibile la trasmissione da parte di soggetti asintomatici, ossia che non hanno alcuna manifestazione visibile.

L’utilizzo del profilattico offre una discreta protezione dal contagio, anche se non totale.

Chi è infettato da Ulcera molle corre un rischio sette volte maggiore di essere contagiato dal virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con persone sieropositive.

 Come si trasmette?

– Attraverso rapporti sessuali di ogni tipo (orale, anale, vaginale)
– Con il semplice contatto fra genitali
– Utilizzando strumenti a uso genitale contaminati
– Con scambio e utilizzo di giocattoli sessuali contaminati
– E’ possibile le trasmissione da un punto all’altro del corpo

Quali sono i sintomi?

– Formazione di ulcere molto dolenti a livello dei genitali
– Ingrossamento dei linfonodi inguinali
– Dolore all’ano e sanguinamento
– Perdite uretrali (nell’uomo)batterio ulcera molle
– Perdite vaginali (nella donna)

Cosa succede se non si cura?

Possono insorgere complicanze, quali: formazione di fistole (piccoli buchi attorno ai genitali, dai quali fuoriesce pus), ulcerazione dei linfonodi, febbre.

Come si diagnostica?

Essendo facile confonderla con altre malattie sessualmente trasmissibili, quali Herpes o Sifilide, è necessario affidarsi a un centro specializzato per confermare la diagnosi, anche tramite esami speciali effettuati sul liquido che trasuda dalle ulcere.

 Come si cura?

Il contenuto dei bubboni deve essere aspirato, mentre la terapia farmacologica si basa sulla somministrazione di antibiotici. I malati vanno tenuti sotto controllo per tre mesi, dopo di che devono essere sottoposti a screening per eventuali altre MST.

Come si previene?

– Con l’utilizzo corretto del profilattico durante il rapporto sessuale
– Evitando rapporti sessuali non protetti con persone infette
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio del rapporto sessuale e non indossarlo solo poco prima di terminare
– Utilizzando il profilattico per proteggere gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale
– Utilizzando il profilattico fin dall’inizio anche durante i rapporti orali
– Prestare la massima attenzione durante i viaggi nelle località a rischio

Il profilattico resta sempre il modo migliore per ridurre il rischio di contrarre Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST), anche se nel caso dell’Ulcera molle non dà garanzie di protezione totale.

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi alle ostetriche del Consultorio di Feltre, gratuitamente e senza appuntamento tutti i giovedì dalle 14.00 alle 16.00 oppure potete contattarci al numero 0439/883170 oppure inviando una mail a nuvoleinviaggio@consultoriogiovanifeltre.net

Continuiamo questa settimana con le patologie urologiche frequenti in età adolescenziale e ringraziamo ancora una volta il dott. Xausa, primario di urologia presso l’Ulss di Feltre, per il materiale gentilmente offertoci.

Parliamo oggi della torsione del funicolo spermatico (cordone di consistenza molle, lungo circa 14 cm, formato da un insieme di organi, quali vasi, nervi, canale deferente, ecc..)

“è comparso, in pieno benessere e senza preavviso, un dolore acuto ad un testicolo, che improvvisamente si è gonfiato. Mi devo preoccupare subito o posso aspettare a vedere se mi passerà?”

..Attenzione!torsione-testicolare

Potrebbe essere una torsione del funicolo spermatico, che rappresenta un’urgenza assoluta e tale da richiedere una visita urologica immediata!

La torsione del funicolo spermatico sul suo asse compromette il flusso venoso di ritorno del testicolo, che può giungere rapidamente sino all’occlusione venosa e alla quale conseguono ben presto danni ischemici (assenza di afflusso di sangue) significativi a carico del testicolo stesso. Si presenta come un dolore allo scroto (sacca che racchiude i testicoli) violento, accompagnato da nausea e colpisce sopratutto l’adolescente. Insorge a causa della lassità dei legamenti che fissano il testicolo allo scroto. Non è rara nell’infanzia e si presenta solitamente fra i 14 e i 40 anni.

La terapia è chirurgica e deve essere instaurata entro sei ore dall’inizio dei sintomi per evitare le gravi complicanze anatomiche e funzionali del testicolo interessato. Nel caso siano trascorse più di sei ore dall’insorgenza del dolore, si verifica un’emorragia non risolvibile, che può comportare l’asportazione del testicolo stesso.

Messaggio: qualsiasi dolore acuto in sede scrotale riveste il carattere d’urgenza e va indagato immediatamente.  La prima cosa da farsi è quella di recarsi al più vicino pronto soccorso, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Proseguiamo con la pubblicazione dei post che descrivono alcune patologie urologiche presenti nei maschi in età adolescenziale.

Ringraziamo ancora una volta il Dott. Xausa per la preziosa collaborazione e gli approfondimenti forniteci.

Parliamo oggi del Varicocele.. Di cosa si tratta?

“Da qualche tempo avverto un senso di fastidio e di gonfiore in sede testicolare, verso sinistra. Questo mi succede specie sotto sforzo o quando sto tanto in piedi.. Cosa può essere?? Ho notato anche che il testicolo sinistro tende a scendere più in basso rispetto al destro ed ho l’impressione che sia più piccolo”.

Il Varicocele è la dilatazione patologica delle vene nello scroto (sacca che racchiude i testicoli).varicocele

I testicoli ricevono il sangue da due arterie, il quale defluisce attraverso una serie di piccole vene localizzate nello scroto e, da qui, il sangue refluisce nella vena spermatica interna (vena testicolare), che a sua volta trasporta il sangue indietro fino al cuore.

In alcuni uomini le vene attorno al testicolo possono allargarsi o dilatarsi (varici): le vene dilatate sono definite come varicocele. Raramente tale patologia è presente nel sesso femminile (varicocele pelvico) ma può essere causa di dolore pelvico cronico.

Insorge solitamente tra i 15 e i 25 anni, eccezionalmente prima, assai di rado nella vecchiaia. Presenta un’ incidenza elevata (circa il 15% dei giovani visitati alla leva); nel 85% dei casi è localizzato a sinistra, nell’11% è bilaterale e solo nel 4% a destra.

La patogenesi (causa) del varicocele non è chiaramente conosciuta, è probabile che sia determinato da una congenita debolezza delle pareti venose associata ad una incontinenza delle valvole: la pressione del sangue, causata dalla posizione eretta, determinerebbe, a lungo andare, la dilatazione delle vene.

Le persone che hanno il varicocele spesso non accusano nessun sintomo (molto spesso si accorgono di averlo perchè non riescono ad avere figli!); in altri casi si può determinare un senso di peso, fino alla dolenzia o, in casi sporadici, dolore specie con il caldo o durante l’attività fisica.

Il dolore associato al varicocele è dovuto all’eccessiva pressione del sangue all’interno delle vene dilatate. Tale aumento pressorio, così come il dolore, aumentano quando si sta in piedi per lunghi periodi di tempo, nell’attività sportiva o sollevando pesi. Le vene dilatate determinano un rallentamento circolatorio con la conseguente diminuzione dell’ ossigeno a livello testicolare ed un modesto, ma significativo, innalzamento termico del testicolo che se si mantiene per lungo tempo può causare infertilità (ridotta capacità riproduttiva). Dopo la cura del varicocele (quasi sempre chirurgica) la funzionalità e il numero degli spermatozoi può avere un netto miglioramento, con una diminuzione significativa dell’infertilità.  Il danno testicolare da varicocele si manifesta anche con una riduzione volumetrica del testicolo, fino ad arrivare in casi estremi all’atrofia.

La visita urologica costituisce una tappa fondamentale per avvallare la diagnosi di varicocele o quantomeno porne il sospetto. é comunque indispensabile una corretta e approfondita valutazione strumentale mediante l’esecuzione di un esame del liquido seminale (spermiogramma) ed un Eco-Doppler (esame non invasivo che impiega gli ultrasuoni, molto simile all’Ecografia, che viene solitamente eseguito con il paziente in piedi in modo tale che le vene ripiene di sangue siano più agevolmente visibili e non dura più di venti minuti)

La soluzione del varicocele passa attraverso un piccolo intervento chirurgico che viene eseguito dallo specialista urologo.

Messaggio: se da tempo avverti un senso di peso in sede scrotale, specie a sinistra, dopo essere stato a lungo in piedi o durante l’attività fisica, è opportuno  verificare mediante una ecografia scrotale ed inguinale l’eventuale presenza di un varicocele.

 

 

Dopo aver trattato le patologie dell’apparato genitale femminile nelle adolescenti,  pubblicheremo ora, nel corso dell’estate, dei post sulle patologie urologiche più frequenti nei maschi in età adolescenziale.

Gli articoli che leggerete sul tema sono stati gentilmente redatti dal Dott. Xausa, Direttore dell’unità operativa di Urologia dell’ULSS 2 di Feltre, che ringraziamo per la disponibilità e l’aiuto fornitoci.

La prima patologia, di cui parliamo in questo articolo, è il PENE CURVO CONGENITO.

Quando il pene è in erezione non è diritto e mi sembra incurvato, è normale?? È sempre stato così.. Mi devo preoccupare??pene curvo

Il pene curvo congenito è dovuto, nella maggior parte dei casi, ad un anomalo sviluppo dei corpi cavernosi (che sono due, pari e simmetrici, di forma approssimativamente cilindrica; danno corpo al pene e contengono il sangue durante l’erezione) con uretra normale. La sua incidenza può arrivare in certe aree geografiche fino al 10% della popolazione maschile.

Nel 50% dei casi si assiste ad una curvatura verso il basso, nel 20% dei casi a sinistra, nel 5% dei casi a destra e in un altro 5% dei casi la curvatura è verso l’alto. Vi sono casi in cui la curvatura è una combinazione tra laterale e verso il basso.

Il pene curvo congenito si presenta di solito con una lunghezza superiore alla media.

Il tipo e il grado di curvatura viene valutato dallo specialista urologo e documentato fotograficamente, per un eventuale intervento chirurgico. Quando la curvatura supera i 35-40° e rende difficile un eventuale rapporto sessuale (soprattutto nella curvatura verso il basso) è indicato l’intervento chirurgico che si definisce corporoplastica.

pene curvo 2 Gli interventi impiegati per la correzione del pene curvo congenito sono nella maggior parte dei casi di tipo conservativo (corporoplastica di raddrizzamento). Le tecniche di raddrizzamento prevedono l’incisione della parete che ricopre i corpi cavernosi (tunica albuginea). Nello specifico esitono la tecnica di Nesbit e la tecnica di Yachia. L’Unità di Urologia di Feltre utilizza la tecnica di Nesbit, che prevede l’accorciamento della parte di pene più lunga, mediante l’asportazione di una o più ellissi di tunica albuginea sulla superficie convessa del pene curvo.  Alla fine dell’intervento il risultato viene verificato creando un’erezione artificiale intraoperatoria.

Con queste tecniche si verifica sempre un accorciamento dell’asta del pene di circa 1-2 cm. Nei rari casi in cui il pene si presentasse, oltre che curvo, anche di dimensioni ridotte, è possibile innestare, nel lato concavo, un patch di tessuto. L’intervento può essere eseguito sia in anestesia locale che generale. Viene solitamente inserito un catetere vescicale che potrà essere rimosso a partire da 24 ore dopo l’intervento.

 

Messaggio: se hai dubbi sulla curvatura del pene, esegui delle autofotografie in varie posizioni (dall’alto e lateralmente) con il cellulare o con una macchina fotografica digitale e consultati con lo specialista (urologo).

 

Affrontiamo ora un argomento  che riguarda principalmente le ragazze, perchè pensiamo sia utile dare delle informazioni e chiarire alcuni dubbi sul tema del dolore ginecologico.

Ci sono diversi tipi di dolore ginecologico: il dolore mestruale, sessuale, addominale,  addomino pelvico dopo violenza;  cercheremo di descriverli in maniera semplice.

1- DOLORE MESTRUALE: si localizza soprattutto a livello del basso ventre, ma può riflettersi anche a livello dei reni e scendere verso l’inguine,  è normale che sia presente il primo e il secondo giorno dall’inizio delle mestruazioni. Diventa patologico quando interferisce con le normali attività quotidiane (assenza da scuola,  dolore non tollerabile).

Può essere normale anche a metà ciclo, durante l’ovulazione,  un dolore leggero simile a questo.

2- DOLORE SESSUALE (durante i rapporti): se si presenta all’inizio della penetrazione può essere un segno di infiammazione vaginale (vestibulite) o di contrazione involontaria del muscolo che circonda la vagina, anche dovuto ad una tensione psicologica.

Se si presenta alla penetrazione profonda può essere segno di infiammazione dell’endometrio (mucosa che ricopre la parte interna dell’utero) o di infiammazione pelvica (degli organi più interni) Questo tipo di dolore è in aumento per l’incremento attuale delle Malattie a Trasmissione Sessuale (Clamidya, Gonorrea, Trichomonas.)

Il dolore sessuale può presentarsi anche in forma di dolore (uretro- vescicale) alla minzione dopo i rapporti, questo si può trasformare in cistite e diventare cronica se non curata adeguatamente.

3- DOLORE ADDOMINALE:  Può essere dovuto a infiammazioni della parete intestinale (colon irritabile) o a intolleranze alimentari (Glutine, Lattosio ecc.)

4-DOLORE ADDOMINO-PELVICO DOPO VIOLENZA: la violenza può scatenare una Sindrome Post Traumatica con ansia, depressione, infiammazione generalizzata con conseguenze importanti. Oppure può, nel tempo, determinare una eccessiva contrazione dei muscoli attorno alla vagina e quindi dolori anche nei rapporti consensuali.

Cosa fare?

Se vi si presentano questi problemi o anche altre forme di dolore in zona addomino-pelvica (sotto l’ombelico) potete rivolgervi al proprio medico di fiducia o al  Consultorio Giovani, qui trovate operatori sanitari e dell’ambito sociale preparati per affrontare queste tematiche e a risolvere i vostri dubbi.

 dismenorrea

Cosa sono i giovedì con il ginecologo?

Sono uno spazio dedicato ai giovani di consulenza, visita e confronto con il ginecologo dott. Guazzelli, riguardo la sessualità, la contraccezione, le malattie sesssualmente trasmesse e problemi ginecologici.

Perchè sono nati i giovedì del ginecologo?

Abbiamo voluto dare la possibiltià agli adolescenti e giovani di avere uno spazio dove informarsi, parlare riguardo la sessualità (falsi miti, pregiudizi) e come prevenire le possibili gravidanze indesiderate e le malattie sessualmente trasmesse.  Per le ragazze inoltre informazioni, consulenza e visita riguardo i disturbi ginecologici

Quali disturbi ginecologici possono presentarsi in adolescenza?

Mestruazioni dolorose e abbondanti, comparsa di acne, peli superflui.

ginecologo adolescentiChi può accedere ai giovedì con il ginecologo?

Tutti i ragazzi e le ragazze della zona

Quando?

Il primo e il terzo giovedì del mese dalle 16.30 alle 18.30. SOLO nel mese di novembre il ginecologo sarà disponibile i primi due giovedì.

Come si accede?

Puoi telefonare per appuntamento al num. 0439 883170 oppure puoi venire direttamente qui al Consultorio Giovani (primo piano ex Casa di Cura Bellati a Feltre) il primo e il terzo giovedì del mese oppure puoi contattarci attraverso la mail del blog.

E’ necessario essere accompagnati dai genitori?

No, puoi venire da sola o accompagnata dal tuo ragazzo o da un’amica.

Possono accedere anche i maschi?

Certamente, perchè una sessualità consapevole va condivisa in coppia. I ragazzi possono ricevere informazioni sui metodi da utilizzare per evitare gravidanze indesiderate e malattie.

E’ necessaria l’impegnativa?

No!

Quanto costa accedere all’ambulatorio?

Niente!!! E’ completamente gratuito

                                                                                     

                                                                                              PASSA  PAROLA

 

 

 

Il ciclo mestruale è un processo fisiologico che, a partire dalla prima mestruazione (menarca), accompagna la donna fino alla menopausa che avviene tra i 40/50 anni, e che corrisponde alla cessazione delle mestruazioni.

Per tutto il periodo fertile di una donna, dalla pubertà alla menopausa, circa ogni mese il corpo femminile si prepara ad un’eventuale gravidanza. Se questa non avviene, compare una nuova mestruazione.

Durante la prima parte del ciclo mestruale, l’endometrio si inspessisce per prepararsi ad accogliere l’ovulo fecondato e dare l’avvio a un’eventuale gravidanza.
In assenza di fecondazione, l’endometrio inizia a regredire, si stacca e viene espulso attraverso la vagina. Questo processo produce il sanguinamento che caratterizza la mestruazione.

Il ciclo mestruale ha una durata variabile tra i 21 e i 35 giorni, mediamente è di 28 giorni, ma nell’adolescente può essere spesso irregolare.

 

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Accesso libero il giovedì dalle 14.00 alle 16.00

Indirizzo:
Viale G. Marconi, 7 Feltre - tel. 0439 883170

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